NEW YORK — La fuga di El Mayo, ultimo Signore della droga di Sinaloa, è finita negli Stati Uniti, a venti chilometri dal confine messicano. Quando gli agenti dell’Fbi e della Dea lo hanno catturato, con lui c’era il figlio del Chapo, lo storico capo del cartello della droga arrestato nel 2016, estradato negli Usa, condannato all’ergastolo e rinchiuso nel super carcere di Florence, Colorado.
Attorno all’arresto di Ismael Zambada Garcia detto El Mayo, 76 anni, primula rossa del cartello, ci sono informazioni poco chiare, forse perché dietro potrebbe esserci il tradimento di un insospettabile: proprio El Chapo, Joaquín Guzmán Loera, che negli anni ‘80 fondò con lui uno dei cartelli della droga più spietati al mondo, quello che ha inondato gli Stati Uniti di fenta…
NEW YORK — La fuga di El Mayo, ultimo Signore della droga di Sinaloa, è finita negli Stati Uniti, a venti chilometri dal confine messicano. Quando gli agenti dell’Fbi e della Dea lo hanno catturato, con lui c’era il figlio del Chapo, lo storico capo del cartello della droga arrestato nel 2016, estradato negli Usa, condannato all’ergastolo e rinchiuso nel super carcere di Florence, Colorado.
Attorno all’arresto di Ismael Zambada Garcia detto El Mayo, 76 anni, primula rossa del cartello, ci sono informazioni poco chiare, forse perché dietro potrebbe esserci il tradimento di un insospettabile: proprio El Chapo, Joaquín Guzmán Loera, che negli anni ‘80 fondò con lui uno dei cartelli della droga più spietati al mondo, quello che ha inondato gli Stati Uniti di fentanyl, lo psicofarmaco causa di circa centomila morti all’anno. O una dei suoi figli. Fonti anonime dell’Fbi hanno detto che Zambada Garcia era salito su un jet privato, un moderno Cessna, convinto dal figlio del Chapo, Joaquin Guzmán, 35 anni, stesso nome del padre, a visitare alcune proprietà in Messico. Quando l’aereo è atterrato, pare che El Mayo non sapesse di essere negli Stati Uniti: era a due passi da El Paso, all’aeroporto Dona Ana County di Santa Teresa, New Mexico, venti minuti di macchina dal confine messicano. Molto strano per uno considerato il più prudente del cartello. Intanto si è dichiarato “non colpevole”. Lui e il figlio del Chapo resteranno in carcere senza cauzione. Anche sulle modalità dell’arresto ci sono più versioni. Secondo una, gli agenti della Dea lo hanno catturato appena sceso dall’aereo. Secondo un’altra, El Mayo è stato portato in auto a El Paso, dove è stato arrestato.
In altri tempi il governo messicano si sarebbe vantato dell’operazione, stavolta ha detto di non sapere niente ed è apparso irritato. Il presidente Andrés Manuel Lopez Obrador ha chiesto un “rapporto completo” a Washington. La ministra della sicurezza, Rosa Icela Rodriguez, ha spiegato di «essere rimasta sorpresa come tutti» e di essere stata avvertita solo con una telefonata fatta dal governo Usa all’ambasciata. L’aereo, ha aggiunto, era partito da Hermosillo con a bordo solo un cittadino americano. Negli Stati Uniti il jet è arrivato con tre persone in più: El Mayo, il giovane Guzman (su cui da anni la famiglia del Chapo faceva pressioni perché si arrendesse) e un quarto passeggero rimasto anonimo. L’Attorney general Merrick Garland ha confermato l’arresto e dichiarato che i due saranno incriminati per numerosi reati, tra cui «aver prodotto e trafficato il fentanyl».
Zambada Garcia e il figlio del Chapo erano considerati tra i trafficanti di droga più ricercati al mondo. Il dipartimento di Stato aveva messo una taglia da 15 milioni. Se qualcuno ha incassato quella cifra, non lo sapremo mai, ma la parabola del Mayo si chiude nel modo più inatteso: ex agricoltore passato dal piccolo spaccio di marijuana alla cocaina, era rimasto quello di sempre, capelli corvini, baffi, camicie a righe e cappello da “campesino”, anche se girava su una Porsche. Nonostante fosse malato e fiaccato dal diabete El Mayo era riuscito a scappare all’arresto più volte, grazie alla rete di poliziotti e politici corrotti di cui disponeva. Gli Stati Uniti lo avevano incriminato cinque volte.
Per il presidente Joe Biden, accusato dai Repubblicani di non aver fermato il traffico di fentanyl, è una vittoria. Ma aver decapitato il cartello non cambierà le cose per gli americani. Adesso il mercato è in mano al cartello della “nuova generazione” di Jalisco, considerato uno dei più grandi produttori e trafficanti di oppioidi al mondo.