L’America secondo Trump: vuole la fine dei processi e sceglie Vance come vice
dal nostro inviato Paolo MastrolilliMILWAUKEE — La presunta ipotesi che Donald Trump abbassasse i toni e puntasse a riunificare l’America, dopo gli spari di Butler, è durata l’arco di una nottata. Ammesso che sia stata sincera almeno per qualche ora. Lo dimostrano i fatti con cui ha aperto ieri la Convention repubblicana di Milwaukee, ossia la nomina di J.D. Vance come vice e la richiesta di annullare tutti i processi contro di lui.
La prima scelta dimostra che vuole pigiare il piede sull’acceleratore del populismo isolazionista, invece di aprire un po’ all’inclusione, creando anche una possibile linea di successione per il trumpismo dopo di lui. La seconda è scontata, perché non aveva mai chiesto di dimostrare la propria innocenza in tribunale, accusando invece il presidente Biden di usare la giustizia come un’arma contro di lui. Però conferma la rinnovata arroganza con cui si è rialzato dall’attentato, basata sul fatto che i giudici conservatori nominati da lui nei tribunali Usa gli consentiranno di aggirare la…
MILWAUKEE — La presunta ipotesi che Donald Trump abbassasse i toni e puntasse a riunificare l’America, dopo gli spari di Butler, è durata l’arco di una nottata. Ammesso che sia stata sincera almeno per qualche ora. Lo dimostrano i fatti con cui ha aperto ieri la Convention repubblicana di Milwaukee, ossia la nomina di J.D. Vance come vice e la richiesta di annullare tutti i processi contro di lui.
La prima scelta dimostra che vuole pigiare il piede sull’acceleratore del populismo isolazionista, invece di aprire un po’ all’inclusione, creando anche una possibile linea di successione per il trumpismo dopo di lui. La seconda è scontata, perché non aveva mai chiesto di dimostrare la propria innocenza in tribunale, accusando invece il presidente Biden di usare la giustizia come un’arma contro di lui. Però conferma la rinnovata arroganza con cui si è rialzato dall’attentato, basata sul fatto che i giudici conservatori nominati da lui nei tribunali Usa gli consentiranno di aggirare la legge, pur di rimetterlo alla guida di quella che finora era la più antica democrazia del mondo moderno.
Milwaukee ha accolto la Convention con una calma non scontata, dopo la violenza di Crooks. È una città democratica, quindi non ci sono grandi fervori trumpisti. Anzi, fuori dal perimetro protetto dalle forze dell’ordine ieri si sono radunati manifestanti venuti a protestare contro Donald. All’interno del Fiserv Forum, invece, il popolo Maga è parso più sollevato dallo scampato pericolo che non arrabbiato, e comunque le mosse annunciate dal capo lo hanno esaltato.
Come prima cosa, è arrivata la sentenza con cui la giudice della Florida Aileen Cannon ha annullato il processo per le carte segrete trafugate a Mar-a-Lago. Trump ha ringraziato la magistrata che lui aveva nominato, aggiungendo che «se vogliamo andare avanti e riunire la nazione dopo gli orribili eventi di sabato, questa archiviazione dovrebbe essere solo il primo passo, seguito rapidamente dall’archiviazione di tutta la caccia alle streghe. Il dipartimento alla Giustizia democratico ha coordinato tutti questi attacchi politici, che sono un’interferenza elettorale contro l’avversario politico di Joe Biden». In realtà due delle quattro incriminazioni sono statali, quelle di New York e della Georgia, e non hanno nulla a che vedere col governo federale guidato da Biden. Ma dopo gli spari di sabato Trump ha scelto infiammare ancora la retorica, ripetendo che l’intero sistema giudiziario è un’arma usata contro di lui dai democratici.
Poco dopo ha annunciato la scelta come vice del senatore dell’Ohio Vance, diventato famoso scrivendo la “Hillbilly Elegy”, denuncia della crisi culturale americana: «Durante la campagna, sarà fortemente concentrato sulle persone per cui ha combattuto così brillantemente, i lavoratori e gli agricoltori americani in Pennsylvania, Michigan, Wisconsin, Ohio, Minnesota e ben oltre».
La campagna del presidente Biden ha risposto così: «Trump ha scelto Vance perché farà ciò che Mike Pence non aveva accettato il 6 gennaio: consentire la realizzazione dei programmi estremisti di Trump e del movimento Maga, anche se ciò significa infrangere la legge e danneggiare il Paese». Quindi ha aggiunto: «Vance si prefiggerà la missione di attuare l’agenda del Project 2025 a spese delle famiglie americane. Sostiene il divieto dell’aborto a livello nazionale e critica le eccezioni per i sopravvissuti allo stupro e all’incesto. Si scaglia contro l’assistenza sanitaria dell’Affordable Care Act, e ha ammesso che non avrebbe certificato le elezioni libere ed eque nel 2020».
In più Vance è contro gli aiuti all’Ucraina, favorisce l’isolazionismo, e sabato ha scritto che la colpa dell’attentato di Butler ricade su Biden, perché ha accusato l’avversario di essere un pericolo per la democrazia.
Il messaggio è chiaro. Vance lo aiuterà negli stati chiave del Midwest, ma Trump è sicuro di vincere il 5 novembre e quindi non si è preoccupato di allargare il consenso, scegliendo un vice inclusivo. Ha pure incontrato Robert Kennedy per chiedergli di appoggiarlo. Vance, estraneo alla tradizione del Gop, può diventare l’alfiere del trumpismo dopo Trump, rendendo permanente la sua rivoluzione.