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Attentato a Trump, le falle nella sicurezza. Un testimone: “Avevo segnalato il cecchino alla polizia ma non hanno fatto nulla”

(afp)
L’attentatore ha sparato durante il comizio di Butler, in Pennsylvania, da una distanza di 125 metri: nessuno aveva controllato il tetto dell’edificio. Trump si è salvato chinandosi prima che la sicurezza gli facesse da scudo
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Il candidato Trump è sopravvissuto all’attentato, ma dal punto di vista tecnico i servizi di sicurezza degli Stati Uniti incaricati di proteggerlo hanno fallito. Un fallimento completo e plateale. Un uomo armato di fucile ha avuto il tempo di piazzarsi su un tetto a centoventicinque metri dal podio di Trump, di sdraiarsi, prendere la mira e sparare cinque colpi. Ha mancato la scatola cranica dell’ex presidente per un centimetro. Trump si è abbassato da solo quando è stato colpito all’orecchio - e non era nemmeno il primo sparo - e così si è messo fuori dal campo visivo di chi stava cercando di ucciderlo.

Soltanto dopo quel momento le guardie…

Il candidato Trump è sopravvissuto all’attentato, ma dal punto di vista tecnico i servizi di sicurezza degli Stati Uniti incaricati di proteggerlo hanno fallito. Un fallimento completo e plateale. Un uomo armato di fucile ha avuto il tempo di piazzarsi su un tetto a centoventicinque metri dal podio di Trump, di sdraiarsi, prendere la mira e sparare cinque colpi. Ha mancato la scatola cranica dell’ex presidente per un centimetro. Trump si è abbassato da solo quando è stato colpito all’orecchio - e non era nemmeno il primo sparo - e così si è messo fuori dal campo visivo di chi stava cercando di ucciderlo.

Soltanto dopo quel momento le guardie del corpo gli sono balzate addosso e hanno cominciato a fargli da scudo. Se il cecchino avesse avuto una mira appena migliore, se ci fosse stato un refolo debole di vento in più o in meno, se avesse mirato al torace invece che alla testa - come fanno i cecchini professionisti che mirano al bersaglio grosso - Trump sarebbe morto davanti alla folla e alle telecamere. Lee Harvey Oswald, il cecchino che uccise il presidente John Fitzgerald Kennedy, colpì il bersaglio mentre era su un’auto in movimento. Era più vicino (circa ottanta metri), ma due dei suoi tre spari andarono a segno.

I cecchini dei servizi di sicurezza hanno poi reagito e hanno fulminato l’attentatore, ma il loro primo compito sarebbe scannerizzare a trecentosessanta gradi tutta l’area per individuare le minacce prima, e non dopo. È per questo motivo che sono dotati di enormi binocoli e cannocchiali, perché devono capire che cosa sta per succedere - in anticipo. C’è un testimone che dice alla Bbc addirittura di avere visto il cecchino arrampicarsi sul tetto e di avere avvertito la polizia “ma per due, tre minuti la polizia non ha fatto nulla”.

(fotogramma)

Ora ovviamente è facile scrivere con il senno di poi, ma si può essere certi già fin da adesso che una potenziale postazione di tiro sopraelevata con una buona visuale sul podio, come quella da dove l’attentatore ha sparato, a tutti i prossimi comizi sarà super sorvegliata se non proprio presidiata dalla polizia. Un semplice drone in mano ai servizi avrebbe visto subito il cecchino appostato. Trump si è salvato perché è stato fortunato, non perché i servizi di sicurezza sono riusciti a fermare l’attentatore. E questo alimenterà la paranoia nazionale, il carburante della politica americana.

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