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Bangladesh, la magistratura riduce ma non abolisce le quote sul pubblico impiego: continua la protesta degli studenti

(reuters)
I giudici hanno rivisto il controverso sistema sulle ambite assunzioni statali. La reintroduzione della misura ha portato a violenti scontri e alla morte di 151 persone. I manifestanti chiedono le dimissioni della premier Sheikh Hasina
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Il principale gruppo studentesco che ha lanciato le proteste in Bangladesh ha annunciato l'intenzione di continuare le manifestazioni per denunciare le quote di assunzione nel pubblico impiego, nonostante la revisione del sistema annunciato dalla Corte Suprema.

La decisione della magistratura

Domenica la magistratura del Bangladesh ha ridimensionato il controverso sistema delle quote di assunzione nel servizio civile, ma non lo ha abolito, dopo che la sua reintroduzione a giugno aveva scatenato scontri a livello nazionale che avevano causato 151 morti.

Quella che era iniziata come una protesta contro le quote di assunzione per i posti di lavoro governativi più ambiti che favorirebbero le persone vicine al governo, è sfociata questa settimana nel peggiore momento di tensione da quando la premier Sheikh Hasina si è insediata 15 anni fa.

La risposta degli studenti

“Non fermeremo le nostre manifestazioni finché il governo non prenderà una decisione che tenga conto delle nostre richieste”, ha dichiarato all'Afp un portavoce di Students Against Discrimination. Le manifestazioni, che si sono svolte quasi ogni giorno dall'inizio di luglio, erano iniziati contro la riforma delle regole per le assunzioni nel pubblico impiego. Ma con la reazione più dura della polizia, che sabato ha sparato nella capitale Dhaka, decine di migliaia di giovani chiedono ora la fine del mandato di Hasina.

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Nelle ultime ore i soldati stanno pattugliano diverse città del Paese dopo che la polizia antisommossa non è riuscita a ristabilire l'ordine. La Corte Suprema avrebbe dovuto pronunciarsi ad agosto sulla legalità del programma recentemente reintrodotto che riserva più della metà dei posti di lavoro pubblici a candidati selezionati, ma ha anticipato il verdetto con l'intensificarsi delle violenze tra studenti e forze dell'ordine.

Il sistema delle quote

Il tribunale ha stabilito che un'ordinanza emessa a giugno da un tribunale inferiore che reintroduceva il sistema di quote di assunzione nel settore pubblico era “illegale”, ha dichiarato all'Afp il procuratore generale del Bangladesh, A.M. Amin Uddin. Shah Monjurul Hoque, un avvocato coinvolto nel caso, ha spiegato sempre all'Afp che il tribunale ha anche chiesto agli studenti “di tornare in classe” dopo aver emesso il verdetto.

Nella sua sentenza, la Corte ha ridotto drasticamente il numero di posti di lavoro riservati dal 56% al 7% di tutti i posti. Il 5% di tutti i posti di lavoro pubblici è riservato ai figli dei “combattenti per la libertà” della guerra di liberazione del Bangladesh contro il Pakistan nel 1971, rispetto al 30% precedente. Inoltre, l'1% dei posti è riservato alle comunità tribali e l'1% alle persone con disabilità o che si riconoscono in un terzo sesso, secondo la legge del Bangladesh. Il restante 93% dei posti sarà assegnato in base al merito, ha stabilito la Corte.

Le richiesta di dimissioni del governo

La categoria dei “combattenti per la libertà”, in particolare, ha suscitato malcontento tra i giovani laureati, con i critici che sostengono che venga utilizzata per assegnare posti di lavoro pubblici ai fedelissimi della Lega Awami al governo. Hasina, il cui governo è accusato dai suoi oppositori di piegare il sistema giudiziario, aveva già lasciato intendere all'inizio della settimana che il tribunale si sarebbe pronunciato a favore delle richieste degli studenti.

La 76enne premier guida il Paese dal 2009 e ha vinto la sua quarta elezione consecutiva a gennaio in un voto che non ha visto una vera opposizione. “Non si tratta più dei diritti degli studenti”, ha dichiarato Hasibul Sheikh, 24 anni, imprenditore, durante una manifestazione tenutasi sabato nella capitale Dhaka nonostante il coprifuoco in tutto il Paese. La nostra richiesta si basa su un unico punto: le dimissioni del governo”.

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