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Francia, nuova indagine della procura su Le Pen: "Finanziamenti illeciti nella campagna del 2022". E nel partito scoppia la resa dei conti

Marine Le Pen e Gilles Pennelle 

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Si dimette il direttore generale del Rn Gilles Pennelle artefice del piano per conquistare l’Assemblea nazionale sul quale ha pesato la lunga lista di impresentabili
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PARIGI – Un nuovo colpo per Marine Le Pen. La procura di Parigi ha aperto un'indagine giudiziaria sul sospetto di finanziamento illecito della campagna della leader dell'estrema destra durante le elezioni presidenziali del 2022. Fino a qualche giorno fa, Le Pen si vedeva già al governo. Poi è arrivata la sconfitta non prevista, non in queste proporzioni, al secondo turno delle elezioni politiche di domenica, con «solo» 143 deputati, sempre una cinquantina in più di due anni fa ma lontano dagli oltre duecento che predicevano i sondaggi fino a venerdì. Le Pen rimane all'opposizione quindi, e ora si ritrova pure con nuovi guai giudiziari.

L'indagine giudiziaria sul sospetto di finanziamento illecito della campagna per l'Elise…

PARIGI – Un nuovo colpo per Marine Le Pen. La procura di Parigi ha aperto un'indagine giudiziaria sul sospetto di finanziamento illecito della campagna della leader dell'estrema destra durante le elezioni presidenziali del 2022. Fino a qualche giorno fa, Le Pen si vedeva già al governo. Poi è arrivata la sconfitta non prevista, non in queste proporzioni, al secondo turno delle elezioni politiche di domenica, con «solo» 143 deputati, sempre una cinquantina in più di due anni fa ma lontano dagli oltre duecento che predicevano i sondaggi fino a venerdì. Le Pen rimane all'opposizione quindi, e ora si ritrova pure con nuovi guai giudiziari.

L'indagine giudiziaria sul sospetto di finanziamento illecito della campagna per l'Eliseo di due anni fa è stata aperta il 2 luglio, dopo una segnalazione dello scorso aprile della Commissione nazionale per i conti delle campagne elettorali e il finanziamento politico, secondo quanto appreso da BftmTv che ha dato la notizia.

Cosa prevede la legge

Le regole per le campagne presidenziali prevede che i candidati dei vari schieramenti non superino un limite di spesa stabilito dalla legge. La commissione nazionale è incaricata di esaminare quindi i conti elettorali di ciascun candidato per vedere se è rimasto nei limiti. Se i candidati hanno rispettato le regole stabilite, lo Stato rimborsa loro una parte delle spese elettorali. Ma se i candidati non rispettano le regole, la Commissione può "riformare" il loro conto elettorale, ridurre il rimborso concesso dallo Stato e, se necessario, intraprendere azioni legali per indagare.

(afp)

È su questa base che è stata fatta una segnalazione alla Procura di Parigi.Inchieste del genere sono già state aperte in passato. Molti ricordano per esempio l'inchiesta sulla campagna elettorale di Nicolas Sarkozy. Ma questa nuova inchiesta si aggiunge al processo che la leader del Rn dovrà affrontare a fine settembre: è accusata, insieme al padre e altri esponenti del Rn, di aver pagato con fondi dell'Unione europea assistenti parlamentari che però lavoravano per il suo partito in Francia, tra il 2004 e il 2016.

Intanto, il direttore generale del Rn, Gilles Pennelle, si è dimesso all'indomani del voto in Francia. Eletto deputato europeo un mese fa, Pennelle è stato il principale artefice del cosiddetto "Piano Matignon", ovvero la parte organizzativa e logistica che avrebbe dovuto portare il Rn alla conquista dell'Assemblea Nazionale e poi del governo. La disastrosa scelta di molti candidati, additati per commenti di carattere razzista, antisemita o complottista, o semplicemente incapaci di parlare in un dibattito tv, hanno invece dimostrato il fallimento di questo piano, e una mancanza di professionalità all'interno del partito.

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