Bielorussia, truppe cinesi si addestrano ai confini della Nato
di Gianluca Di FeoIl contingente è limitato ma il messaggio è globale: un reparto dell’esercito cinese da oggi prenderà parte a esercitazioni in Bielorussia, nella zona di Brest a ridosso del confine polacco. Non c’era mai stato uno schieramento delle truppe di Pechino così vicino alla frontiera dell’Unione europea e della Nato.
Bielorussi e cinesi in passato hanno preso parte insieme a grandi manovre in territorio russo, sempre però in poligoni situati molto più a Est, nel Caucaso o in Siberia. Adesso invece viene messa in scena questa inedita prova di forza – chiamata “Eagle Assault”, a cui formalmente Mosca non partecipa – proprio lungo la linea di massima tensione internazionale, inasprita dal recente trasferimento di bombe nucleari tattiche destinate a essere usate dai reparti bielorussi, posizionate nella stessa aerea.
Da settimane le autorità di Minsk e di Kiev si scambiano accuse su movimenti minacciosi delle rispettive armate, alimentando il timore che possa aprirsi un nuovo fronte del co…
Il contingente è limitato ma il messaggio è globale: un reparto dell’esercito cinese da oggi prenderà parte a esercitazioni in Bielorussia, nella zona di Brest a ridosso del confine polacco. Non c’era mai stato uno schieramento delle truppe di Pechino così vicino alla frontiera dell’Unione europea e della Nato.
Bielorussi e cinesi in passato hanno preso parte insieme a grandi manovre in territorio russo, sempre però in poligoni situati molto più a Est, nel Caucaso o in Siberia. Adesso invece viene messa in scena questa inedita prova di forza – chiamata “Eagle Assault”, a cui formalmente Mosca non partecipa – proprio lungo la linea di massima tensione internazionale, inasprita dal recente trasferimento di bombe nucleari tattiche destinate a essere usate dai reparti bielorussi, posizionate nella stessa aerea.
Da settimane le autorità di Minsk e di Kiev si scambiano accuse su movimenti minacciosi delle rispettive armate, alimentando il timore che possa aprirsi un nuovo fronte del confronto ucraino.
Stando al comunicato del ministro cinese della Difesa nazionale, le esercitazioni dureranno undici giorni e saranno dedicate alle tattiche anti-terrorismo: ci sarà la simulazione di blitz per la liberazione di ostaggi e di raid contro covi di attentatori. Minsk le ha presentate come l’occasione per un confronto di esperienze e per incrementare le relazioni bilaterali: pochi giorni fa durante il vertice di Astana il presidente Lukashenko ha firmato l’adesione alla Sco, Shangai Cooperation Organization, che ha tra gli obiettivi il miglioramento della cooperazione militare tra i membri.
Pechino ha esibito le immagini dell’arrivo del quadrireattore Xi’an Y20 sulla pista di Baranavichi a duecento chilometri dal confine Nato: è il primo aereo da trasporto strategico in servizio con l’Esercito Popolare, permettendo di “proiettare” le sue forze in altri continenti. Si ritiene che il jet “Made in China” possa percorrere 7800 chilometri a pieno carico e la stiva è in grado di
ospitare due tank leggeri oppure 140 soldati equipaggiati. Grazie a questo velivolo, la Cina ha iniziato a costituire una potente task force in grado di intervenire dal cielo, dotandola di mezzi corazzati e artiglieria paracadutabili come faceva l’Armata Rossa in epoca sovietica.
Non sono stati forniti numeri sul contingente mandato in Bielorussia: le foto ufficiali mostrano un centinaio di soldati, senza armamenti pesanti. Non è escluso che altri Y20 abbiano poi sbarcato veicoli e mezzi. Anton Gerashchenko, ex viceministro degli Interni di Kiev, sostiene che queste esercitazioni “sono una notizia allarmante, non solo per l’Ucraina. Pechino manda un segnale a Washington e dimostra la capacità di utilizzare le infrastrutture militari e il territorio bielorusso”. Non ci sono stati finora commenti del governo di Varsavia: due settimane fa il presidente Duda è stato in Cina e ha incontrato Xi Jinping, elogiando l’amicizia tra i due Paesi.