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Olio da cucina e combustibile nelle stesse cisterne per risparmiare: il nuovo scandalo alimentare che scuote la Cina

L’inchiesta del “Beijing News” rivela che un’azienda di trasportatori che lavora per l’industra Sinograin usa gli stessi camion per evitare viaggi a vuoto ed abbattere costi e tempi
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PECHINO - Olio da cucina e olio combustibile trasportati nelle stesse autocisterne, senza pulizia tra un carico e l’altro. Dopo quello del latte in polvere per bambini scoppiato nel 2008, la Cina è travolta di nuovo da un altro scandalo sulla sicurezza alimentare.

È stata un’inchiesta del Beijing News (giornale statale) a rivelare questa pratica inquietante scoprendo che alcuni trasportatori per conto della Sinograin, una delle più grandi aziende alimentari cinesi, per abbattere costi e tempi ed evitare viaggi a vuoto, subito dopo aver svuotato i camion pieni di oli combustili e prodotti chimici caricavano direttamente olio da cucina, olio di soia e sciroppi per il viaggio successivo, aumentando così il rischio di contaminazione alimentare.

La cosa ancora peggiore è il fatto che uno degli autisti citati nell’inchiesta racconta come questo sia in realtà un “segreto di pulcinella” nell’industria dei trasporti: ovviamente la gente è furiosa.

Sinograin dice di aver avviato un'ispezione…

PECHINO - Olio da cucina e olio combustibile trasportati nelle stesse autocisterne, senza pulizia tra un carico e l’altro. Dopo quello del latte in polvere per bambini scoppiato nel 2008, la Cina è travolta di nuovo da un altro scandalo sulla sicurezza alimentare.

È stata un’inchiesta del Beijing News (giornale statale) a rivelare questa pratica inquietante scoprendo che alcuni trasportatori per conto della Sinograin, una delle più grandi aziende alimentari cinesi, per abbattere costi e tempi ed evitare viaggi a vuoto, subito dopo aver svuotato i camion pieni di oli combustili e prodotti chimici caricavano direttamente olio da cucina, olio di soia e sciroppi per il viaggio successivo, aumentando così il rischio di contaminazione alimentare.

La cosa ancora peggiore è il fatto che uno degli autisti citati nell’inchiesta racconta come questo sia in realtà un “segreto di pulcinella” nell’industria dei trasporti: ovviamente la gente è furiosa.

Sinograin dice di aver avviato un'ispezione di tutte le società affiliate promettendo di interrompere la collaborazione con i trasportatori che avessero violato le norme. Dopo l’indignazione dei cinesi che va avanti da giorni, è intervenuto anche il Consiglio di Stato (cioè il governo): l’ufficio della commissione per la sicurezza alimentare ha avviato un’indagine.

"È un requisito fondamentale per la sicurezza alimentare che lo stesso contenitore non possa essere utilizzato per trasportare sia oli commestibili che oli chimici, una regola chiaramente definita da leggi, regolamenti e standard industriali. Nonostante ciò, alcune aziende hanno violato la fiducia del pubblico”, si lamenta il resto della stampa cinese. La tv di Stato Cctv ha definito la pratica “equivalente ad un avvelenamento”. “In tempi di flessione economica, quando le pressioni commerciali si intensificano e gli interessi personali possono dominare, c'è il rischio che queste pratiche si diffondano”, attacca in un editoriale la rivista Caixin.

Non è chiaro dove sia stato inviato l'olio da cucina potenzialmente contaminato o in che quantità. Ma la gente continua a essere comprensibilmente indignata: la sicurezza alimentare è stata per molti anni un serio problema per i cittadini (nel 2008 il caso del latte in polvere per bambini contaminato con la melamina: sei neonati morti e altri 300mila ammalati) e, nonostante le promesse e i tentativi di migliorare la regolamentazione, gli scandali continuano a verificarsi.

Dopo i timori di contaminazione, l’olio da cucina "Jinding" - prodotto dalla Sinograin - non si trova più sulle piattaforme di e-commerce come Taobao e Jd.

Liu Shaowei, esperto di sicurezza alimentare citato dalla Cctv afferma che “il consumo a lungo termine di oli con residui chimici può portare a un avvelenamento con sintomi come nausea, vomito e diarrea. E causare danni irreversibili a fegato e reni”.

L'articolo del Beijing News inizia così: "Alle 10 del mattino del 21 maggio, un'autocisterna è entrata in un'azienda di cereali e olio. Un'ora dopo, è uscita carica di oltre 30 tonnellate di olio di soia. Quello che la gente non sa è che tre giorni fa questa cisterna aveva appena trasportato olio combustibile da Ningxia a Qinhuangdao, nello Hebei. La cisterna non è stata pulita dopo aver scaricato l'olio combustibile, ma è stata utilizzata direttamente per trasportare olio di soia commestibile”. I costi per lavare ogni volta un'autocisterna variano da 300 a 900 yuan (38-115 euro), si legge nell’inchiesta. "Poiché le autocisterne per uso generale cambiano spesso tipo di carico, ogni lavaggio rappresenta una spesa significativa: per questo molti scelgono di ridurre i costi durante i cambi di carico”, racconta un autista.

Sicurezza alimentare: questione fondamentale per il leader Xi Jinping, che spesso la invoca nei suoi discorsi. Appena salito al potere dieci anni fa disse: “Se non riusciamo a gestire qualcosa di fondamentale come la sicurezza alimentare, la capacità del partito di governare sarà messa in discussione”. Lang Xianping, famoso economista, scrive su Weibo (l’X cinese): “In passato, lo scandalo del latte in polvere ha quasi distrutto l'industria casearia cinese. Ora l'incidente dell'olio da cucina tossico che impatto avrà sull'industria alimentare? Se i responsabili non saranno condannati a morte, come potranno guadagnarsi la fiducia del popolo?".

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