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Bill Schneider: “Obama può far ritirare Biden altrimenti Trump vincerà”

(afp)
L’intervista al politologo. “Il presidente cerca di guadagnare tempo, per rendere impossibile la sua sostituzione. L’unica speranza è che il tycoon riveli il suo vero volto”
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NEW YORK — L’analisi del politologo Bill Schneider è molto stringente, e assai preoccupante per i democratici: «Biden sta solo cercando di guadagnare tempo, per rendere impossibile la sua sostituzione. In base a quello che dicono oggi i sondaggi, non ha alcuna possibilità di prevalere a novembre, però potrebbe essere Trump a perdere un’elezione già vinta, commettendo l’errore di apparire troppo estremista agli elettori moderati e indipendenti di cui ha assolutamente bisogno per farcela».

Cosa ha pensato quando ha visto il dibattito di Atlanta, e poi la conferenza stampa di giovedì al vertice Nato?

«Quello che hanno pensato tutti gli altri americani. Biden è troppo vecchio, n…

NEW YORK — L’analisi del politologo Bill Schneider è molto stringente, e assai preoccupante per i democratici: «Biden sta solo cercando di guadagnare tempo, per rendere impossibile la sua sostituzione. In base a quello che dicono oggi i sondaggi, non ha alcuna possibilità di prevalere a novembre, però potrebbe essere Trump a perdere un’elezione già vinta, commettendo l’errore di apparire troppo estremista agli elettori moderati e indipendenti di cui ha assolutamente bisogno per farcela».

Cosa ha pensato quando ha visto il dibattito di Atlanta, e poi la conferenza stampa di giovedì al vertice Nato?

«Quello che hanno pensato tutti gli altri americani. Biden è troppo vecchio, non sembrava presente a se stesso, e non può governare altri quattro anni».

Perché i democratici non l’hanno sostituito prima?

«Sapevano che aveva 81 anni e avrebbero potuto farlo, ma nessuno ha avuto il coraggio. È molto difficile sfidare un presidente in carica che si ricandida. L’unica alternativa plausibile era la vice Kamala Harris, ma è una sua creatura e non poteva. Solo una persona sarebbe in grado di fermarlo: Barack Obama, che lo ha creato. Se gli dirà di ritirarsi, lui lo ascolterà».

Bill Schneider 

Pensa che Obama lo farà?

«Non ha detto molto finora. Non vedo molti segnali che intenda farlo».

Ma i democratici possono permettersi di rischiare così?

«Credo che il candidato alla fine sarà Biden, perché il tempo è dalla sua parte. La Convention è tra un mese: più lui ritarda la decisione, più rende impossibile sostituirlo. Questa è la ragione per cui la leadership democratica sta spingendo, mentre lui cerca di guadagnare tempo».

Se resta può ancora vincere?

«I sondaggi dicono che Trump è avanti, ma di poco. Non ha ancora la vittoria in tasca, perché agli elettori non piace nessuno dei due candidati. La metterei così: non credo che Biden abbia la possibilità di vincere, però Trump può perdere lui le presidenziali con i suoi comportamenti».

Intende dire che potrebbe commettere errori fatali?

«Esatto. Resta una figura molto controversa. La Convention repubblicana è la prossima settimana, lui terrà un discorso importante, e i suoi compagni di partito sono molto a destra. Potrebbero dare al Paese un’impressione negativa. Molte cose possono accadere per rendere i repubblicani in generale, e Trump in particolare, meno popolari di quanto lo siano adesso».

Se però non commettessero questi errori, quale percorso resterebbe a Biden per arrivare ai 270 voti elettorali necessari per conquistare la Casa Bianca?

«In teoria il blue wall, ossia la vittoria in Michigan, Wisconsin e Pennsylvania. Però in tutti i sondaggi che ho visto dopo il dibattito, Trump è avanti anche qui. È in vantaggio in tutti gli Stati chiave. Non ha un grande margine, ma è costante in tutto il Paese».

Quindi l’unica speranza rimasta a Biden è che Trump ricordi agli americani perché non è adatto a rifare il presidente?

«Deve rivelare il suo vero volto, e quindi che è un estremista, un autoritario, un aspirante dittatore. Ciò potrebbe cambiare la dinamica delle elezioni. Ma Trump è stato molto attento a moderare le sue posizioni, ad esempio sull’aborto».

E ha preso le distanze dal Project 2025.

«Esatto, il programma della Heritage Foundation per rivoluzionare lo Stato. La sua missione in questo momento è convincere la gente che non è un estremista».

Riuscirà a restare abbastanza disciplinato fino al voto del 5 novembre?

«Lui credo di sì. L’interrogativo invece riguarda le persone intorno a lui, il vice, e quelle che occuperanno le posizioni chiave della sua amministrazione. Quando inizieranno a parlare, dare interviste, tenere conferenze stampa, potrebbero confermare che si tratta in realtà di un governo molto radicale. Questa è l’unica vera speranza per Biden e i democratici».

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