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Il programma di Trump in venti punti: cerca il voto dei moderati ma non cede su clima e migranti

(reuters)
Attenuate le posizioni più estremiste del Project 2025 della Heritage Foundation. Nel programma non si parla di aborto, resta l’impegno a “sigillare i confini” e rilanciare le “guerre stellari”. Ed Elon Musk finanzia il tycoon
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MILWAUKEE - Venti punti per governare l’America e rivoluzionarla. Sono l’agenda che Trump ha approvato per la Convention repubblicana in programma a Milwaukee da oggi. L’ex presidente aveva preso le distanze dal “Project 2025”, documento di 900 pagine scritto dalla Heritage Foundation come mappa della sua seconda amministrazione, perché era troppo estremistico e rischiava di alienargli gli elettori moderati. Questo riassunto ammorbidito rispecchia però le linee del Project, e infatti i suoi autori Paul Dans, Spencer Chretien e Troup Hemenway lo rivendicano come proprio, nelle mail scambiate con alleati e collaboratori che Repubblica ha visionato. Ciò mentre Elon Musk si schiera con Trump, regalando finanziamenti significativi all’America Pac (Political Action Committee, il comitato per la raccolta fondi pro-Trump).

Il primo punto è “sigillare il confine e fermare l’invasione dei migranti”. Secondo: “Effettuare la più gr…

MILWAUKEE - Venti punti per governare l’America e rivoluzionarla. Sono l’agenda che Trump ha approvato per la Convention repubblicana in programma a Milwaukee da oggi. L’ex presidente aveva preso le distanze dal “Project 2025”, documento di 900 pagine scritto dalla Heritage Foundation come mappa della sua seconda amministrazione, perché era troppo estremistico e rischiava di alienargli gli elettori moderati. Questo riassunto ammorbidito rispecchia però le linee del Project, e infatti i suoi autori Paul Dans, Spencer Chretien e Troup Hemenway lo rivendicano come proprio, nelle mail scambiate con alleati e collaboratori che Repubblica ha visionato. Ciò mentre Elon Musk si schiera con Trump, regalando finanziamenti significativi all’America Pac (Political Action Committee, il comitato per la raccolta fondi pro-Trump).

Il primo punto è “sigillare il confine e fermare l’invasione dei migranti”. Secondo: “Effettuare la più grande deportazione nella storia americana”. Significa andare a prendere casa per casa persone entrate forse in maniera illegale, ma che oggi vivono e lavorano onestamente con le loro famiglie, per trasferirle in campi di detenzione da cui espellerle. Terzo: “Porre fine all’inflazione e rendere l’America di nuovo a buon mercato”. L’inflazione è già scesa al 3 per cento e secondo molti economisti le spese previste da Trump torneranno ad alimentarla. Quarto: “Rendere l’America il produttore di energia dominante al mondo, di gran lunga!”. È già così. Questo paragrafo nasconde l’intenzione di uscire di nuovo dall’accordo di Parigi sul clima. Quinto: “Basta outsourcing, trasformare gli Usa in superpotenza manifatturiera”. In questo settore Biden ha riportato 800mila posti di lavoro negli Usa, Trump nel primo mandato li aveva persi.

Sesto: “Grandi tagli fiscali per i lavoratori e nessuna tassa sulle mance!”. Le riduzioni decise da Donald avevano in realtà favorito i ricchi. Settimo: “Difendiamo la nostra Costituzione, la carta dei diritti e le libertà fondamentali, comprese la libertà di parola, di religione e il diritto di detenere e portare armi”. È la libertà di rivendicare la propria identità, anche a scapito degli altri. Ottavo: “Prevenire la Terza guerra mondiale, ripristinare la pace in Europa e Medio Oriente, e costruire un grande scudo di difesa missilistica sopra tutto il Paese, interamente realizzato in America”. Significa negoziare con Putin sull’Ucraina, appoggiare Israele contro Hamas, rilanciare concetti vicini alle “guerre stellari” di Reagan. Nono: “Fine dell’uso del governo come arma contro il popolo americano”. Vuol dire impedire di perseguire chi viola la legge per motivi politici, come gli assalitori del Congresso che Trump vuole graziare.

Il decimo punto è “Fermare l’epidemia della criminalità dei migranti, demolire i cartelli della droga stranieri, schiacciare la violenza delle bande e mettere in prigione i criminali”. In realtà durante l’amministrazione i reati sono calati. Undicesimo: “Ricostruire le nostre città, compresa Washington, rendendole sicure, pulite e di nuovo belle”. Dodicesimo: “Rafforzare e modernizzare il nostro esercito, rendendolo senza discussione il più forte e potente del mondo”. Lo è già. Tredicesimo: “Mantenere il dollaro Usa come valuta di riserva mondiale”. Lo è, i tentativi di rimpiazzarlo sono falliti. Quattordicesimo: “Proteggere pensioni e assistenza medica senza tagli, e senza modifiche all’età pensionabile”. Molti repubblicani chiedono di ridurre questi programmi sociali. Quindicesimo: “Annullare gli obblighi per i veicoli elettrici e tagliare le normative costose e pesanti”. Stop alla transizione verde. Sedicesimo punto: “Tagliare i finanziamenti federali per qualsiasi scuola che spinga la teoria critica della razza, l’ideologia radicale del genere e altri contenuti razziali, sessuali o politici inappropriati per i nostri bambini”. Vietato insegnare che negli Usa c’era lo schiavismo, per non imbarazzare gli studenti bianchi. Diciassettesimo: “Tenere gli uomini fuori dagli sport femminili”. No ai trans. Diciottesimo: “Deportare i radicali pro-Hamas e rendere di nuovo sicure e patriottiche le nostre università”. Diciannovesimo: “Proteggere le elezioni, compreso il voto nello stesso giorno, l’identificazione degli elettori, le schede cartacee e la prova di cittadinanza”. Ossia fare il possibile per sopprimere il voto delle minoranze. Ventesimo: “Unire il Paese portandolo a nuovi livelli record di successo”. Lo slogan di Trump: “Il successo sarà la mia vendetta”.

Manca il bando federale dell’aborto, che Donald ha tolto per non alienare gli elettori moderati, ma potrà tornare in programma dopo l’elezione, se riuscirà a nominare altri due giudici conservatori alla Corte Suprema. È la traduzione ammorbidita del “Project 2025”, per vincere e poi rivoluzionare l’America.

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