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Minoranze, giovani e donne, Harris avanti tra gli indecisi: è la chiave per battere Trump

(afp)

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L’analisi. La dem prepara l’offensiva negli stati chiave del “Blue Wall” e del “Sun Belt”. Il 30 luglio il termine per sfidarla alle primarie: l’esito ai primi di agosto
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NEW YORK — Il sentiero per portare Kamala Harris alla Casa Bianca è stretto, però esiste. Si basa sul fatto che lei è più popolare di Donald Trump tra i gruppi di elettori che compongono il 7% di indecisi ancora rimasti, nei sei o sette stati che determineranno il prossimo inquilino della Casa Bianca. Così almeno crede Jen O’Malley Dillon, manager della campagna presidenziale di Biden ereditata ora dalla vice, secondo un documento inviato ai giornalisti per spiegare la strategia

Ieri il Partito democratico ha definito le regole per la successione, che confermano come la partita sia chiusa. Chi vuole candidarsi deve farlo entro il 30 luglio, dimostrando di avere l’appoggio di almeno 300 delegati da diversi stati alla Convention di Chicago in programma a metà agosto. Il primo agosto si terrà il voto digitale per la nomina. Siccome al momento nessuno dei potenziali sfidanti più credibili si è fatto avanti, la scelta di Harris è scontata, suggellata dal discorso di Biden alla nazione…

NEW YORK — Il sentiero per portare Kamala Harris alla Casa Bianca è stretto, però esiste. Si basa sul fatto che lei è più popolare di Donald Trump tra i gruppi di elettori che compongono il 7% di indecisi ancora rimasti, nei sei o sette stati che determineranno il prossimo inquilino della Casa Bianca. Così almeno crede Jen O’Malley Dillon, manager della campagna presidenziale di Biden ereditata ora dalla vice, secondo un documento inviato ai giornalisti per spiegare la strategia

Ieri il Partito democratico ha definito le regole per la successione, che confermano come la partita sia chiusa. Chi vuole candidarsi deve farlo entro il 30 luglio, dimostrando di avere l’appoggio di almeno 300 delegati da diversi stati alla Convention di Chicago in programma a metà agosto. Il primo agosto si terrà il voto digitale per la nomina. Siccome al momento nessuno dei potenziali sfidanti più credibili si è fatto avanti, la scelta di Harris è scontata, suggellata dal discorso di Biden alla nazione previsto ieri sera. Resta solo da scegliere il vice, dove sono in corsa i governatori Shapiro della Pennsylvania, Cooper della North Carolina, Beshear del Kentucky e Whitmer del Michigan se ci ripensasse, ma soprattutto il senatore Kelly dell’Arizona.

Quindi O’Malley Dillon ha elaborato il piano per vincere. Il punto generale di partenza è questo: «Trump è un criminale condannato, candidato per attuare la sua estremista e pericolosa agenda del Project 2025, che ridurrebbe diritti e libertà degli americani, danneggerebbe la classe media e minaccerebbe la democrazia».

Poi passa ai tre punti su cui poggia la campagna di Kamala: «Primo, Harris gode del sostegno della coalizione di elettori Biden-Harris che aveva ottenuto la vittoria nel 2020. Ha vantaggi significativi tra gruppi chiave della base democratica: neri, latini, asiatici, donne e giovani». Scendendo nei dettagli, «tra gli afro americani ha un indice di gradimento netto di +44, e 54 punti di vantaggio su Trump. Il 61% dei neri pensa che si preoccupi dei loro bisogni, contro il 20% dell’avversario. Harris è più popolare tra i latini indecisi e indipendenti. Il vantaggio netto fra le donne è di 21 punti, e 25 tra i giovani elettori. I primi sondaggi del Nevada mostrano che recupera con gli ispanici e va bene con i latini scettici nei confronti di Biden e Trump. Ha un indice di approvazione positivo tra gli asiatici. Il vantaggio netto fra le donne e tra i giovani. Un sondaggio condotto da Flytedesk ha rilevato che dopo il sostegno di Biden per Harris, l’83% degli studenti ha indicato che voterà a novembre».

Secondo, «la vicepresidente è ben posizionata per espandere il sostegno del 2020, attirando elettori che si sono spostati verso i democratici dopo quelle elezioni. In molti casi non hanno votato Biden-Harris nel 2020, ma i democratici nel 2022, quando il Partito repubblicano di Trump è diventato sempre più estremista. Sarà fondamentale mantenerli nel 2024. In particolare, Harris già detiene significativi vantaggi tra i principali gruppi demografici che si sono spostati verso i democratici dal 2020. È avanti di 19 punti rispetto a Trump fra i bianchi con istruzione universitaria, e 18 tra gli over 65».

Quanto ai temi, «gli elettori avevano identificato i diritti riproduttivi come questione fondamentale che influenzava il loro voto nella consultazione di medio termine del 2022. Questa tendenza continua nel 2024, dove il 76% indica l’aborto come questione importante. Il 57% dei giovani in età compresa tra i 18 e i 29 anni lo definisce tale, così come il 55% delle donne». Kamala attacca sulla legalità perché «questi elettori sono anche profondamente turbati dalla condanna penale di Trump. Il 32% degli indipendenti ha affermato che li ha resi meno propensi a sostenerlo, e per il 21% è un fattore importante. Come ex procuratrice, Harris è in una posizione unica per attaccarlo».

Terzo, «in un ambiente altamente polarizzato, il cambio nella corsa genera ulteriori elettori persuasibili su cui possiamo lavorare per ottenerne il sostegno. Circa il 7% rimane indeciso, e sono sproporzionatamente neri, latini e sotto i 30 anni. È più probabile che abbiano sostenuto Biden-Harris nel 2020 e hanno due volte più probabilità di essere democratici che repubblicani».

In conclusione, la manager analizza la mappa elettorale: «Continuiamo a concentrarci sugli stati “Blue Wall” di Michigan, Wisconsin e Pennsylvania, e su quelli della “Sun Belt” di North Carolina, Georgia, Arizona e Nevada, dove i vantaggi della vicepresidente con gli elettori giovani, neri e latini saranno importanti per allargare i nostri percorsi verso i 270 voti elettorali. Andremo all’offensiva in tutti questi stati, disponiamo delle risorse e le infrastrutture per farlo».

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