Le tre fotografie diventate già simbolo dell’attentato a Trump: la scia del proiettile, la caduta, il pugno in alto
a cura della redazione EsteriL’attentato del 13 luglio contro Donald Trump entrerà nei libri di Storia insieme alle immagini che lo raccontano, alcune già diventate icone, simboli.
Doug Mills, un fotografo veterano del New York Times, ha scattato una foto a mezzo busto di Donald Trump in cui è visibile la scia di un proiettile che sfreccia oltre la testa dell'ex presidente. Che si tratti di quello l’ha confermato al quotidiano Michael Harrigan, un agente dell'Fbi in pensione.
"Potrebbe assolutamente mostrare lo spostamento dell'aria dovuto a un proiettile", ha spiegato. "L'angolo sembra un po' basso per essere passato attraverso il suo orecchio, ma non impossibile se l'uomo armato ha sparato più colpi".
Mills stava lavorando con una fotocamera digitale Sony in grado di catturare immagini fino a 30 fotogrammi al secondo. Ha scattato queste foto con una velocità dell'otturatore di 1/8.000 di secondo: estremamente veloce. L’attentatore ha sparato con un AR-15 e “i proiettili calibro 223 o 5,56 millimetri c…
L’attentato del 13 luglio contro Donald Trump entrerà nei libri di Storia insieme alle immagini che lo raccontano, alcune già diventate icone, simboli.
Doug Mills, un fotografo veterano del New York Times, ha scattato una foto a mezzo busto di Donald Trump in cui è visibile la scia di un proiettile che sfreccia oltre la testa dell'ex presidente. Che si tratti di quello l’ha confermato al quotidiano Michael Harrigan, un agente dell'Fbi in pensione.
"Potrebbe assolutamente mostrare lo spostamento dell'aria dovuto a un proiettile", ha spiegato. "L'angolo sembra un po' basso per essere passato attraverso il suo orecchio, ma non impossibile se l'uomo armato ha sparato più colpi".
Mills stava lavorando con una fotocamera digitale Sony in grado di catturare immagini fino a 30 fotogrammi al secondo. Ha scattato queste foto con una velocità dell'otturatore di 1/8.000 di secondo: estremamente veloce. L’attentatore ha sparato con un AR-15 e “i proiettili calibro 223 o 5,56 millimetri che usano viaggiano a circa 3.200 piedi al secondo quando lasciano la volata dell'arma", ha detto Harrigan al New York Times. "E con una velocità dell'otturatore di 1/8.000 di secondo, ciò consentirebbe al proiettile di viaggiare per circa quattro decimi di piede mentre l'otturatore è aperto".
La foto forse più iconica del 12 ottobre l’ha scattata il fotografo dell’Associataed Press Evan Vucci: Trump si è da poco rialzato dopo gli agli spari, ha il sangue che gli cola sul lato destro della faccia e tiene il pugno alzato, mentre quattro agenti del Secret Service cercano di proteggerlo e allontanarlo dal palco. Sullo sfondo c’è una grande bandiera statunitense. L’immagine di un eroe per i suoi fan, e di un combattente. Nel 2021 Vucci vinse il Pulitzer per la copertura delle proteste dopo l’omicidio di George Floyd.
L’altra immagine di enorme impatto l’ha scattata Anna Moneymaker, fotografa di Getty, e ritrae il presidente Trump da una angolatura unica: è accasciato sotto il palco e coperto dallo scudo degli uomini del servizio segreto. Il viso insanguinato appare tra le gambe di uno degli agenti di sicurezza. Sono i secondo in cui l’ex presidente sembra rendersi conto di quanto accaduto, scampato alla morte per un centimetro.