NEW YORK — Fino a domenica mattina i repubblicani sentivano la vittoria in tasca. Da domenica pomeriggio un po’ meno. Si è dissolto il feticcio del “rimbambito”, del candidato più vecchio della campagna Joe Biden, quello delle gaffe, le amnesie, il passo lento e incerto, per fare posto a una donna più giovane di oltre vent’anni. Il presidente ha 81 anni, Kamala Harris 59.
Il fattore genere non è marginale quando c’è di mezzo Donald Turmp. La discesa in campo di Harris ha generato inquietudine nel circolo trumpiano e va oltre i sondaggi per ora positivi che premiano il tycoon: i numeri lo danno in vantaggio negli Stati chiave, Harris non ha il carisma e l’esperienza di Biden, viene da tre anni di anonimato, ma è una donna, come Hillary Clinton nel 2016, e questo ha un peso.
Gli “scontri” con le donne
Finora il tycoon ha avuto tutti gli uomini proni, mentre dalle donne ha ottenuto solo guai. La scrittrice Jean Carroll, che lo aveva accusato di aver abusato di lei negli anni ’90, …
NEW YORK — Fino a domenica mattina i repubblicani sentivano la vittoria in tasca. Da domenica pomeriggio un po’ meno. Si è dissolto il feticcio del “rimbambito”, del candidato più vecchio della campagna Joe Biden, quello delle gaffe, le amnesie, il passo lento e incerto, per fare posto a una donna più giovane di oltre vent’anni. Il presidente ha 81 anni, Kamala Harris 59.
Il fattore genere non è marginale quando c’è di mezzo Donald Turmp. La discesa in campo di Harris ha generato inquietudine nel circolo trumpiano e va oltre i sondaggi per ora positivi che premiano il tycoon: i numeri lo danno in vantaggio negli Stati chiave, Harris non ha il carisma e l’esperienza di Biden, viene da tre anni di anonimato, ma è una donna, come Hillary Clinton nel 2016, e questo ha un peso.
Gli “scontri” con le donne
Finora il tycoon ha avuto tutti gli uomini proni, mentre dalle donne ha ottenuto solo guai. La scrittrice Jean Carroll, che lo aveva accusato di aver abusato di lei negli anni ’90, ha vinto due cause in tribunale per diffamazione e ottenuto un risarcimento di oltre 80 milioni di dollari. La pornostar Stormy Daniels e l’ex coniglietta di Playboy Karen McDougal lo hanno inchiodato nel processo in cui è stato condannato per aver tentato di nascondere uno scandalo sessuale. La procuratrice generale di New York Letitia James lo ha fatto condannare a più di 350 milioni di dollari per frode finanziaria. Un’altra, Fani Willis, lo ha incriminato in Georgia per aver tentato di sovvertire il risultato delle presidenziali del 2020.
Poi ci sarebbe Melania Trump. Quando giovedì è salita sul palco ad abbracciare il marito dopo il discorso di investitura alla convention Repubblicana, lui, quasi sorpreso dal vederla vicina e sorridente dopo mesi di gelo, ha provato a darle un bacio sulle labbra, ma lei ha scansato il viso, porgendogli la guancia.
La giudice che lo ha condannato
Con Harris sarà la sfida tra la giudice e il condannato, tra l’ennesima donna e il tycoon. Lui punterà a delegittimarla, condurrà contro di lei una campagna di insulti come fece con Hillary. La accuserà di aver nascosto il declino mentale di Biden. Ma forse non li vedremo mai nello stesso posto alla stessa ora. L’unica possibilità sarebbe il 10 settembre, giorno in cui è in programma l’ultimo duello televisivo, a meno di due mesi dal voto. «Il mio dibattito con il corrotto Biden - ha scritto Trump su Truth - il peggior presidente della storia, è stato programmato alla Abc delle fake news. Ora che Joe, senza sorpresa, ha abbandonato la corsa, penso che il dibattito, con qualsiasi radicale di sinistra verrà scelto, si debba svolgere sulla Fox». Se non sarà accontentato, il tycoon potrebbe cancellare la sua partecipazione.
La sfida
Trump sostiene che battere Harris sarà più facile rispetto a Biden, ma sa anche che sarà più difficile farlo davanti a milioni di americani, rispetto al duello di fine giugno con il presidente. Ieri per Trump il risveglio è stato ancora più amaro. «Era tutto preparato», ha commentato, guardando in tv le immagini di una raggiante Harris parlare dal South Lawn della Casa Bianca, circondata dagli atleti universitari campioni Ncaa. In prima fila molte donne. Giovani, bianche, nere, sorridenti. E al centro lei, la potenziale avversaria nella corsa alla Casa Bianca. Era un appuntamento in agenda da settimane ma coinciso con il primo intervento pubblico di Harris lanciata verso la nomination. Se il presidente non avesse preso il Covid ci sarebbe stato lui. Ma questa ipotesi non vale per Trump e il suo cerchio magico. “Credete davvero che Biden abbia preso il Covid?”», aveva chiesto domenica il tycoon su Truth.
Gli 81 milioni di dollari donati alla campagna di Harris nelle ultime ventiquattr’ore gli hanno fatto passare l’ultimo sorriso, anche perché di fatto la convention repubblicana è stata impostate per demolire un avversario evaporato tre giorni dopo. «Abbiamo speso tutti questi soldi per attaccare uno che si è ritirato - ha ammesso sconsolato Trump - adesso dobbiamo ricominciare tutto da zero»”. E, per giunta, contro una donna.