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La bara “fai da te” con un pulsante che sprigiona azoto: in Svizzera nasce la “Tesla dell’eutanasia”

“Sarco” è stata inventata da Philip Nitschke e sarà sperimentata a luglio. A premere il bottone sarà il malato terminale
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LUGANO – Chissà come la prenderà Elon Musk, che vorrebbe portarci nello spazio, quando scoprirà che un australiano di 76 anni dal nome impegnativo, visto che si chiama Philip Nitschke, ha deciso di condurci anche lui “in cielo”, anche se per un viaggio senza ritorno. A bordo, oltretutto, di un oggetto che richiama un auto futuristica e che - con ben poco rispetto nei confronti del magnate statunitense di origine sudafricana - è già stato ribattezzata “Tesla dell’eutanasia”. A vederlo in foto, Sarco, come Nitschke ha chiamato il suo veicolo funebre, assomiglia più che altro a un bob.

All’interno c’è un pulsante, pigiando il quale viene sprigionato un gas d’azoto, che riduce in pochi attimi il trapasso indolore dell’aspirante suicida. Al massimo 10 minuti, a quanto dichiarato da un medico. Il tetto è trasparente, di modo che chi ha scelto di andarsene per sempre possa godersi, per l’ultima volta, la vista del cielo. Sperando che il quasi omonimo del grande filosofo tedesco abbia pensat…

LUGANO – Chissà come la prenderà Elon Musk, che vorrebbe portarci nello spazio, quando scoprirà che un australiano di 76 anni dal nome impegnativo, visto che si chiama Philip Nitschke, ha deciso di condurci anche lui “in cielo”, anche se per un viaggio senza ritorno. A bordo, oltretutto, di un oggetto che richiama un auto futuristica e che - con ben poco rispetto nei confronti del magnate statunitense di origine sudafricana - è già stato ribattezzata “Tesla dell’eutanasia”. A vederlo in foto, Sarco, come Nitschke ha chiamato il suo veicolo funebre, assomiglia più che altro a un bob.

All’interno c’è un pulsante, pigiando il quale viene sprigionato un gas d’azoto, che riduce in pochi attimi il trapasso indolore dell’aspirante suicida. Al massimo 10 minuti, a quanto dichiarato da un medico. Il tetto è trasparente, di modo che chi ha scelto di andarsene per sempre possa godersi, per l’ultima volta, la vista del cielo. Sperando che il quasi omonimo del grande filosofo tedesco abbia pensato, nella progettazione di Sarco, a un sistema che disappanni il tetto trasparente, in caso di pioggia. Da aggiungere che la “Tesla dell’eutanasia” è prodotta in materiale biodegradabile e, una volta espletato l’ultimo viaggio del suo “pilota”, può venire seppellita in un cimitero, nel pieno rispetto dell’ambiente.

Stando a quanto rivelato dalla Bbc, la creatura del Nitschke australiano verrà sperimentata, per la prima volta, nel corso del mese di luglio, in Svizzera. “Un avvocato - ha spiegato l’emittente britannica – si è accertato che Sarco non violi alcuna norma elvetica sul suicidio assistito”. Una pratica in vigore da molti anni e che, solo nel 2020, è stata adottata da 1.300 persone, in buona parte esasperate da sofferenze senza speranza, per malattie terminali.

Dal canto suo Dignitas, una delle 3 associazioni svizzere che praticano il suicidio assistito, ritiene che Sarco avrà poco successo nella Confederazione. Rivendicando i suoi 23 anni di esistenza, contrassegnati dalla presenza di uno staff specializzato durante la fase finale del percorso di un suicida consapevole, Dignitas non ritiene di dover temere la concorrenza di una capsula, manovrata dall’aspirate suicida, e messa a punto da un fabbricante degli antipodi, quasi omonimo di un grande filosofo controverso.

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