Protesta o fanatismo? Perché la pesante condanna di quattro ambientalisti in Inghilterra fa discutere
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA – È giusto condannare a cinque anni record di carcere ambientalisti che bloccano le strade nelle loro proteste per il clima, in un Paese dove i topi di appartamento in media prendono due anni e mezzo di carcere?
La pesantissima sentenza della settimana scorsa in Inghilterra nei confronti di quattro attivisti dei gruppi radicali Just Stop Oil ed Extinction Rebellion continua a far discutere. Tanto che ieri, mentre venivano bloccati diversi aeroporti in Europa da azioni di protesta degli stessi ambientalisti, anche il Financial Times ha dedicato alla questione il commento principale del giornale.
Una giornata con Extinction Rebellion: "Così siamo diventati attivisti"
Tutto inizia nel novembre 2022, quando alcuni attivisti di Just Stop Oil bloccano la M25, ossia l’autostrada circolare intorno a Londra, vitale per la viabilità della capitale britannica come il Grande …
LONDRA – È giusto condannare a cinque anni record di carcere ambientalisti che bloccano le strade nelle loro proteste per il clima, in un Paese dove i topi di appartamento in media prendono due anni e mezzo di carcere?
La pesantissima sentenza della settimana scorsa in Inghilterra nei confronti di quattro attivisti dei gruppi radicali Just Stop Oil ed Extinction Rebellion continua a far discutere. Tanto che ieri, mentre venivano bloccati diversi aeroporti in Europa da azioni di protesta degli stessi ambientalisti, anche il Financial Times ha dedicato alla questione il commento principale del giornale.
Una giornata con Extinction Rebellion: "Così siamo diventati attivisti"
Tutto inizia nel novembre 2022, quando alcuni attivisti di Just Stop Oil bloccano la M25, ossia l’autostrada circolare intorno a Londra, vitale per la viabilità della capitale britannica come il Grande Raccordo Anulare lo è per Roma. La protesta, come è stato evidenziato nel processo delle ultime settimane, è durata giorni e i disagi sono stati immensi: 51mila ore di ritardo per i guidatori, costi economici per 765mila sterline (oltre 850mila euro), spese per la sicurezza salite di 1,1 milioni, bambini disabili bloccati per ore e ore nel traffico, pazienti malati di cancro che sono stati costretti a rinviare i loro appuntamenti in ospedale e così via.
Gli ideatori della protesta massiccia sono Roger Hallam, 58 anni, cofondatore dei gruppi radicali ambientalisti Extinction Rebellion e Just Stop Oil che intervistammo qui qualche tempo fa, Daniel Shaw (38 anni), Louise Lancaster (58), Lucia Whittaker De Abreu (35) e Cressida Gethin (22). Prima di passare in azione, i cinque si coordinano durante una chiamata su Zoom in cui discutono i piani della protesta sulla M25 che coinvolge 45 attivisti in tutto. Ora Hallam è stato condannato a cinque anni di carcere, mentre gli altri a quattro anni. Sentenze record per questo tipo di reati nel Regno Unito.
Secondo i giudici della Southwark Crown Court, proprio durante quella conversazione su Zoom “la protesta di attivisti preoccupati è tracimata in fanatismo”. Per la sentenza, dunque, la causa ambientalista è stata scavalcata dalle azioni di Hallam e compagni che non hanno rispettato i limiti di una manifestazione pacifica, bensì si è pensato solamente a creare il disagio più gigantesco possibile, mettendo in secondo piano le motivazioni ideologiche.
La condanna ha scatenato polemiche. Persino "l’inviato dell’Onu per i difensori dell’ambiente” Michel Forst ha criticato la severità delle leggi sulle proteste nel Regno Unito, di recente inasprite dal governo di Rishi Sunak, legislazione che ha innescato ulteriore controversia: “Questo è un giorno nero per la libertà di manifestare in nome dell’ambiente”, ha commentato Forst lo scorso weekend, “si tratta di diritti fondamentali e questa decisione dei giudici inglesi segna un precedente pericoloso”.
Decisamente critiche anche altre associazioni ambientaliste: “Cinque anni di carcere per tentato omicidio? Possesso di armi illegali? Rapina a mano armata? No! La loro colpa è stata una protesta pacifica”, protesta il fondatore di Ecotricity, Dale Vince. Un altro paradosso è che una sentenza così dura arriva in un momento in cui le prigioni britanniche sono stracolme e il nuovo primo ministro Sir Keir Starmer molto probabilmente sarà costretto a dover liberare migliaia di detenuti per l’emergenza carceraria nel Regno.
Del resto, la disobbedienza civile e le proteste più celebri e clamorose, come la Storia ci insegna, non hanno spesso creato disagi, accuse e polemiche? Non è d’accordo Robert Shirmsley, uno dei principali opinionisti del Financial Times: “Anche io inizialmente sono rimasto scioccato dalle sentenze contro Hallam e gli altri ambientalisti. Ma questi attivisti erano già stati condannati in passato. Hallam voleva bloccare l’aeroporto di Heathrow con alcuni droni. La loro azione sulla autostrada M25 è stata un chiaro atto di sabotaggio economico e sociale. La libertà di protestare non è assoluta. Pensate che cosa succederebbe se la destra radicale facesse le stesse proteste “contro l’emergenza immigrazione””.