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Rachida Dati: “Cerimonia olimpica formidabile. L’arte spesso tocca i limiti della sensibilità”

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La ministra della Cultura Rachida Dati risponde così alla polemica sul riferimento all’Ultima Cena nello show olimpico, vero o forse solo presunto come sostengono gli autori dello show olimpico che dicono di non aver mai voluto ispirarsi al dipinto leonardesco del Cristo con gli apostoli ma solo a una festa pagana degli dei nell’Olimpo.
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Parigi — «Spesso l’arte tocca i limiti della sensibilità delle persone». La ministra della Cultura Rachida Dati risponde così alla polemica sul riferimento all’Ultima Cena nello show olimpico, vero o forse solo presunto come sostengono gli autori dello show olimpico che dicono di non aver mai voluto ispirarsi al dipinto leonardesco del Cristo con gli apostoli ma solo a una festa pagana degli dei nell’Olimpo. «Difendo la libertà artistica», ribadisce Dati, schierata dalla parte degli artisti e della loro creatività in quel palcoscenico che è stata la Senna per qualche ora. Una scelta di campo anche se poi aggiunge: «La République è il rispetto delle credenze delle persone».

Già ministra durante la presidenza di Nicolas Sarkozy, è tornata al governo dal gennaio scorso, chiamata a sorpresa da Emmanuel Macron. Il capo di Stato è riuscito a sfilarla dal partito dei Républicains. Dati è tra le personalità di destra più popolari, già proiettata nella candidatura per diventare sindaca di Pa…

Parigi — «Spesso l’arte tocca i limiti della sensibilità delle persone». La ministra della Cultura Rachida Dati risponde così alla polemica sul riferimento all’Ultima Cena nello show olimpico, vero o forse solo presunto come sostengono gli autori dello show olimpico che dicono di non aver mai voluto ispirarsi al dipinto leonardesco del Cristo con gli apostoli ma solo a una festa pagana degli dei nell’Olimpo. «Difendo la libertà artistica», ribadisce Dati, schierata dalla parte degli artisti e della loro creatività in quel palcoscenico che è stata la Senna per qualche ora. Una scelta di campo anche se poi aggiunge: «La République è il rispetto delle credenze delle persone».

Già ministra durante la presidenza di Nicolas Sarkozy, è tornata al governo dal gennaio scorso, chiamata a sorpresa da Emmanuel Macron. Il capo di Stato è riuscito a sfilarla dal partito dei Républicains. Dati è tra le personalità di destra più popolari, già proiettata nella candidatura per diventare sindaca di Parigi tra due anni, sfidando la giunta di sinistra di Anne Hidalgo. In Francia, la destra non ha cavalcato la polemica di chi ha visto uno spettacolo “blasfemo”, mentre è stato a sorpresa Jean-Luc Mélenchon a sottoscrivere le critiche. Dati, ministra dimissionaria come tutto il governo di Gabriel Attal dopo il risultato delle elezioni politiche di tre settimane fa, è convinta che presto entrerà in azione la magia olimpica e le polemiche sulla cerimonia di inaugurazione saranno “superate” dall’entusiasmo per le gare sportive e per le medaglie.

Come ha vissuto la faraonica cerimonia di Parigi 2024?

«Formidabile, e sarebbe stata ancora più formidabile senza la pioggia. C’era gioia, la gioia degli atleti sui barconi. La gioia dei ballerini. E, come parigina e francese, sono stata orgogliosa e felice di aver ricevuto questo riconoscimento per il nostro Paese e per i servizi governativi che hanno lavorato per rendere sicura la cerimonia in modo che milioni di francesi potessero goderne. È stato un grande momento di cultura».

Che tipo di immagine della Francia è emersa e quale messaggio è stato inviato al mondo?

«Siamo un Paese con una lunga storia. È questo il messaggio. La cerimonia è iniziata a Saint-Denis, a due passi dalla necropoli dei Re che hanno fatto la Francia. Poi è stato celebrato il nostro Paese che con la Rivoluzione francese si è trovato all’avanguardia nella battaglia per la libertà e la democrazia. E lo è ancora. Siamo anche un popolo variegato, ma sappiamo unirci intorno all’essenziale. Come abbiamo appena dimostrato. I francesi hanno la passione per lo sport. Il messaggio principale è che siamo e restiamo una nazione piena di energie, e che ha ancora qualcosa da dire al mondo».

I suoi artisti o momenti preferiti?

«Céline Dion, ovviamente, e Alix Saint-Sauveur che canta la Marsigliese. Lady Gaga, che mi piace molto. E tutte le delegazioni e gli sportivi che hanno portato la fiaccola. È stato molto commovente».

Sulla performance della cantante franco-maliana Aya Nakamura, che l’estrema destra non voleva alla cerimonia?

«Come in ogni famiglia, siamo un Paese che ama le polemiche sui gusti musicali. Un giorno è Michel Sardou, il grande cantante pop francese, a essere contestato, il giorno dopo è Aya Nakamura. Non si può discutere sui gusti, bisogna viverli. Quando partecipo a spettacoli rap, c’è sempre qualcuno che mi fa obiezioni. E io rispondo sempre che non faccio classifiche tra culture. Qui avevamo la tradizione della Guardia Repubblicana che si esibiva contemporaneamente a una delle nostre cantanti più famose nel mondo. È stata un’esibizione ‘en même temps’ (al tempo stesso, riferimento allo slogan di Macron, ndr.) ».

Cosa risponde a chi denuncia un “insulto ai cristiani” per il banchetto con le drag queen interpretato come una parodia dell’Ultima Cena?

«La République è il rispetto delle credenze delle persone, e l’arte spesso tocca i limiti della sensibilità delle persone. Difendo la libertà artistica. Posso capire la reazione della Conferenza episcopale francese e il disagio di alcuni credenti. E anche io sono molto attenta al rispetto dei credenti. Abbiamo anche aperto i Giochi con una messa, alla quale ho partecipato. All’epoca del Mondiale di rugby, era l’estrema sinistra a pensare che lo spettacolo fosse troppo patriottico, ed era sbagliato. Tutte queste polemiche saranno superate dalle prestazioni dei campioni. Lo spettacolo sportivo e la passione per le gare mi sembrano la cosa più importante».

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