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Kamala Harris: “Eredità di Biden senza pari”. E Hollywood impazzisce per la “ragazzaccia”

La vicepresidente è subito record: 81 milioni in un giorno. La popstar Charli XCX la definisce “brat” e la incorona candidata dei giovani
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new york — L’onore delle armi. È quello dedicato da Kamala Harris all’ormai ex compagno di corsa Joe Biden: che, sconfitto dalle pressioni dei colleghi di partito, domenica ha annunciato l’uscita di gara aprendo la porta alla sua candidatura.

La vicepresidente ha pronunciato il suo primo discorso pubblico post ritiro nel corso di un evento sportivo già organizzato da tempo nel South Lawn della Casa Bianca, per celebrare i giovani campioni della National Collegiate Athletic Association.

Radiosa in abito blù, Harris non ha fatto nessun accenno alla sfida di cui presto potrebbe essere protagonista, limitandosi a lodare l’anziano leader: «L’eredità e i successi di Biden in questi tre anni e mezzo non hanno pari nella Storia moderna: in un solo mandato ha superato i risultati di molti presidenti che hanno servito per due mandati» ha detto.

new york — L’onore delle armi. È quello dedicato da Kamala Harris all’ormai ex compagno di corsa Joe Biden: che, sconfitto dalle pressioni dei colleghi di partito, domenica ha annunciato l’uscita di gara aprendo la porta alla sua candidatura.

La vicepresidente ha pronunciato il suo primo discorso pubblico post ritiro nel corso di un evento sportivo già organizzato da tempo nel South Lawn della Casa Bianca, per celebrare i giovani campioni della National Collegiate Athletic Association.

Radiosa in abito blù, Harris non ha fatto nessun accenno alla sfida di cui presto potrebbe essere protagonista, limitandosi a lodare l’anziano leader: «L’eredità e i successi di Biden in questi tre anni e mezzo non hanno pari nella Storia moderna: in un solo mandato ha superato i risultati di molti presidenti che hanno servito per due mandati» ha detto.

Elencando poi le qualità dell’uomo: «Standogli accanto ho avuto occasione di osservare ogni giorno la sua onestà, la sua integrità, la sua fede, l’impegno per la famiglia, il cuore grande e il profondo amore per il nostro Paese. Joe si batte ogni giorno per gli americani e noi gli siamo profondamente grati per il suo servizio alla nazione». Ricordando anche la figura di Beau, il figlio maggiore di Biden ucciso da un tumore al cervello, particolarmente caro al presidente: «Eravamo amici, abbiamo lavorato insieme come procuratori. Fu lui a parlarmi per la prima volta di quanto fosse straordinario suo padre».

Certo, la strada, per lei ora è in salita. O almeno così suggerisce la media dei sondaggi disponibili, tutti però realizzati almeno una settimana fa, dopo lo choc dell’attentato a Donald Trump e nel pieno dello psicodramma di casa dem. In questi, le sue percentuali sono solo leggermente migliori di quelle di Biden: gradita al 38 per cento degli americani rispetto al 36 del boss e al 41 del tycoon.

Più promettenti quelli della corsa alla Casa Bianca, dove è indietro di “soli” due punti rispetto al repubblicano, 46 a 48. Ma intanto il New York Times già scrive che potrebbe ottenere risultati migliori di Biden negli stati a rischio. Tanto più ora che già molti governatori di quelle aree le stanno dando il loro sostegno, da Gretchen Whitmer nel Michigan (prontamente chiamata al ruolo di co-presidente della nuova campagna) a John Shapiro in Pennsylvania, uno dei papabili al ruolo di numero due. Il partito, insomma, si sta unificando intorno a lei. Già oltre cinquecento delegati, precedentemente impegnati a votare Biden, le hanno dichiarato sostegno. E se Bill e Hillary Clinton sono stati i primi big a darle il loro endorsement, nella giornata di ieri è arrivato pure quello, cruciale, di Nancy Pelosi. L’ex speaker della Camera ancora molto influente, il cui ruolo è stato determinante nel convincere Biden a mollare, sembrava indirizzata verso mini-primarie. Invece ha scritto chiaro in una nota: «È con immenso orgoglio e ottimismo che appoggio Harris per la presidenza».

Di sicuro, il passo indietro di Biden ha galvanizzato la base: migliaia di piccoli donatori domenica hanno aperto il portafogli, e inondato di fondi la piattaforma ActBlue, che in poche ore ha ricevuto ben 81 milioni di dollari, il più alto importo in una sola giornata di questa gara 2024. Mentre il SuperPac – comitato d’azione politica, cioè - Future Forward ha ricevuto impegni di finanziamento per 150 milioni in 24 ore da prominenti donatori.

I primi miliardari a dirsi pronti a sostenerla economicamente sono stati George e Alex Soros, che storicamente scommettono sui dem decine di milioni di dollari: «Lunga vita al sogno americano, è tempo di unirci intorno a Kamala e battere Trump» ha scritto Alex su X. Ma anche Abigail Disney, erede dell’impero di Topolino, si è detta pronta a fare la sua parte. E il produttore di Hollywood Jamie Patricof (The Accountant, Blue Valentine) già annuncia fundraising nella sua villa di Los Angeles. Sì, perché fra i sostenitori più eccitati ci sono proprio le star di Hollywood: da George Clooney a Robert DeNiro, dallo sceneggiatore Aaron Sorkin (che solo poche ore prima aveva suggerito in un editoriale sul Nyt di candidare il repubblicano moderato Mitt Romney pur di vincere le elezioni. Salvo poi scrivere: «Ritiro tutto. Viva Harris») alla cantante Barbra Streisand, il plauso è enorme.

Ma l’endorsement che può davvero farla volare, è quello arrivato dalla popstar Charli XCX. Le è bastato scrivere su X “Kamala is Brat” – un post che ha ottenuto 10 milioni di visualizzazioni – per incoronarla regina dei giovani, accostandola al titolo del suo album del momento. Brat , si sa, in gergo significa ragazzaccia e ad Harris dev’esesre molto piaciuto. Madame Vicepresident, infatti, non ha perso tempo e ha sostituito il banner del suo account ufficiale con quello verde acido dell’album di Charli XCX.

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