Nikki Haley, la ripescata: prima esclusa dalla convention ora trova il palco in nome di Trump
dalla nostra inviata Anna LombardiMilwaukee – Torna a casa Nikki: Haley, s’intende. L’ex ambasciatrice Onu alle Nazioni Unite, che inizialmente il partito repubblicano non aveva invitato alla convention che si tiene in questi giorni in Wisconsin, come punizione per aver osato sfidare Donald Trump alle primarie - dandogli ripetutamente dell’anziano - è tornata.
Ripescata in nome dell’unità
Ripescata, dopo l’attentato di sabato, dove l’ex presidente in cerca di nuovo mandato è stato leggermente ferito a un orecchio, era infatti necessario mostrare che l’intero Gop è unito sotto la guida del tycoon. E dunque ad Haley, che nel frattempo aveva lasciato liberi i suoi delegati di votare per Trump, è stato permesso “tornare a casa”. Invitata a parlare nel corso della seconda giornata della convention, ieri sera, quella dedicata alla sicurezza tanto da essere intitolata “Make America Safe Again”, facciamo l’America sicura di nuovo. Uno spot di prestigio, quello destinato ad Haley: salita sul palco a forma di stella alle otto e venti di sera, subito dopo il senatore texano Ted Cruz e prima del governatore della Florida Ron DeSantis, che all’inizio della stagione elettorale delle primarie era stato l’altro grande sfidante di Trump.
Trump in tribuna per lei
Ma, soprattutto, “onorata” dalla presenza, nella tribuna d’onore della Milwaukee Bucks Arena, lo stadio dove si tiene l’evento, prima del candidato alla vicepresidenza JD Vance appena nominato e poi, dopo averne annunciato la presenza con un video dove lo si vede ballare sulle note di YMCA dei Village People, di Donald Trump in persona, la benda quadrata sull’orecchio ferito. Il suo intervento, preceduto pure da un altro video, questa volta contro Joe Biden: dove lo si mostra al suo peggio e lo si indica come il responsabile di un aumento dell’immigrazione clandestina.
Il messaggio ai repubblicani moderati che non amano Trump
L’accoglienza, è caldissima. Haley, elegantissima in un abito azzurro a fiori ha parlato otto minuti appena, ma è stata direttissima e decisamente utile alla causa di Trump: «Sia chiara una cosa, sono qui per dare a Donald Trump il mio endorsement», ha esordito mentre la folla intorno gridava “USA, USA”. «Il nostro paese affronta un momento critico, dobbiamo fare una scelta. Da oltre 1 anno dico un voto per Biden è un voto per Kamala Harris. Tutti sanno che è vero. E un solo giorno di Kamala sarebbe catastrofico» dice. «Per il bene della nazione, dobbiamo votare Trump». Si rivolge poi ai suoi elettori, quel trenta per cento di moderati che l’avrebbe preferita a The Donald. «Ci sono americani che non d’accordo con Trump tutto il tempo. Io li conosco e mi rivolgo a loro. Il mio messaggio è semplice. Non bisogna essere d’accordo con lui il 100 per cento delle volte per votarlo. Prendete me, ad esempio. Io e lui siamo più volte d’accordo che in disaccordo. Vogliamo entrambi un’America sicura e forte. Sono qui stasera perché abbiamo un paese da salvare. E unificare il partito è un modo per farlo». Parla poi di quel che conosce meglio, la politica estera: «Conosco le politiche di sicurezza nazionale di Trump: le rifaremo. Ricordatevi che Putin ha invaso la Crimea ai tempi di Barack Obama, e l’Ucraina con Biden. Ma non ha invaso nulla con Trump alla Casa Bianca: sapeva che eravamo forti. Un presidente forte non inizia le guerre, le proviene».
Certo, per Haley, che ha fama di falco in politica estera, la scelta di Vance alla vicepresidenza deve essere stata un boccone amaro. Le posizioni dei due su Russia e Ucraina non potrebbero essere più distanti. Ma Nikki è ancora giovane, è in un partito sempre più a immagine di Donald Trump, restare fuori dalla grande casa repubblicana non sarebbe stato certo salutare per la sua futura carriera politica. A patto che Trump lasci che ne abbia ancora una.