Biden, decisione entro una settimana: crescono le pressioni dem per il ritiro
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK — Una settimana al massimo, giusto per evitare l’imbarazzo di un cambio di leadership nel mezzo del vertice Nato, quando i capi dell’Alleanza saranno a Washington per celebrare il settantacinquesimo anniversario della sua fondazione e “costruire il ponte” per far entrare l’Ucraina. Poi però bisognerà prendere una decisione sul futuro della ricandidatura di Joe Biden alla Casa Bianca, quale che sia. Il sito Axios ha scritto che i democratici sperano nel ritiro entro venerdì, mentre durante la riunione dei deputati convocata ieri dal loro leader Hakeem Jeffries altre voci si sono alzate per sollecitare il cambiamento in corsa.
Ieri Biden ha cominciato la giornata alla Mount Airy Church of God in Christ di …
NEW YORK — Una settimana al massimo, giusto per evitare l’imbarazzo di un cambio di leadership nel mezzo del vertice Nato, quando i capi dell’Alleanza saranno a Washington per celebrare il settantacinquesimo anniversario della sua fondazione e “costruire il ponte” per far entrare l’Ucraina. Poi però bisognerà prendere una decisione sul futuro della ricandidatura di Joe Biden alla Casa Bianca, quale che sia. Il sito Axios ha scritto che i democratici sperano nel ritiro entro venerdì, mentre durante la riunione dei deputati convocata ieri dal loro leader Hakeem Jeffries altre voci si sono alzate per sollecitare il cambiamento in corsa.
Ieri Biden ha cominciato la giornata alla Mount Airy Church of God in Christ di Philadelphia, per un evento di campagna elettorale nella comunità afro americana. Il vescovo Felton ha invitato i fedeli ad abbracciarsi e ha pregato così: «Il nemico ha cercato per tanto tempo di dividerci. Ha usato disaccordi superficiali, cose che non contano nemmeno, solo per tenerci l’uno contro l’altro. Noi stiamo insieme perché amiamo il nostro presidente, preghiamo per il nostro presidente, chiediamo che continuiate a dargli forza». Poi il capo della Casa Bianca è volato a Harrisburg, sempre nello Stato chiave della Pennsylvania, per partecipare a un evento con i sindacati. Iniziative necessarie a dimostrare che ha la forza per continuare a condurre la campagna elettorale, allo scopo di rassicurare chi ritiene non abbia più le energie.
La vice Kamala Harris invece è andata all’Essence Festival of Culture di New Orleans, intitoltato “Chief to Chief”, dove ha citato Biden solo una volta per chiedere di rieleggerlo. Come se non bastassero i problemi già esistenti, suo marito Doug Emhoff è risultato positivo al Covid, ma quella che potrebbe presto diventare la nuova candidata alla Casa Bianca è negativa.
Nelle stesse ora il leader dei democratici alla Camera, Hakeem Jeffries, ha convocato un incontro con i colleghi per tastare il polso e capire cosa intendono fare. Almeno 4 parlamentari hanno chesto che il presidente faccia un passo indietro: il leader nella Commissione Giustizia Jerry Nadler, il membro della Commissione Difesa Adam Smith, Mark Takano della California, membro del Comitato per gli affari dei veterani e Joseph D. Morelle di New York, leader del Comitato amministrativo. Un funzionario anonimo della Casa Bianca ha detto al New York Times che anche lui e diversi colleghi iniziano a dubitare. Oggi il senatore Warner vedrà i colleghi scettici. La fronda interna dunque aumenta, mentre anche i finanziatori di Hollywood si sono lamentati con il loro rappresentante, Jeffrey Katzenberg, accusandolo di aver mentito sulle condizioni fisiche di Biden per ottenere i loro contributi.
Secondo Axios, i democratici sperano che il presidente annunci il suo ritiro entro venerdì prossimo. Oggi iniziano ad arrivare i leader della Nato per il vertice a Washington, e giovedì pomeriggio il capo della Casa Bianca terrà la sua conferenza stampa. Dopo, tutto diventerà possibile.