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Chi è Lucie Castets, l’economista 37enne che la sinistra francese vorrebbe come premier

(afp)

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Dopo settimane di trattative e tensioni il Fronte della gauche propone a sorpresa la direttrice del Bilancio al comune di Parigi. Macron: “Non è una questione di nomi, ma di quale maggioranza”
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PARIGI – «Mi sento pronta, aspetto di avere l'incarico da Emmanuel Macron». Lucie Castets, 37 anni, attivista e oggi direttrice del Bilancio al comune di Parigi, è da qualche ora la candidata a primo ministro del Nuovo Fronte Popolare. La coalizione della gauche (partito socialista, France Insoumise, ecologisti e comunisti) è riuscita a mettersi d'accordo dopo quasi tre settimane di veti incrociati. E il nome di Castets è una sorpresa.

Sconosciuta ai più, si è diplomata a Sciences Po, alla London School of Economics e ha fatto l'Ena, la scuola dell'élite francese che ha sfornato tanti premier e presidenti, tra cui lo stesso Macron. Nata in Normandia, a Caen, per un breve periodo affiliata al par…

PARIGI – «Mi sento pronta, aspetto di avere l'incarico da Emmanuel Macron». Lucie Castets, 37 anni, attivista e oggi direttrice del Bilancio al comune di Parigi, è da qualche ora la candidata a primo ministro del Nuovo Fronte Popolare. La coalizione della gauche (partito socialista, France Insoumise, ecologisti e comunisti) è riuscita a mettersi d'accordo dopo quasi tre settimane di veti incrociati. E il nome di Castets è una sorpresa.

Sconosciuta ai più, si è diplomata a Sciences Po, alla London School of Economics e ha fatto l'Ena, la scuola dell'élite francese che ha sfornato tanti premier e presidenti, tra cui lo stesso Macron. Nata in Normandia, a Caen, per un breve periodo affiliata al partito socialista anche se ora non è tesserata di nessuno partito, la nuova candidata premier della sinistra francese è esperta nella lotta contro l'evasione fiscale, ha lavorato al ministero dell'Economia e a Tracfin, l'unità di intelligence finanziaria di Bercy, che combatte il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo.

«Ho accettato con umiltà e convinzione», ha spiegato Castets, intervistata dalla radio France Inter. Macron ha già annunciato di non essere intenzionato a darle l'incarico. «Non è una questione di nomi, ma di quale maggioranza», ha spiegato il capo dello Stato, sottolineando che il Fronte Popolare ha quasi cento deputati in meno della maggioranza assoluta all'Assemblea. «È una negazione della democrazia, il risultato del voto è chiaro», ha commentato Castets, ricordando che il Nfp è comunque arrivato in testa alle legislative del 7 luglio. Castets ha già escluso alleanze con il blocco centrale. “Una coalizione con il campo presidenziale è impossibile a causa dei nostri profondi disaccordi”. “Il nostro punto di partenza – ha proseguito - è il programma del Nuovo Fronte Popolare». Tra le prime priorità che ha elencato c'è l'abrogazione della riforma delle pensioni.

Macron sta cercando di imporre una tregua olimpica: nessuna decisione su nuovo governo, ha spiegato, sarà presa fino alla fine dei Giochi, quindi metà agosto. Ma la gauche insorge e minaccia “una lotta di potere” a poche ore dall'inaugurazione delle Olimpiadi. «Abbiamo a che fare con una specie di pazzo che si è trincerato all'Eliseo» attacca Manuel Bompard, coordinatore della France Insoumise. Per la leader degli ecologisti, Marine Tondelier, Macron ha reagito “come un bambino in preda al panico”.

Gli strateghi dell'Eliseo cominciano invece a riflettere su un altro scenario dopo che l'alleanza stretta tra il blocco di centro e La Droite républicaine ha fatto rieleggere Yaël Braun-Pivet alla presidenza dell’Assemblea. Potrebbe costituire un “embrione” di coalizione per un futuro governo o comunque è la dimostrazione che il baricentro politico tra tra il centro e il centro-destra. “Oggi il Nuovo Fronte Popolare ha 198 voti. Chi ci dice che domani non ci sarà un'altra maggioranza con 230-240 voti? Prendiamoci del tempo” spiega François Patriat, leader dei senatori macronisti e molto vicino al capo dello Stato.

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