NEW YORK — Un candidato considerato dai suoi “Super Friends” alla stregua di un vecchio rimbambito, la convention online diventata caso politico e un big del Senato condannato per aver favorito un Paese straniero. A meno di quattro mesi dal voto, il Partito democratico sta sprofondando nel caos.
Fino a poche settimane fa la prima convention virtuale della storia presidenziale americana era considerata l’evento pop dei Democratici e paradigma di un partito proiettato nel futuro. Adesso la consultazione online anticipata, fissata tre settimane prima della convention tradizionale in programma a Chicago dal 19 al 22 agosto, ha provocato una nuova spaccatura interna. Una parte dei Democratici considera la pre-consultazione un tentativo ingiustificato di blindare la candidatura del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, contro il quale molti nutrono dubbi, dopo le incertezze mostrate nel duello televisivo con Donald Trump.
A 81 anni Biden, dopo la tregua seguita all’attentato al suo a…
NEW YORK — Un candidato considerato dai suoi “Super Friends” alla stregua di un vecchio rimbambito, la convention online diventata caso politico e un big del Senato condannato per aver favorito un Paese straniero. A meno di quattro mesi dal voto, il Partito democratico sta sprofondando nel caos.
Fino a poche settimane fa la prima convention virtuale della storia presidenziale americana era considerata l’evento pop dei Democratici e paradigma di un partito proiettato nel futuro. Adesso la consultazione online anticipata, fissata tre settimane prima della convention tradizionale in programma a Chicago dal 19 al 22 agosto, ha provocato una nuova spaccatura interna. Una parte dei Democratici considera la pre-consultazione un tentativo ingiustificato di blindare la candidatura del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, contro il quale molti nutrono dubbi, dopo le incertezze mostrate nel duello televisivo con Donald Trump.
A 81 anni Biden, dopo la tregua seguita all’attentato al suo avversario, dovrà resistere al fuoco amico solo per le prossime due settimane, passate le quali nessuno potrà più sfilargli la candidatura per il secondo mandato.
Nello spazio di poche ore l’Ohio è diventato il cuore della campagna elettorale anche per i Democratici. Da questo Stato operaio della Rust Belt proviene J. D. Vance, scelto lunedì da Trump come vicepresidente, ma adesso l’Ohio, nonostante sia Repubblicano, è entrato nel cuore anche di Biden. Per capire, bisogna fare un passo indietro.
A fine maggio il Partito democratico aveva annunciato il lancio di una convention virtuale per proclamare il candidato ufficiale. La decisione era stata presa per aggirare un ostacolo tecnico emerso in Ohio: secondo una legge statale si accettavano le candidature alle presidenziali solo se ufficializzate entro novanta giorni dall’Election Day, che quest’anno cade il 5 novembre. La data ultima nel 2024 era il 7 agosto, mentre la convention Democratica è in programma dodici giorni dopo.
Era stato lo stesso segretario di Stato dell’Ohio, il Repubblicano Frank LaRose, ad annunciare che, passata la scadenza, avrebbe lui stesso ufficializzato l’esclusione di Biden dalle elezioni. Da allora è stata approvata una legge statale che ha spostato a settembre la scadenza, ma il Partito democratico non ha annullato la pre-consultazione: si terrà dal 29 luglio al 5 agosto. Una parte dei Democratici del Congresso si è ribellata, mentre il presidente del comitato elettorale, Jaime Harrison, ha confermato l’appuntamento. «Il calendario degli appuntamenti non cambia», ha dichiarato ad Axios. A Biden basterà ottenere il voto di poco più di metà dei circa quattromila delegati per diventare ufficialmente il candidato.
Gli avversari interni, guidati dal gruppo dei “Super Friends”, di cui fanno parte l’ex presidente Barack Obama e l’ex Speaker della Camera Nancy Pelosi, avranno meno tempo per guidare il ribaltone. Chi vorrà candidarsi dovrà uscire subito allo scoperto. Tra i membri del Congresso è circolata una lettera in cui si chiede di bloccare la consultazione virtuale. «Non c’è più una giustificazione legale per farla», sostengono.«Noi - aggiungono - chiediamo di cancellare una convocazione online accelerata e ulteriori procedure straordinarie che verrebbero percepite come un modo di limitare un legittimo dibattito».
Il nuovo fronte si è aperto nel giorno in cui lo staff di Biden ha annunciato la ripresa della campagna elettorale contro Trump, e in un partito distratto dalla notizia della condanna del senatore del New Jersey Bob Menendez, giudicato colpevole di corruzione, ostruzione alla giustizia e di aver agito come agente per un Paese straniero, l’Egitto.
Menendez, isolato dal partito, promette di candidarsi a novembre da indipendente, deciso a ostacolare la vittoria di un Democratico e a mettere a rischio la già debole maggioranza al Senato. Un problema in più per Biden: l’anziano senatore era un suo grande alleato. Il leader dei Democratici al Senato, Chuck Schumer, ha invitato Menendez a dimettersi. Altri colleghi si sono uniti all’appello. Il governatore progressista del New Jersey ha minacciato di chiedere al Senato di votare la sua espulsione. Il momento di regolare i conti interni al partito è appena cominciato.