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Il discorso di JD Vance: così il candidato vice di Trump vuole cambiare il partito di Lincoln e l’America

Dalla missione negli stati chiave del Midwest alla politica isolazionista, l’intervento alla Convention di Mulwaukee del senatore dell’Ohio
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MILWAUKEE - Nell’immediato della campagna presidenziale, il vice di Trump JD Vance ha un obiettivo: aiutare il suo capo a vincere negli stati chiave del Midwest, da dove lui viene, come Michigan, Wisconsin e Pennsylvania. Nel lungo termine invece punta ad essere il portabandiera, e possibilmente l’erede, di una visione populista e isolazionista degli Stati Uniti, che rinunciano ad esercitare il ruolo di leadership globale da superpotenza e si riversano su se stessi, per rispondere alle esigenze della classe lavoratrice, media, bassa che si sente abbandonata dall’élite. Un virata di 180 gradi, che cambia per sempre il volto del Partito repubblicano di Lincoln e Reagan, e potenzialmente anche quella dell’America.

Nel discorso con cui ieri sera ha accettato la nomina a candidato per la vice presidenza dalla Convention di Milwaukee, Vance è partito dall’omaggio alla resilienza di Trump, per come si è rialzato dopo gli spari di Butler: "Ha chiesto l'unità nazionale, la calma. Ha ricor…

MILWAUKEE - Nell’immediato della campagna presidenziale, il vice di Trump JD Vance ha un obiettivo: aiutare il suo capo a vincere negli stati chiave del Midwest, da dove lui viene, come Michigan, Wisconsin e Pennsylvania. Nel lungo termine invece punta ad essere il portabandiera, e possibilmente l’erede, di una visione populista e isolazionista degli Stati Uniti, che rinunciano ad esercitare il ruolo di leadership globale da superpotenza e si riversano su se stessi, per rispondere alle esigenze della classe lavoratrice, media, bassa che si sente abbandonata dall’élite. Un virata di 180 gradi, che cambia per sempre il volto del Partito repubblicano di Lincoln e Reagan, e potenzialmente anche quella dell’America.

Nel discorso con cui ieri sera ha accettato la nomina a candidato per la vice presidenza dalla Convention di Milwaukee, Vance è partito dall’omaggio alla resilienza di Trump, per come si è rialzato dopo gli spari di Butler: "Ha chiesto l'unità nazionale, la calma. Ha ricordato le vittime del terribile attentato, in particolare il coraggioso Corey Comperatore, che ha dato la vita per proteggere la sua famiglia".

Poi JD ha ricordato la propria infanzia a Middletown, nell'Ohio, che lo ha ispirato a scrivere il suo bestseller di memorie "Hillbilly Elegy", dove appunto racconta la crisi dell’America bianca del Midwest. Ha ricordato di essere cresciuto povero, con i nonni, mentre la madre single Beverly combatteva con la mancanza di soldi e la tossicodipendenza: "Lei è qui con noi, stasera. Sono dieci anni che è sobria, e se il presidente Trump lo vorrà, l’anno prossimo festeggeremo l’anniversario alla Casa Bianca".

Così Vance ha cercato di costruire la sua connessione emotiva con gli elettori che deve conquistare, citando spesso Michigan, Wisconsin e Pennsylvania, stati con esperienze simili a quella del suo Ohio. Infatti alla fine ha aggiunto una solenne promessa: "Alla gente di Middletown, Ohio, e a tutte le comunità dimenticate del Michigan, Wisconsin, Pennsylvania, Ohio, e di ogni angolo della nostra nazione, dico che non dimenticherò mai da dove vengo".

Per spiegare il problema, ha accusato Biden di essere complice dei tre errori che hanno condannato queste regioni degli Stati Uniti alla disperazione: il trattato Nafta col Messico, che ha esportato il lavoro americano all’estero; gli accordi con la Cina, che ha sfruttato la globalizzazione per "costruire la sua classe media sulle spalle della nostra"; e la guerra in Iraq, dove lui aveva servito come Marine, dimostrazione pratica degli errori della stessa vecchia classe politica repubblicana interventista, pagati però dalla classe lavoratrice e media che han mandato i loro figli a combattere e morire.

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Da qui la proposta di un modello completamente opposto, populista ed isolazionista, di certo in contrapposizione con quello del vecchio Partito repubblicano, ormai rimpiazzato dal movimento trumpista Maga. "Basta prenderci cura di Wall Street, è finita. Ci impegniamo per i lavoratori. L'importazione di manodopera straniera è finita. Lotteremo per i cittadini americani, per il loro lavoro e per i loro salari". Inimmaginabile, nel Gop di soli dieci anni fa.

In politica estera, Vance è noto per aver criticato gli aiuti all’Ucraina, ma ieri sera ha lanciato un avvertimento anche agli alleati come quelli della Nato: "Condivideranno l'onere di garantire la pace nel mondo. Niente più corse gratuite per le nazioni che tradiscono la generosità dei contribuenti americani". Dunque una superpotenza che si ripiega su se stessa, e mette gli interessi di qualche stato del Midwest davanti all’interesse nazionale, che negli ultimi ottant'anni l’ha resa davvero potente e ricca. Una contraddizione in termini con lo slogan Make America Great Again, visto che rinuncia proprio agli obiettivi e le caratteristiche grazie e cui era diventata grande. Ma questa ormai è la visione del trumpismo, per quanto antitetica possa apparire a quella del tradizionale Gop. E la scelta di Vance come vice lo incorona anche come presunto erede, che avrà il compito di proiettarla verso il futuro.

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