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Drone Houti su Tel Aviv: un morto e otto feriti. Cresce la sfiducia nei confronti dell’Idf

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I ribelli yemeniti hanno rivendicato l'attacco che riporta la popolazione alla paura vissuta il 7 ottobre. Il ministro della Difesa Gallant: “Consegneremo alla giustizia chiunque danneggi lo Stato di Israele”
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Un colpo inaspettato che ha fatto tremare edifici e certezze nel cuore di Tel Aviv. La lunga guerra che Israele combatte dal 7 ottobre da mesi ormai non scendeva a Sud della Galilea o a Nord di Ashdod, almeno per quanto riguarda attacchi capaci di essere nocivi alla popolazione civile. Così il drone dei ribelli yemeniti che poco prima delle 3:15 della notte fra giovedì e venerdì si è schiantato su un edificio a pochi minuti a piedi dalla spiaggia e dall’ambasciata americana, non solo causa una vittima e diversi feriti, ma sparge sale su ferite non ancora rimarginate e risveglia le preoccupazioni.

"C'è stato un boato e la casa ha tremato”, ha raccontato al quotidiano israeliano Yediot Achronot Keren, che vive vicino al luogo dell’impatto. “Il mio compagno è corso sul balcone e ha visto la gente fuori che scappava. È corso dentro e ci siamo chiusi in bagno. Sto ancora tremando”, ha spiegato la donna che ha provato invano a telefonare alla polizia.

“Ci sono voluti quaranta minuti pr…

Un colpo inaspettato che ha fatto tremare edifici e certezze nel cuore di Tel Aviv. La lunga guerra che Israele combatte dal 7 ottobre da mesi ormai non scendeva a Sud della Galilea o a Nord di Ashdod, almeno per quanto riguarda attacchi capaci di essere nocivi alla popolazione civile. Così il drone dei ribelli yemeniti che poco prima delle 3:15 della notte fra giovedì e venerdì si è schiantato su un edificio a pochi minuti a piedi dalla spiaggia e dall’ambasciata americana, non solo causa una vittima e diversi feriti, ma sparge sale su ferite non ancora rimarginate e risveglia le preoccupazioni.

"C'è stato un boato e la casa ha tremato”, ha raccontato al quotidiano israeliano Yediot Achronot Keren, che vive vicino al luogo dell’impatto. “Il mio compagno è corso sul balcone e ha visto la gente fuori che scappava. È corso dentro e ci siamo chiusi in bagno. Sto ancora tremando”, ha spiegato la donna che ha provato invano a telefonare alla polizia.

“Ci sono voluti quaranta minuti prima che arrivasse un comunicato ufficiale su quanto accaduto e anche lì si specificava solo che erano in corso verifiche sui dettagli”, ha continuato. “Mi è sembrato di ritrovarmi di nuovo al 7 ottobre e non è bello sapere che le autorità affermano ancora una volta di aver fallito”.

La nota dell’esercito che ha rivelato come il velivolo fosse stato effettivamente intercettato dai sistemi di difesa antiaerea ma non abbattuto a causa di un errore umano ha riacceso la sfiducia nei confronti dell’Idf causata dal massiccio attacco terroristico di Hamas che ha colto di sorpresa Israele il 7 ottobre.

“Dopo sette mesi a servire come riservista, pensavo di aver lasciato il Paese in una situazione leggermente migliore, e ora succede questo”, commenta all'emittente pubblica Kan Aviel, la sua abitazione è stata danneggiata dall'esplosione in modo lieve. “È molto deludente.”

A pochi passi, sulla promenade di Tel Aviv, uno dei luoghi iconici della città amata da locali e turisti, molti hotel sono pieni di israeliani sfollati dal Nord e dal Sud che per via della guerra sono da nove mesi lontani da casa. Tra loro, il senso di un drammatico déjà-vu è particolarmente forte. “Ho perso tutta la fiducia che avevo nell’esercito, non che me ne fosse rimasta molta dopo nove mesi”, ha raccontato Yossi Nevi, uno sfollato in pensione di Kiryat Shmona che vive in uno degli hotel.

Secondo il rispettato analista di Haaretz Amos Harel, l’attacco segna una nuova fase della guerra. “Certo, il sangue dei residenti di Tel Aviv non è più rosso di quello dei soldati e degli israeliani che vivono vicino al confine settentrionale, che sono quotidianamente tormentati da attacchi di razzi e droni”, ha commentato. “Tuttavia, la drammatica offensiva al centro di Israele ha acceso i media. Alcuni osservatori negli studi televisivi e sui social media pretendono una dichiarazione di guerra contro le forze dietro l’attacco e la testa di coloro che non sono riusciti ad attivare il sistema antiaereo”.

A promettere una risposta è stato il ministro della Difesa Yoav Gallant. “L’anno 2024 è segnato dalla guerra: dobbiamo essere preparati per ogni scenario e ogni arena”, le parole di Gallant. “Il nostro establishment sta lavorando per rafforzare tutti i meccanismi di difesa e consegnerà alla giustizia chiunque danneggi lo Stato di Israele”.

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