Un aereo israeliano ha tirato una bomba vicino al cancello della scuola al Awda usata da palestinesi sfollati come rifugio temporaneo e ha ucciso almeno trentuno persone — e tra loro otto bambini — secondo fonti mediche da Gaza. Un video trasmesso ieri da al Jazeera (ma il bombardamento risale a martedì) mostra centinaia di civili nel cortile della scuola intenti a guardare una partita di calcio fra ragazzi e poi il rumore dell’esplosione. Il massacro è avvenuto ad Abasan al Kabira nell’area di Khan Yunis, Sud della Striscia, e secondo la versione fornita dall’Idf si sarebbe trattato «di un bombardamento preciso per colpire un terrorista dell’ala militare di Hamas che ha preso parte all’attacco del 7 ottobre contro Israele» e che «c’è un’indagine in corso sulla presenza di civili».
Quello di martedì è il quarto bombardamento israeliano contro quattro scuole di Gaza — “scuole” nel senso della destinazione d’uso prima della guerra, perché oggi danno un tetto agli sfollati — nel gir…
Un aereo israeliano ha tirato una bomba vicino al cancello della scuola al Awda usata da palestinesi sfollati come rifugio temporaneo e ha ucciso almeno trentuno persone — e tra loro otto bambini — secondo fonti mediche da Gaza. Un video trasmesso ieri da al Jazeera (ma il bombardamento risale a martedì) mostra centinaia di civili nel cortile della scuola intenti a guardare una partita di calcio fra ragazzi e poi il rumore dell’esplosione. Il massacro è avvenuto ad Abasan al Kabira nell’area di Khan Yunis, Sud della Striscia, e secondo la versione fornita dall’Idf si sarebbe trattato «di un bombardamento preciso per colpire un terrorista dell’ala militare di Hamas che ha preso parte all’attacco del 7 ottobre contro Israele» e che «c’è un’indagine in corso sulla presenza di civili».
Quello di martedì è il quarto bombardamento israeliano contro quattro scuole di Gaza — “scuole” nel senso della destinazione d’uso prima della guerra, perché oggi danno un tetto agli sfollati — nel giro di quattro giorni. Sabato un aereo israeliano aveva colpito la scuola al Jaouni, che è usata da civili del campo di Nuseirat nel centro della Striscia, e aveva ucciso sedici persone. Domenica un aereo israeliano ha colpito la scuola cristiana della “Sacra Famiglia” e ha ucciso il viceministro del Lavoro del governo di Hamas, Ihab al Ghussein, e altre tre persone. Lunedì notte secondo la Bbc un raid aereo ha colpito una scuola dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi, di nuovo nell’area di Nuseirat.
Dopo tutti gli attacchi l’esercito israeliano si è giustificato dicendo di avere mirato a terroristi di Hamas, ma nelle immagini che arrivano dagli ospedali si vedono civili e bambini. Il bilancio dei bombardamenti israeliani nell’ultima settimana è superiore ai settanta morti e gli abitanti di Gaza dicono che gli attacchi hanno ricominciato a essere intensi — anche se non ai livelli di novembre, quando le bombe uccidevano settecento palestinesi al giorno.
Ieri l’esercito israeliano ha ordinato ai civili palestinesi di evacuare di nuovo Gaza City, la città più grande della Striscia di Gaza, al giorno di guerra numero duecentosettantotto. Ci sono almeno due cose da dire. La prima è ricordare che Gaza City non è più una città come la potremmo intendere in una conversazione normale, è una distesa di palazzi semidistrutti, strade cancellate e cumuli di calcinacci — dopo una campagna di bombardamenti aerei di una durezza senza precedenti da parte di Israele. Tra quelle macerie sono tornate ad aggirarsi in condizioni pessime centinaia di migliaia di persone, che hanno passato mesi in altre parti della Striscia. La città che i civili lasceranno — se lo faranno — è lo scheletro polveroso di quella che fu Gaza City fino all’ottobre 2023.
La seconda è che se adesso l’esercito israeliano ordina di nuovo l’evacuazione della città più grande di Gaza è perché prevede altre fasi del conflitto contro Hamas, negli stessi quartieri che in teoria erano già stati presi e controllati nei mesi scorsi. Lo sradicamento di Hamas, la vittoria totale e definitiva menzionata spesso dal governo Netanyahu, non sembra realistica. Ogni volta che una brigata israeliana si ritira da un’area di Gaza, è soltanto questione di tempo prima di vederla fare ritorno. In queste settimane i gruppi armati palestinesi hanno persino sparato di nuovo razzi in territorio israeliano, come nei primi due mesi dell’invasione.
Il capo della Cia, William Burns, e quello del Mossad, David Barnea, sono a Doha in Qatar per riprendere i negoziati indiretti con Hamas. La loro presenza potrebbe voler dire — non che c’è ottimismo, sarebbe sciagurato dopo tutti questi mesi di negoziati a vuoto — che c’è qualche cambiamento interessante nelle posizioni. Dal Libano il capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, dichiara che se ci fosse un cessate il fuoco a Gaza anche lui ordinerebbe la fine degli attacchi al confine.