Visita al poligono, poi acquisto di pallottole e scala. Ecco le ultime ore del cecchino Crooks
dalla nostra inviata Anna LombardiMilwaukee – Non contiene segreti il cellulare di Thomas Matthew Crooks, il killer-ragazzino che sabato ha tentato di assassinare il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump, durante un comizio a Butler, Pennsylvania. Ma i dati recuperati dagli esperti dell’Fbi hanno perlomeno permesso di ricostruire i movimenti compiuti dal giovane nelle sue ultime 24 ore di vita. Attività tutte legate all’attentato: che, almeno in apparenza, fanno pensare sia stato pianificato con brevissimo anticipo.
Dopo aver ottenuto un giorno di riposo dai colleghi della mensa dove lavorava («ho una cosa da fare», ha spiegato al telefono, assicurando che si sarebbe comunque presentato come al solito il giorno dopo, domenica), di buon mattino il ventenne ha chiesto l’arma in prestito al padre Matthew Brian, 53 anni, assistente sociale specializzato in disabilità di solida fede repubblicana, come emerso pure dalle liste della campagna di Trump, profilato come fervente sostenitore pro-a…
Milwaukee – Non contiene segreti il cellulare di Thomas Matthew Crooks, il killer-ragazzino che sabato ha tentato di assassinare il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump, durante un comizio a Butler, Pennsylvania. Ma i dati recuperati dagli esperti dell’Fbi hanno perlomeno permesso di ricostruire i movimenti compiuti dal giovane nelle sue ultime 24 ore di vita. Attività tutte legate all’attentato: che, almeno in apparenza, fanno pensare sia stato pianificato con brevissimo anticipo.
Dopo aver ottenuto un giorno di riposo dai colleghi della mensa dove lavorava («ho una cosa da fare», ha spiegato al telefono, assicurando che si sarebbe comunque presentato come al solito il giorno dopo, domenica), di buon mattino il ventenne ha chiesto l’arma in prestito al padre Matthew Brian, 53 anni, assistente sociale specializzato in disabilità di solida fede repubblicana, come emerso pure dalle liste della campagna di Trump, profilato come fervente sostenitore pro-armi. L’ultimo dei dodici fucili da caccia conservati a casa l’Ar15 era relativamente nuovo: acquistato dal padre solo sei mesi prima. «Tom ha detto che sarebbe andato ad esercitarsi al poligono di tiro dove siamo iscritti entrambi e sarebbe tornato per ora di pranzo», ha raccontato l’uomo ai detective che lo hanno lungamente interrogato.
Il giovane Crooks si è effettivamente esercitato al Clairton Sportsmen’s Club. Il centro sportivo a mezzora da casa, in un bosco appena fuori Pittsburgh, dove dispone di uno spazio da tiro lungo circa 200 metri, ovvero più della distanza da cui poi ha sparato a Trump. E pazienza se molte testimonianze raccolte lo descrivono come “un pessimo tiratore”. Il mirino dell’arma era tarato (“azzerato” si dice in gergo) per compensare il più possibile le sue incapacità.
A pranzo, però, non si è presentato, pur tornando nella zona di casa. Ha invece fatto acquisti in due negozi: fermandosi prima all’Allegheny Arms&Gun Works, un’armeria di Bethel Park di cui la famiglia era cliente, dove ha comprato 50 munizioni. E poi al vicino Home Depot, un negozio di articoli per la casa: dove invece ha acquistato la scala alta un metro e mezzo usata per arrampicarsi sul tetto dell’edificio da cui poi ha sparato. Ultimato lo shopping, è salito sulla sua Hyunday Sonata e ha imboccato la strada di Butler: a un’ora di macchina dal centro commerciale.
Qui è arrivato intorno alle tre di pomeriggio di una giornata caldissima, proprio mentre migliaia di sostenitori dell’ex presidente entravano nell’area dell’evento attraverso porte controllate da metal detector. I suoi movimenti sospetti vengono notati circa un’ora prima della sparatoria, avvenuta alle 18.11. Di sicuro una sua foto presa di profilo è stata scattata alle 17.30 mentre era ancora sul terreno - lo si vede occhialuto e coi capelli castano-biondo un po’ lunghi, la maglia grigia col logo del programma pro-armi Demolition Ranch. A ritrarlo, un membro del Beaver County Emergency Unit, la protezione civile locale: insospettito dal fatto che si muovesse nel perimetro esterno all’area del comizio trasportando una scala, l’ha girata alle autorità locali per chiedere se lo conoscessero.
Quindici minuti dopo, quella stessa persona lo ha fotografato di nuovo: questa volta appostato sul tetto dell’edificio da cui poi ha sparato. L’immagine, effettivamente inquietante, a quel punto viene condivisa con gli uomini dei servizi segreti, ma è ormai troppo tardi. Quando i cecchini la ricevono, il giovane è già stato individuato dalla folla. La gente intorno lo innervosisce, chiamando a gran voce gli agenti. E lui spara, prima di aver preso adeguatamente la mira