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Quel buco nell’acqua della Senna balneabile: il sogno di Macron a un passo dal flop

(reuters)
Incertezza totale a poche ore dalle gare di triathlon. La bonifica del fiume doveva essere l’eredità principale dei Giochi: sono stati investiti 1,4 miliardi
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PARIGI — Il Ponte Alexandre III è un cantiere aperto. «Vedete, lì stanno ancora tirando i cavi, rimettendo una nuova moquette perché era fradicia, quella parete è stata costruita stanotte», racconta Philippe, addetto alla sicurezza, con la sua casacca gialla. Fra i tanti gilet gialli della vigilanza non c’è aria di rivolta. Piuttosto, una pacata rassegnazione. Forse è anche il sole cocente che improvvisamente batte su Parigi. Le tribune, già montate per la cerimonia di inaugurazione, sono sospese sul fiume, affacciate verso la Tour Eiffel. Il rettilineo del ponte offre una prospettiva sulla cupola dorata degli Invalides, dove sono in corso le gare di tiro con l’arco. Alle spalle c’è il Grand Palais, con la scherma. Dall’alto si vedono i due pontili che aspettano gli atleti con il sogno di una medaglia olimpica al termine dei 1.500 metri di nuoto, quaranta chilometri di ciclismo e dieci chilometri di corsa.

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PARIGI — Il Ponte Alexandre III è un cantiere aperto. «Vedete, lì stanno ancora tirando i cavi, rimettendo una nuova moquette perché era fradicia, quella parete è stata costruita stanotte», racconta Philippe, addetto alla sicurezza, con la sua casacca gialla. Fra i tanti gilet gialli della vigilanza non c’è aria di rivolta. Piuttosto, una pacata rassegnazione. Forse è anche il sole cocente che improvvisamente batte su Parigi. Le tribune, già montate per la cerimonia di inaugurazione, sono sospese sul fiume, affacciate verso la Tour Eiffel. Il rettilineo del ponte offre una prospettiva sulla cupola dorata degli Invalides, dove sono in corso le gare di tiro con l’arco. Alle spalle c’è il Grand Palais, con la scherma. Dall’alto si vedono i due pontili che aspettano gli atleti con il sogno di una medaglia olimpica al termine dei 1.500 metri di nuoto, quaranta chilometri di ciclismo e dieci chilometri di corsa.

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Il giorno del tuffo nella Senna è arrivato, ma a qualche ora dal battesimo nel fiume l’incertezza è totale. «Domani? E chi lo sa», dice Philippe. «Tanto ce lo diranno all’ultimo». La riunione delle autorità sanitarie e organizzative è prevista all’alba, alle quattro: appuntamento alle quattro per analizzare gli ultimi prelievi negli uffici della federazione triathlon, un gabbiotto nascosto sotto gli alberi che ieri pomeriggio era vuoto. In caso di via libera, la gara con il primo tuffo del triathlon maschile (per gli azzurri Alessio Crociani e Gianluca Pozzatti) comincerà alle otto. È una suspense che ha un suo valore politico. Per bonificare la Senna, il più romantico dei fiumi, il governo ha investito 1,4 miliardi di euro. Dovrebbe essere una delle più importanti «eredità» di queste Olimpiadi: permettere ai parigini di avere zone balneabili dall’estate prossima.

Vedere per credere. Certo, la sindaca e il prefetto si sono fatti un bagno simbolo due settimane fa, per andare contro gli scettici. Si è poi scoperto che i valori sulla contaminazione batterica non erano ottimali quel giorno. Intanto Emmanuel Macron ci ha ripensato, e per ora la foto di lui nel fiume non c’è stata. Nel frattempo, è arrivato il diluvio universale sulla cerimonia di inaugurazione. In due giorni è caduto «l’equivalente di due settimane di pioggia in un normale luglio a Parigi», dicono gli esperti di Meteo France. E la pioggia è l’unica cosa che non doveva accadere. Non solo per lo show olimpico ma anche per garantire la qualità dell’acqua. Che infatti è di nuovo peggiorata.

Ieri sono stati di nuovo annullati gli allenamenti nel fiume, dopo che era già successo domenica. «Siamo fiduciosi», continua a promettere il direttore del comitato organizzativo di Parigi 2024, Etienne Thobois. Se l’ottimismo sarà smentito dai prelievi, la gara potrebbe essere posticipata o trasformata in duathlon, eliminando quindi la parte di nuoto nella competizione. «Non nuoto così tanto tutto l’anno solo per pedalare e correre nel giorno tanto atteso», commenta la triatleta americana Taylor Spivey. L’inquinamento da colibatteri la spaventa meno degli squali che ha visto nel popolare film su Netflix, Sous la Seine. «Questo mi preoccuperebbe molto di più», assicura Spivey.

A complicare tutto c’è un temporale previsto stasera nella capitale, che minaccia il triathlon femminile di domani e forse un eventuale slittamento a venerdì della competizione maschile di oggi. Per le gare di dieci chilometri in acque libere c’è un po’ più di tempo: sono previste l’8 e il 9 agosto. «È una location difficile, che non abbiamo mai provato», commenta il nuotatore azzurro Gregorio Paltrinieri.
Alcuni triatleti avevano partecipato alla gara di prova organizzata nell’agosto dell’anno scorso. «È stato fatto molto lavoro sulla Senna e sono fiducioso che tutto andrà bene», insiste il francese Léo Bergère. Sarà per sciovinismo ma Bergère sostiene che ha visto siti di competizione molto più sporchi della Senna. «A Tokyo bisognava chiaramente evitare di bere l’acqua, e questo accade in molte grandi città». Un altro dei triatleti francesi, Pierre Le Corre, ostenta serenità: «Siamo abituati a nuotare in tutti i laghi e fiumi possibili, e anche nelle grandi città». Di sicuro il loro tuffo oggi non sarà seguito solo dagli appassionati di triathlon. Sempre che ci sia.

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