La mente degli attentati contro i Marines nel 1983: chi è Fuad Shukr, il consigliere militare di Nasrallah obiettivo del raid israeliano su Beirut
di Gabriella ColarussoPer gli americani che gli hanno piazzato una taglia da 5 milioni di dollari sulla testa, Fuad Shukr è l’uomo della strage di Beirut, il bombarolo di Hezbollah che insieme ad altri comandanti libanesi pianificò gli attentati del 23 ottobre 1983: cinque tonnellate di esplosivo nella caserma dei Marines che uccisero 241 militari americani, ferendone 128. Quale che sia dunque la sua sorte — ed Hezbollah nega che sia stato ucciso nell’attacco israeliano su Beirut Sud — sarà difficile per la Casa Bianca biasimare la scelta dall’alleato Netanyahu, nonostante l’amministrazione Biden abbia chiesto con insistenza agli israeliani di non colpire la capitale libanese rischiando così di innescare un conflitto a tutto campo.
Per Hezbollah, Shukr non è solo parte dell’album di famiglia, è emanazione diretta della leadership, consigliere militare senior di Hassan Nasrallah e nella triade di candidati alla successione proprio al “grande capo”, insieme a Talal Hamiyah e ad Hashem Safi Al-Din.
Nato …
Per gli americani che gli hanno piazzato una taglia da 5 milioni di dollari sulla testa, Fuad Shukr è l’uomo della strage di Beirut, il bombarolo di Hezbollah che insieme ad altri comandanti libanesi pianificò gli attentati del 23 ottobre 1983: cinque tonnellate di esplosivo nella caserma dei Marines che uccisero 241 militari americani, ferendone 128. Quale che sia dunque la sua sorte — ed Hezbollah nega che sia stato ucciso nell’attacco israeliano su Beirut Sud — sarà difficile per la Casa Bianca biasimare la scelta dall’alleato Netanyahu, nonostante l’amministrazione Biden abbia chiesto con insistenza agli israeliani di non colpire la capitale libanese rischiando così di innescare un conflitto a tutto campo.
Per Hezbollah, Shukr non è solo parte dell’album di famiglia, è emanazione diretta della leadership, consigliere militare senior di Hassan Nasrallah e nella triade di candidati alla successione proprio al “grande capo”, insieme a Talal Hamiyah e ad Hashem Safi Al-Din.
Nato nel 1962 nel governatorato della Beqaa, la valle che è la centrale operativa di Hezbollah — dove vengono assemblati e immagazzinati i missili di precisione sfruttando la vicinanza al confine con la Siria e la relativa lontananza dal confine con Israele — Shukr è la perfetta incarnazione della storia del gruppo. L’ha visto nascere, negli anni ‘80, al fianco di Imad Mughniyah, il comandante che fondò l’ala militare e fu ucciso nel 2008 da una operazione congiunta di Cia e Mossad a Damasco. Mughniyah è ancora oggi una leggenda per i seguaci del movimento: la casa dove era cresciuto a Beirut Sud — ad Haret Hreik, dove Hezbollah ha il suo quartier generale — si trova poco distante dalla palazzina che è stata sventrata da un drone israeliano ieri pomeriggio ed è una sorta di santuario per i miliziani. Shukr era cresciuto alla sua corte come Mustafa Badreddine, responsabile delle operazioni in Siria, anche lui ucciso dagli israeliani nel 2016 e di cui Shukr ha raccolto l’eredità gestendo miliziani e traffico d’armi e partecipando alla campagna militare di Assad contro la sua gente, nella guerra civile siriana che ha fatto oltre 500mila morti e trasformato il Paese in una succursale di Hezbollah e dell’Iran.
Gli israeliani hanno in mano lo schema del Consiglio della Jihad, una sorta di Stato maggiore di Hezbollah: al vertice c’è Nasrallah, che si coordina con Esmail Qaani, capo della forza Quds dei Pasdaran iraniani. Sotto, sette tra capi militari, della sicurezza e il capo del consiglio esecutivo Safi al Din. Shukr è nella terza cerchia, si parla anche di lui come possibile successore di Nasrallah: è un candidato meno forte di Hamiyah o di Safi Al-Din, ma certo è uno dei pochi ad avere a che fare direttamente con il leader, che vive nascosto e appare solo in video.