✕

Usa, ingerenze russe per favorire Trump. Gli 007 accusano anche l’Iran: “Alimentano proteste anti-israeliane”

(agf)
Campagne social, gogne mediatiche e discredito. Sono queste le armi usate da Mosca per favorire il candidato repubblicano. Mentre Teheran punta sulla guerra a Gaza per alimentare l’odio
2 minuti di lettura

Di Trump non si fa il nome, ma basta leggere tra le righe delle parole usate dall'intelligence statunitense per capire chi Mosca stia cercando di favorire alle presidenziali di novembre. La Russia, in base a quanto riferito, avrebbe messo in piedi un sistema mirato ad influenzare l'esito delle elezioni d’oltreoceano attraverso l'uso dei social media e la propaganda online con uno schema già sperimentato durante le tornate elettorali del 2016 e del 2020 quando dal Cremlino lo sforzo era focalizzato a indebolire i candidati democratici.

"Non abbiamo osservato alcun cambiamento nelle preferenze della Russia per la corsa presidenziale rispetto alle passate elezioni" ha affermato un alto funzionario dell'Ufficio del Direttore dell'intelligence nazionale, durante una conferenza stampa incentrata sulle ingerenze dei paesi esteri. Secondo gli 007, la Russia sta cercando di influenzare specifici gruppi , promuovendo narrazioni divisive e prendendo di mira determinati politici.

L’Iran in …


Di Trump non si fa il nome, ma basta leggere tra le righe delle parole usate dall'intelligence statunitense per capire chi Mosca stia cercando di favorire alle presidenziali di novembre. La Russia, in base a quanto riferito, avrebbe messo in piedi un sistema mirato ad influenzare l'esito delle elezioni d’oltreoceano attraverso l'uso dei social media e la propaganda online con uno schema già sperimentato durante le tornate elettorali del 2016 e del 2020 quando dal Cremlino lo sforzo era focalizzato a indebolire i candidati democratici.

"Non abbiamo osservato alcun cambiamento nelle preferenze della Russia per la corsa presidenziale rispetto alle passate elezioni" ha affermato un alto funzionario dell'Ufficio del Direttore dell'intelligence nazionale, durante una conferenza stampa incentrata sulle ingerenze dei paesi esteri. Secondo gli 007, la Russia sta cercando di influenzare specifici gruppi , promuovendo narrazioni divisive e prendendo di mira determinati politici.

L’Iran in Usa

Ma non solo la Russia. Secondo l’intelligence anche l’Iran è impegnato a influenzare la popolazione statunitense alimentando le proteste anti-israeliane avvenute negli ultimi mesi negli Stati Uniti.

Avril Haines ha parlato di persone “legate al governo iraniano” che hanno ingaggiato online i manifestanti, finanziandoli. L’Iran, secondo il documento firmato dal capo degli 007 Usa e pubblicato sul sito dell’agenzia federale, “sta diventando sempre più aggressivo nel suo tentativo di influire all’estero”.

“Nelle ultime settimane - ha scritto nella breve relazione, composta da una trentina di righe - soggetti del governo iraniano hanno cercato, in modo opportunistico, di sfruttare le proteste che hanno riguardato la guerra a Gaza, usando uno schema già visto negli anni”. Spacciandosi online come attivisti, ha spiegato Haines, gli ‘agenti’ iraniani hanno incoraggiato i manifestanti a organizzare proteste e “fornito sostegno finanziario”.

“Voglio essere chiara - ha aggiunto - so che gli americani che partecipano alle proteste lo fanno in buona fede, esprimendo il loro punto di vista sul conflitto a Gaza, l’intelligence non può dire diversamente. La libertà d’espressione, quando viene manifesta in modo pacifico, è essenziale per la nostra democrazia, ma è anche importante mettere in guardia da soggetti stranieri che cercano di sfruttare il dibattito interno a loro vantaggio”.

Gli americani presi di mira dagli iraniani, ha concluso Haines, “possono non essere stati consapevoli di aver interagito con questi soggetti. Invitiamo tutti a restare vigili quando entrano in contatto sulla rete con soggetti che non conoscono personalmente”. Le proteste contro il governo israeliano e contro l’amministrazione Biden sono diventate un terreno comune in tutti gli Stati Uniti e hanno visto in questi mesi scendere in piazza decine di migliaia di persone, dai campus universitari alle piazze pubbliche.

I manifestanti hanno chiesto, soprattutto, al presidente Joe Biden di sostenere un cessate il fuoco permanente e di interrompere l’invio di aiuti militari a Israele. Negoziati tra Israele e Hamas sono ripartiti nei giorni scorsi, anche se al momento le parti continuano a restare distanti.

Leggi i commenti