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Trump in ascesa e repubblicani alla conquista del Senato. Ecco i sondaggi che hanno convinto i Dem a chiedere a Biden di rinunciare

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Il trend delle ultime rilevazioni ha mostrato che il tycoon è in testa in sette stati chiavi
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Quando Nancy Pelosi gli ha detto “Presidente, i sondaggi dicono che non puoi farcela”, lui ha risposto “quelli che ho io dicono che posso vincere”. Bene, aveva risposto l’ex Speaker del Congresso, chiamiamo il tuo consigliere e digli di mostrarmi i numeri. Il consigliere non ce li aveva, ma i sondaggi veri erano sotto gli occhi di tutti e sono stati confermati negli ultimi giorni, nel momento in cui la pressione dei Democratici su Biden è diventata più forte. In sette stati chiave Donald Trump è risultato in testa con vantaggi che oscillano tra il due e quasi il sette per cento: di 5,5 punti in Arizona, di 6 in Georgia, 6 in Michigan, 6,8 in North Carolina, 4,3 in Pennsylvania e 2,5 in Wisconsin.

Robert Shapiro, professore di scienze politiche alla Columbia University, ha detto a Newsweek che i sondaggi non escludevano con certezza una possibile vittoria di Biden, ma certo il vantaggio di Trump appariva “concreto e in crescita”. Guardando i numeri dei sette Stati esaminati dal si…

Quando Nancy Pelosi gli ha detto “Presidente, i sondaggi dicono che non puoi farcela”, lui ha risposto “quelli che ho io dicono che posso vincere”. Bene, aveva risposto l’ex Speaker del Congresso, chiamiamo il tuo consigliere e digli di mostrarmi i numeri. Il consigliere non ce li aveva, ma i sondaggi veri erano sotto gli occhi di tutti e sono stati confermati negli ultimi giorni, nel momento in cui la pressione dei Democratici su Biden è diventata più forte. In sette stati chiave Donald Trump è risultato in testa con vantaggi che oscillano tra il due e quasi il sette per cento: di 5,5 punti in Arizona, di 6 in Georgia, 6 in Michigan, 6,8 in North Carolina, 4,3 in Pennsylvania e 2,5 in Wisconsin.

Robert Shapiro, professore di scienze politiche alla Columbia University, ha detto a Newsweek che i sondaggi non escludevano con certezza una possibile vittoria di Biden, ma certo il vantaggio di Trump appariva “concreto e in crescita”. Guardando i numeri dei sette Stati esaminati dal sito di sondaggi più seguito d’America, FiveThirtyEight (538 è il numero dei Grandi elettori che eleggono il presidente), in nessuno il tycoon aveva più del 50 per cento. “Penso - aveva spiegato Shapiro - che se Trump cominciasse ad arrivare a quella quota allora il dato sarebbe più persuasivo”. Il sondaggio che la campagna di Biden non ha mai mostrato è quella lanciata con i donatori nell’ultima settimana, subito dopo l’attentato a Trump in Pennsylvania. Sotto lo slogan “Stop Maga”, cioè ferma il movimento trumpiano antigovernativo di Make America Great Again, la campagna ha cominciato prima a chiedere ai donatori cosa pensassero della candidatura da presidente della vice Kamala Harris, poi, tre giorni dopo, sono passati al grido d’allarme (“ti preghiamo, le donazioni stanno crollando”) e infine ha lanciato la domanda definitiva: “Biden sta considerando di lasciare, chi pensi che dovrebbe correre da presidente?”.

Nel sondaggio flash lanciato, via sms, ai donatori sono stati inseriti i nomi circolati nelle ultime tre settimane: oltre ad Harris, i governatori della California (Gavin Newsom), del Michigan (Gretchen Whitmer), dell’Illinois (J. B. Pritzker) e della Pennsylvania (Joe Shapiro). Come sesto nome: Michelle Obama. Il risultato del sondaggio a cui si partecipava in pochi secondi non è stato comunicato ufficialmente. Ma i numeri sono circolati lo stesso, anche se provenienti da altri rilevamenti. Secondo YouGov, che ha pubblicato i dati giovedì, Biden avrebbe perso con Trump di due punti, 41 a 43, mentre Harris farebbe anche peggio: 39 a 44. Un sondaggio di Reuters/Ipsos, pubblicato martedì, dopo l’attentato a Trump, ha trovato Biden e il tycoon virtualmente alla pari. Secondo la società di rilevamenti democratica Bendixen & Amandi, Harris batterebbe l’ex presidente 42 a 41, mentre Biden, Whitmer e Newsom starebbero dietro.

I dati oscillano, ma il trend è apparso chiaro ai vertici Democratici: Trump è in costante ascesa e la sua potenziale vittoria può trascinare i Repubblicani a fare cappotto, conquistando anche il Senato, dopo aver già preso la Camera. Al momento, in queste ore di grande sbandamento, considerata quasi persa la corsa alla Casa Bianca, i Democratici puntano a frenare l’avanzata della destra a Capitol Hill.

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