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Da Le Pen a Macron, le elezioni francesi viste da Houellebecq: “Potranno esserci dei morti”

(Reuters) 

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Il discusso scrittore parla con El País alla vigilia del secondo turno delle legislative. Descrive un Paese in cui c’è una forte lotta tra popolo ed élite, non risparmia critiche ai leader e fa una previsione
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“È un Paese strano, la Francia" dice Michel Houellebecq al telefono, tra il pessimismo e la rassegnazione per ciò che potrebbe accadere dopo le elezioni. Sessantotto anni, forse il romanziere francese più letto e influente del secolo, gli sono state attribuite doti profetiche, o almeno la capacità di cogliere le correnti profonde della società. “Possono succedere cose spiacevoli”, dice, “potremmo dover attraversare un momento difficile, potrebbero esserci dei morti”.

Houellebecq parla a bassa voce, fa lunghe pause e, dopo essersi lanciato in un’affermazione categorica, esprime dubbi su ciò che ha appena detto. Per alcuni è un oracolo, per altri un tuttologo narcisista, per molti il Balzac del nostro tempo, oppure un punk, un reazionario. “Molto probabilmente il Front... il Rassemblement Nationale avrà solo una maggioranza relativa, rinuncerà ad andare al potere e le cose andranno normalmente. Se invece prenderanno il potere, ci saranno problemi”.

“È un Paese strano, la Francia" dice Michel Houellebecq al telefono, tra il pessimismo e la rassegnazione per ciò che potrebbe accadere dopo le elezioni. Sessantotto anni, forse il romanziere francese più letto e influente del secolo, gli sono state attribuite doti profetiche, o almeno la capacità di cogliere le correnti profonde della società. “Possono succedere cose spiacevoli”, dice, “potremmo dover attraversare un momento difficile, potrebbero esserci dei morti”.

Houellebecq parla a bassa voce, fa lunghe pause e, dopo essersi lanciato in un’affermazione categorica, esprime dubbi su ciò che ha appena detto. Per alcuni è un oracolo, per altri un tuttologo narcisista, per molti il Balzac del nostro tempo, oppure un punk, un reazionario. “Molto probabilmente il Front... il Rassemblement Nationale avrà solo una maggioranza relativa, rinuncerà ad andare al potere e le cose andranno normalmente. Se invece prenderanno il potere, ci saranno problemi”.

Macron, che nel 2019 l’ha insignita della Légion d’honneur, ha parlato di “guerra civile” per mettere in guardia dalle conseguenze di una vittoria degli “estremi”. È d’accordo?

Ha ragione. Ma che sia lui a dire che potrebbe finire tragicamente non va bene. Non dà fiducia.

Ma non lo dice anche lei?

Dico che le cose stanno andando verso uno scontro. È una rivolta del popolo contro queste élite. Élite politiche, economiche, intellettuali. Ci sono cose che si sono degradate in Francia. Ho comprato una casa in campagna, ma non ci sono più medici. È un fallimento. Ci sono geografi che teorizzano questa situazione. Il mondo sarà una rete di megalopoli dove la gente si arrangerà a vivere.

È preoccupato per l’abbandono della Francia rurale?

Da quando vivo in campagna, me ne rendo conto... Una parte del Paese è stata abbandonata e si sta ribellando.

Houllebec cita gli scritti del geografo Christophe Guilluy, teorico della Francia dei gilet gialli, e del politologo Jérôme Fourquet, autore di L’archipel français.

L’etichetta di reazionario gli sembra “una categoria del passato”. “Invece - ammette - sono un populista”. E si dichiara influenzato da Christopher Lasch, autore di La ribellione delle élite. Il tradimento della democrazia.

(afp)

Cosa pensa di Jordan Bardella?

Fa tanti sforzi per apparire senza spigoli, questo ragazzo... È talmente ossessionato dall’idea di non dire nulla che possa essere percepito male, che non dice nulla.

Marine Le Pen?

Non credo sia molto intelligente o competente. Ma non è grave, si trovano sempre persone intelligenti e competenti. Quando ti avvicini al potere, le persone vengono da te. Piuttosto penso che ami davvero il popolo, che sia vicina al popolo.

Anche se è una borghese di Parigi figlia di un uomo ricco?

È questa la cosa strana, credo che abbia avuto una rivelazione quando è stata eletta a Hénin-Beaumont e lì ha simpatizzato con i poveri.

L’estrema destra, l’ Rn?

Non sono antisemiti, ma effettivamente sono anti-musulmani.

Cosa pensa del Fronte repubblicano?

L’intera élite è mobilitata contro il Front National, Sono già due elezioni che Macron vince così. La gente è stanca di questo argomento. Non funziona più, anche se funziona ancora un po’. Questa volta ce la faranno ancora, ma non so se è una buona notizia. A volte uno si dice che sarebbe meglio se il conflitto scoppiasse ora.

E lei, sta con l’élite o con il popolo?

Mmm... Sociologicamente sto con l’élite. Nel mio cuore sto più con il popolo. Voto per l’élite da molto tempo: si suppone che l’élite faccia le cose come si deve... ma se si vota per l’élite e l’élite non è un’élite, ci hanno fregato. Quindi ora non so più cosa fare.

Per chi ha votato al primo turno?

Io sono totalmente a favore del principio del voto segreto!

Ma lei mi ha appena detto che vota per l’élite...

Ah, mi sono tradito da solo.

(Traduzione di Luis Moriones)

Lena – Leading European Newspaper Alliance, è l’alleanza di otto giornali europei di cui “Repubblica” fa parte insieme a “Die Welt”, “El País”, “Gazeta Wyborcza”, “Le Figaro”, “Le Soir”, “Tribune de Genève” e “Tages-Anzeiger”

©El País/Lena, Leading European Newspaper Alliance

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