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Russia, sei detenuti politici trasferiti verso destinazioni sconosciute

(afp)
Il cofondatore di Memorial Orlov, l’oppositore Jashin, l’artista Skochilenko, l'adolescente Lik e le due ex collaboratrici di Navalny Chanysheva e Fadeeva sono stati prelevati dalle loro colonie penali. I legali lanciano l’allarme. Ma c’è chi spera in un mega-scambio di prigionieri
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MOSCA – Nel giro di 24 ore, ben sei prigionieri politici russi sono stati prelevati dai loro centri di custodia cautelare e dalle loro colonie penali e trasferiti senza preavviso verso destinazioni sconosciute: il cofondatore di Memorial Oleg Orlov, l’oppositore Ilja Jashin, l’artista Aleksandra Skochilenko, l'adolescente Kevin Lik e le ex collaboratrici di Aleksej Navalny Lilia Chanysheva e Ksenia Fadeeva. Non se ne conosce il motivo. E non si sa dove si trovino. Un trasferimento in simultanea di detenuti politici di così alto profilo da strutture sparse in regioni diverse è un fatto inusuale, dicono legali e attivisti che hanno lanciato l’allarme. Ma c’è anche chi ipotizza che possa essere un passo preliminare in vista di un mega scambio di prigionieri che potrebbe coinvolgere più Paesi e includere anche il reporter statunitense Evan Gershkovich e il tedesco Rico Krieger.

Credit: Canale Telegram Mozhem Objasnit&…

MOSCA – Nel giro di 24 ore, ben sei prigionieri politici russi sono stati prelevati dai loro centri di custodia cautelare e dalle loro colonie penali e trasferiti senza preavviso verso destinazioni sconosciute: il cofondatore di Memorial Oleg Orlov, l’oppositore Ilja Jashin, l’artista Aleksandra Skochilenko, l'adolescente Kevin Lik e le ex collaboratrici di Aleksej Navalny Lilia Chanysheva e Ksenia Fadeeva. Non se ne conosce il motivo. E non si sa dove si trovino. Un trasferimento in simultanea di detenuti politici di così alto profilo da strutture sparse in regioni diverse è un fatto inusuale, dicono legali e attivisti che hanno lanciato l’allarme. Ma c’è anche chi ipotizza che possa essere un passo preliminare in vista di un mega scambio di prigionieri che potrebbe coinvolgere più Paesi e includere anche il reporter statunitense Evan Gershkovich e il tedesco Rico Krieger.

Credit: Canale Telegram Mozhem Objasnit 

Le ipotesi

“La mancanza di informazioni aggrava la vulnerabilità dei detenuti trasferiti”, ha commentato Eva Levenberg, avvocata dell’ong Ovd-info. “La mancanza di trasparenza può portare a situazioni equivalenti a sparizioni forzate, perché le autorità trattengono le informazioni per lunghi periodi di tempo”.

Più ottimista Ivan Pavlov, capo dell’ong di avvocati “Primo Dipartimento”: “È ovvio che si sta preparando uno scambio su larga scala. La domanda è chi sarà incluso”. Secondo Pavlov, lo scambio includerebbe molto probabilmente il giornalista statunitense Evan Gershkovich – condannato a metà mese a 16 anni di carcere per spionaggio – e il cittadino tedesco Rico Krieger, che proprio oggi è stato graziato da Aleksandr Lukashenko dopo essere stato condannato a morte in Bielorussia.

L’ipotesi è che in cambio la Russia possa ottenere il rilascio dell’ex ufficiale dell’Fsb Vadim Krasikov, il famigerato “killer di Tiergarten” che sta scontando l’ergastolo in Germania per l’uccisione di un ceceno-georgiano in un parco di Berlino.

Il precedente è lo scambio politico che avvenne sotto la presidenza di Dmitrij Medvedev, quando 10 spie arrestate negli Stati Uniti, tra cui Anna Chapman, vennero scambiate con persone incarcerate per spionaggio

in Russia, tra cui Sergej Skripal, poi vittima di un avvelenamento a Salisbury nel Regno Unito.

“Spero che i nostri prigionieri politici vengano coinvolti per scopi umanitari”, ha detto Pavlov. Anche se non tutti vorrebbero essere coinvolti: Jashin, ad esempio, ha dichiarato più volte che per lui “uno scambio è inaccettabile perché implica l’emigrazione”. “A essere sincera, non capisco che cosa stia succedendo. Spero che vengano scambiati con collaboratori ucraini. Ma sarebbe un miracolo”, ha detto invece l’attivista Olga Romanova.

Pavlov tuttavia non esclude che il trasferimento possa essere una sorta di manovra diversiva. Per il politologo indipendente in esilio Abbas Gallamov, condannato in contumacia a otto anni di carcere, lo scopo invece potrebbe essere “far indignare fortemente l’opposizione, e poi dopo qualche giorno presentare tutti i “perduti” vivi e incolumi. Dopodiché sarà possibile prendersi gioco a lungo del pubblico “isterico”, che “si preoccupa di sciocchezze””.

Orlov, confondatore dell’ong premio Nobel Memorial

L’elenco dei detenuti politici trasferiti in Russia parte da Oleg Orlov, cofondatore di Memorial, l’ong insignita del Premio Nobel per la pace, che sta scontando due anni e mezzo di carcere per aver gettato “discredito” sulle forze armate russe per un articolo intitolato “Volevano il fascismo. Lo hanno avuto”. È stato prelevato il 29 luglio dal centro di custodia cautelare-2 di Syzran, nella regione di Samara. Le autorità carcerarie si sono rifiutate di fornire qualsiasi spiegazione.

L’oppositore Jashin

L’oppositore Ilja Jashin è stato condannato nel dicembre 2022 a otto anni e mezzo di carcere per “fake news” sull’esercito russo per aver parlato dei crimini commessi nella cittadina ucraina di Bucha. La sua legale, Tatiana Solomina, ha appreso soltanto oggi che ha “lasciato” la sua colonia penale nella regione di Smolensk.

L’artista Skochilenko

L’artista Aleksandra “Sasha” Skochilendo sta scontando sette anni di carcere per “fake news” sull’esercito: aveva sostituito i cartellini dei prezzi di un supermercato di San Pietroburgo con adesivi che contenevano informazioni sull’offensiva russa in Ucraina. È stata prelevata dal centro di custodia cautelare 5 Arsenalka di San Pietroburgo il 28 luglio. Alcuni funzionari della prigione avrebbero detto che è stata mandata a Mosca, ma non se ne hanno conferme ufficiali.

Chanysheva e Fadeeva, ex collaboratrici di Navalny

Lilia Chanysheva e Ksenia Fadeeva sono due ex collaboratrici dell’oppositore Aleksej Navalny morto in carcere lo scorso febbraio. La prima era coordinatrice del quartier regionale di Navalny a Ufa, nella Repubblica di Bashkortostan, la seconda a Tomsk.

Chanysheva era stata arrestata nel novembre 2021 per aver protestato contro l'arresto del dissidente, diventando la prima detenuta accusata di “estremismo”, dopo che la Fondazione anti-corruzione di Navalny era stata messa al bando. Nel 2023 è stata poi condannata a sette anni e mezzo di carcere”. Condanna aumentata quest’anno a nove anni e mezzo dalla Corte suprema di Bashkortostan.

Quando il 28 luglio le ha portato un pacco nella colonia penale Ik-28 Berezniki nel Territorio di Perm, le autorità carcerarie gli hanno detto che Chanysheva aveva “lasciato l’istituto penitenziario” due giorni prima, ma si sono rifiutate di fornirgli ulteriori informazioni.

“Estremismo” è anche l’accusa mossa contro Fadeeva, condannata nel dicembre 2023 a nove anni che stava scontando nella colonia penale Ik-9 di Novosibirsk. Al suo avvocato che era andata a trovarla il 29 luglio, è stato detto che era stata “trasferita”, senza specificare dove quando e perché.

L'adolescente Kevin Lik

Kevin Lik, 19 anni, ex studente della Repubblica di Adygea nel Caucaso settentrionale, è stato arrestato per tradimento nella primavera del 2023 quand'era ancora minorenne: avrebbe fotografato i "siti di schieramento" delle truppe e li avrebbe inviati via email a "rappresentanti di uno Stato straniero".
Nel dicembre 2023, compiuta la maggiore età, è stato condannato a quattro anni di carcere al termine di un processo a porte chiuse ed è diventato così il più giovane mai condannato per "tradimento" per un crimine commesso a 16 anni. Secondo il canale Telegram di suoi sostenitori, è stato trasferito dalla sua prigione nella regione di Ark

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