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Macron: “Non nominerò un premier prima della fine delle Olimpiadi”. E la sinistra propone l’attivista Lucie Castets

(afp)

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Il presidente francese concede in tv la prima intervista dopo il voto e chiarisce che non intende dimettersi né sciogliere di nuovo l’Assemblea. "La questione non è il nome espresso da un gruppo politico ma la maggioranza"
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PARIGI – Alla fine è fumata bianca. Dal conclave del Nouveau Front Populaire (Nfp), dopo rotture, veti e stallo, esce un nome per un primo ministro. Anzi, una premier: è Lucie Castets, 37 anni, attivista e specialista di lotta contro lotta fiscale, che ha lavorato al comune di Parigi con la socialista Anne Hidalgo. I quattro partiti del Nfp (socialisti, France Insoumise, ecologisti e comunisti) hanno pubblicato un comunicato per annunciare l'intesa poco prima che Emmanuel Macron concedesse in tv la sua prima intervista dopo il voto.

Una mossa per mettere in difficoltà il capo di Stato che sperava in una «tregua olimpica» applicata alla politica nazionale almeno per la durata dei Giochi. Macron aveva già det…

PARIGI – Alla fine è fumata bianca. Dal conclave del Nouveau Front Populaire (Nfp), dopo rotture, veti e stallo, esce un nome per un primo ministro. Anzi, una premier: è Lucie Castets, 37 anni, attivista e specialista di lotta contro lotta fiscale, che ha lavorato al comune di Parigi con la socialista Anne Hidalgo. I quattro partiti del Nfp (socialisti, France Insoumise, ecologisti e comunisti) hanno pubblicato un comunicato per annunciare l'intesa poco prima che Emmanuel Macron concedesse in tv la sua prima intervista dopo il voto.

Una mossa per mettere in difficoltà il capo di Stato che sperava in una «tregua olimpica» applicata alla politica nazionale almeno per la durata dei Giochi. Macron aveva già detto in una lettera ai francesi diffusa poco dopo il risultato che «non aveva vinto nessuno» in un'Assemblea che vede tre blocchi contrapposti. Ed è quello che ha ripetuto alla tv, chiudendo subito alla possibile nomina di Castets.

"La questione non è il nome espresso da un gruppo politico, la questione è quale maggioranza potrà emergere nell'Assemblea", ha spiegato il Presidente, sottolineando che già il candidato alla presidenza della Camera indicato dal Nfp non era riuscito a farsi eleggere. Il comunista André Chaissaigne è stato infatti battuto dalla macronista Yaël Braun-Pivet riconfermata all'alto scranno grazie ai voti della destra dei Républicains. Macron annuncia quindi che l'attuale governo Attal resterà in carica per gli affari correnti. «Almeno per la durata dei Giochi», spiega parlando dalla terrazza in alto del Trocadéro dove domenica arriverà la parata navale sulla Senna.

«Sono garante del voto e della stabilità» aggiunge. Macron invita i partiti a «essere all'altezza della situazione» davanti a quella che assomiglia a un'impasse istituzionale. «Dobbiamo fare qualcosa che tutte le democrazie fanno» dice a proposito della necessità di trovare una coalizione di larghe intese. «Non è nella tradizione della Francia, ma credo sia quello che vogliono i francesi» insiste il capo di Stato, sottolineando che «fare compromessi non è una parolaccia». Nonostante la pressione politica sull'Eliseo continuerà a salire nelle prossime settimane, Macron poi precisa che non ha nessuna intenzione di dimettersi, né pensa di sciogliere di nuovo l'Assemblea tra un anno, quando sarà di nuovo possibile secondo la Costituzione.

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