✕

I sondaggi spingono in avanti Harris: la sfida con Trump è testa a testa

(afp)

Ascolta l'audio

Il Wall Street Journal la dà a soli due punti dall’avversario: e contando i candidati minori come Kennedy è addirittura in vantaggio
2 minuti di lettura

NEW YORK — A una settimana dal ritiro di Joe Biden dalla corsa per la Casa Bianca, la neocandidata dem Kamala Harris e il frontrunner repubblicano Donald Trump sono testa a testa nei sondaggi. Lo dice un rilevamento del Wall Street Journal condotto su 1.000 elettori fra il 23 e 25 luglio, subito dopo l’annuncio. L’entusiasmo che ha rapidamente contagiato l’elettorato liberal - soprattutto giovani, donne e minoranze - sta contribuendo alla rimonta della vicepresidente, colmando la distanza dall’avversario: al momento lui è in vantaggio col 49 per cento, lei lo insegue da vicino col 47. Una forchetta percentuale che rientra in un margine di errore attestato sui 3 punti. Un bel salto: a inizio luglio, dopo il disastroso dibattito che aveva esposto la fragilità di Joe Biden, il repubblicano aveva distanziato il rivale di 6 punti.

Non basta: nelle misurazioni statistiche che prendono in considerazione una gara più ampia – ovvero gli altri nomi sulla scheda elettorale – se prima “Old J…

NEW YORK — A una settimana dal ritiro di Joe Biden dalla corsa per la Casa Bianca, la neocandidata dem Kamala Harris e il frontrunner repubblicano Donald Trump sono testa a testa nei sondaggi. Lo dice un rilevamento del Wall Street Journal condotto su 1.000 elettori fra il 23 e 25 luglio, subito dopo l’annuncio. L’entusiasmo che ha rapidamente contagiato l’elettorato liberal - soprattutto giovani, donne e minoranze - sta contribuendo alla rimonta della vicepresidente, colmando la distanza dall’avversario: al momento lui è in vantaggio col 49 per cento, lei lo insegue da vicino col 47. Una forchetta percentuale che rientra in un margine di errore attestato sui 3 punti. Un bel salto: a inizio luglio, dopo il disastroso dibattito che aveva esposto la fragilità di Joe Biden, il repubblicano aveva distanziato il rivale di 6 punti.

Non basta: nelle misurazioni statistiche che prendono in considerazione una gara più ampia – ovvero gli altri nomi sulla scheda elettorale – se prima “Old Joe” si confermava indietro di 6 punti, Harris, ora, è addirittura in vantaggio: al 45 per cento, inseguita da Trump col 44. A erodere voti, soprattutto a destra, è l’indipendente Robert Kennedy Jr., cui va il 4 per cento. Non a caso il figlio di Bob e nipote di John, assassinati entrambi, è molto corteggiato dal tycoon: che in alcuni colloqui privati gli ha già chiesto di fare un passo indietro e di dargli l’endorsement, in cambio di un ruolo nella sua amministrazione. Un’offerta finora declinata. Stando a questi dati, conquistare il voto del 5 per cento di indecisi è ancora più cruciale: destinati come sono a far la differenza.

Attenzione: Harris non sta vincendo. Ha però riaperto la sfida, mutando pure i pesi geografici. Ha infatti riacceso l’interesse dell’elettorato non bianco: gradita dal 63 per cento di questi, rispetto al 51 di Biden. Il mix di sostegno da parte di giovani, latini e afroamericani apre nuove possibilità in Stati già dati per persi: Arizona, Nevada, Carolina del Nord e pure quella Georgia che la settimana prossima sarà infatti la prima tappa del suo nuovo tour elettorale.

Tour che sta per riprendere anche per Trump, che - dopo il fallito attentato subito a Butler - ha annunciato l’intenzione di riprendere a fare comizi all’aperto. Tornando a Harris, di sicuro è riuscita nell’intento di riunificare il partito: gradita dal 92% di quei dem che nel 2020 avevano votato per Biden, mentre fino a un mese fa solo l’84% si diceva pronto a riconfermare il voto. Se i giochi sono aperti, va però ricordato che a luglio 2020, esattamente 4 anni fa, cioè, la distanza fra democratici e repubblicani era molto più netta: Biden sovrastava Trump di 9 punti: eppure vinse di misura e furono necessari numerosi riconteggi.

Leggi i commenti