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Attentato a Trump, in Senato tutti gli errori del Secret Service. Un cecchino scrive: “Aspettiamoci un nuovo attacco prima delle elezioni”

L’audizione del nuovo direttore provvisorio dell’agenzia Rowe e del vicedirettore dell’Fbi Abbate mette in luce le falle nella sicurezza. La mail di uno sniper: “Siamo incapaci di proteggere i nostri leader”
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New York - Un cecchino del Secret Service teme che possa esserci un nuovo attentato negli Stati Uniti entro novembre, prima dell’Election Day. L’ammissione è contenuta in una email fatta girare all’interno dell’agenzia e letta durante l’audizione al Senato con i nuovi vertici del secret Service americano.

“Questa agenzia ha bisogno di cambiare”, ha scritto lo 007. “Se non ora, quando? Con il prossimo attentato tra trenta giorni?”. Il testo, pubblicato da una reporter di RealClearPolitics, è stato letto in aula dalla senatrice Repubblicana del Tennessee Marsha Blackburn e ha alzato il livello di perplessità sulla sicurezza americana. Anche perché l’audizione con il nuovo direttore provvisorio dell’agenzia Ronald Rowe e il vicedirettore dell’Fbi Paul Abbate ha messo in luce l’approccio quasi dilettantesco con cui si è mosso il Secret Service il giorno dell’attentato a Donald Trump.

I vertici hanno ammesso che gli agenti a…

New York - Un cecchino del Secret Service teme che possa esserci un nuovo attentato negli Stati Uniti entro novembre, prima dell’Election Day. L’ammissione è contenuta in una email fatta girare all’interno dell’agenzia e letta durante l’audizione al Senato con i nuovi vertici del secret Service americano.

“Questa agenzia ha bisogno di cambiare”, ha scritto lo 007. “Se non ora, quando? Con il prossimo attentato tra trenta giorni?”. Il testo, pubblicato da una reporter di RealClearPolitics, è stato letto in aula dalla senatrice Repubblicana del Tennessee Marsha Blackburn e ha alzato il livello di perplessità sulla sicurezza americana. Anche perché l’audizione con il nuovo direttore provvisorio dell’agenzia Ronald Rowe e il vicedirettore dell’Fbi Paul Abbate ha messo in luce l’approccio quasi dilettantesco con cui si è mosso il Secret Service il giorno dell’attentato a Donald Trump.

I vertici hanno ammesso che gli agenti addetti alla sicurezza dell’area del comizio a Butler, Pennsylvania, comunicavano tra loro via messaggio sul cellulare e non attraverso le ricetrasmittenti. È stato lo stesso Rowe ad ammettere l’errore: “C’è stata una grande catena di messaggi, ma quel tipo di comunicazione doveva avere un livello superiore. Doveva passare al canale radio in modo che tutti fossero informati della situazione. Io voglio che la gente usi la radio”.

Ma ci sono stati anche errori di valutazione che hanno permesso a un ragazzo di vent’anni, Thomas Matthew Crooks, prima di far sorvolare nell’area del comizio un drone, poi di girare con un misuratore di distanza e infine di avvicinarsi a un edificio appena fuori dal perimetro di sicurezza con uno zaino contenente quasi certamente il fucile Ar-15 che avrebbe usato pochi minuti dopo. Nei giorni scorsi erano emersi alcuni messaggi scambiati dagli 007 in cui si segnalava la presenza sospetta del ragazzo, ma questo sistema di comunicazione – più consono a teenager che ad agenti dell’intelligence - ha finito per rallentare la reazione.

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Crooks ha avuto tutto il tempo di salire sul tetto, puntare l’arma e sparare otto colpi a una distanza di circa duecento metri: Trump e due persone sedute tra il pubblico sono rimaste ferite, un veterano dei vigili del fuoco, Corey Comperatore, è morto per proteggere le figlie. Rowe, che ha preso il posto di Kimberly Cheatle, la direttrice che aveva testimoniato davanti alla commissione una settimana fa ed è stata poi costretta alle dimissioni, ha ammesso di “non aver dormito la notte” alla ricerca di una spiegazione sul perché il piano sicurezza fosse fallito. “Nessuno dei nostri - ha ammesso - ha osservato il ragazzo girare con lo zaino che aveva dentro il fucile”.

Nonostante l’Fbi abbia sentito centinaia di persone, gli investigatori non sono ancora riusciti a trovare un movente per l’attentato. Crooks, hanno spiegato i due dirigenti, aveva pubblicato più di 700 post su un suo account social dal 2019. I contenuti erano antisemiti e anti-immigrazione, oltre che a favore della violenza politica. Sono stati definiti di “natura estrema”.

Le ombre riguardano anche il futuro. Il Secret Service non sembra in grado di garantire l’incolumità dei candidati alle presidenziali di novembre. “L’opzione migliore - ha commentato il senatore repubblicano Lindsey Graham - è licenziare le persone, in modo che chi viene dopo sa cosa lo aspetta in caso di errore”. Rowe ha promesso che individuerà i diretti responsabili, ma intanto resta l’allarme lanciato dallo 007.

“Purtroppo - ha ammesso nella lettera il cecchino del Secret Service - da anni non siamo all’altezza e ho espresso questo pensiero ai miei supervisori. Noi tutti - ha aggiunto - dovremmo aspettarci un altro attentato prima di novembre. Abbiamo dimostrato di essere incapaci di proteggere i nostri leader”.

Il New York Post sostiene che la lettera sia autentica ed è stata inviata al Secret Service Uniformed Division, che si occupa della sicurezza della Casa Bianca.

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