Accoltellamenti Southport, estremisti di destra all’attacco: 100 arresti. “Fake news legate alla Russia”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Per il secondo giorno di fila dopo la strage di bambine a Southport lunedì, ci sono stati scontri e aggressioni contro la polizia in Inghilterra, da parte di estremisti di destra della English Defence League e hooligan razzisti. Ieri sera, cento arresti a Londra, dopo che un migliaio di manifestanti, bardati di bandiere di San Giorgio, Union Jack e lattine di birra, ha occupato prima Parliament Square e poi si è diretta verso Downing Street al grido di "Save our kids” (“salvate i nostri bambini”), "We want our country back” (“rivogliamo indietro il nostro Paese”) and "Stop the boats” (“basta barconi”). Contro i cancelli della residenza del primo ministro Sir Keir Starmer, e persino contro la statua di Winston Churchill di fronte al Big Ben, sono stati lanciati razzi e bottiglie di alcolici.
Disordini anche ad Hartlepool, sempre da parte di estremisti di destra e xenofobi, dove è stata i…
LONDRA - Per il secondo giorno di fila dopo la strage di bambine a Southport lunedì, ci sono stati scontri e aggressioni contro la polizia in Inghilterra, da parte di estremisti di destra della English Defence League e hooligan razzisti. Ieri sera, cento arresti a Londra, dopo che un migliaio di manifestanti, bardati di bandiere di San Giorgio, Union Jack e lattine di birra, ha occupato prima Parliament Square e poi si è diretta verso Downing Street al grido di "Save our kids” (“salvate i nostri bambini”), "We want our country back” (“rivogliamo indietro il nostro Paese”) and "Stop the boats” (“basta barconi”). Contro i cancelli della residenza del primo ministro Sir Keir Starmer, e persino contro la statua di Winston Churchill di fronte al Big Ben, sono stati lanciati razzi e bottiglie di alcolici.
Disordini anche ad Hartlepool, sempre da parte di estremisti di destra e xenofobi, dove è stata incendiata ancora una volta una vettura della polizia, come accaduto martedì sera a Southport, durante l’assalto respinto alla moschea locale dopo la veglia per le tre bambine uccise da un 17enne: nato a Cardiff e figlio di genitori ruandesi immigrati, ieri notte è stato incriminato dalla polizia per omicidio e tentato omicidio, ma le generalità non sono ancora note perché appunto minorenne. Sempre ad Hartlepool è stato girato ieri un video in cui si vede un manifestante razzista che prima offende un passante asiatico e poi gli scaglia un pugno nello stomaco, con l’uomo costretto a cambiare strada.
Starmer ha convocato per oggi pomeriggio a Downing Street i responsabili delle forze di polizia del Paese per offrire loro tutto il sostegno possibile del governo “in seguito ai gravi incidenti degli ultimi giorni che hanno seminato violenza e disordine pubblico nelle nostre strade”. Il primo ministro dirà a commissari e agenti che “il loro lavoro e coraggio è fondamentale, come quello del personale sanitario” dopo gli accoltellamenti di Southport. Per Starmer, “se il diritto di manifestare deve essere protetto a ogni costo, allo stesso tempo i criminali che si approfittano di questo diritto per diffondere odio e violenza saranno puniti con la massima severità. La polizia dovrà usare tutti i suoi poteri a disposizione per mettere fine a questa violenza insensata”.
I manifestanti violenti hanno iniziato ad assaltare la polizia e altri luoghi sensibili come la moschea di Southport (35 chilometri a nord di Liverpool) dopo che online si è diffusa la fake news che il 17enne arrestato per aver accoltellato numerose bambine e adulti (ancora sette ricoverati in gravissime condizioni) a un workshop di braccialetti, yoga e danza a tema Taylor Swift, fosse musulmano, arrivato su un barcone e noto ai servizi segreti britannici MI6 e alle autorità di sanità mentale. Tutto è partito da un sito chiamato “Channel3 Now” che ha persino dato un nome all’aggressore: Ali Al-Shakati.
Peccato che questo “non sia il nome corretto” dell'arrestato, ha rimarcato la polizia a Reuters. Che il 17enne non sia sbarcato su un gommone ma sia nato a Cardiff - prima di trasferirsi a Banks, poco fuori Southport - da genitori immigrati dal Ruanda (dove, per quello che vale, il 98% della popolazione è cristiano). Che, secondo la Bbc, il ragazzo “non abbia legami con l’Islam”. Inoltre, gli inquirenti, almeno per ora, hanno scartato la pista terroristica, sebbene il movente della strage sia ancora oscuro.
Ma sul web le notizie non confermate o incontrollate possono diventare facilmente virali. È accaduto anche questa volta, perché le fake news sulla strage di Southport sono state visualizzate da milioni di persone. Controversi influencer come Andrew Tate (“un immigrato ha ucciso 6 bambine, sveglia!”) e estremisti di destra come Tommy Robinson (peraltro tuttora latitante) hanno ritwittato il “report” fasullo di “Channel3 Now”. Politici come Nigel Farage hanno iniziato a insinuare “ci sono molti lati oscuri, non ci stanno dicendo la verità”. Media di stato di Mosca come Russia Tv hanno fatto ricircolare allo sfinimento le bufale, citando come fonte “Channel3 Now”.
Ma chi c’è dietro “Channel3 Now”? Un’inchiesta del Daily Mail di oggi scoperchia un interessante retroscena. Il sito si maschera dietro un layout americano - stile Fox News - ed è basato negli Stati Uniti ma l'identità di chi lo gestisce è protetta da "high-end privacy protections” pagate profumatamente. La cosa curiosa è che “Channel3 Now”, secondo le ricerche informatiche del tabloid, ha iniziato la sua avventura online 11 anni fa come un canale YouTube russo, sul quale venivano mostrati video di rally automobilistici nella neve a Izhevsk, una città russa a oltre un migliaio di chilometri a est di Mosca.
Non solo. I piloti da corsa citati in quei filmati "hanno connessioni con i settori della Difesa e dell’Informatica russe, incluso un uomo che sembra essere un ex agente del Kgb che da allora è un parlamentare russo”, ma il Daily Mail non fa nomi e ora il canale Youtube è inaccessibile. In ogni caso, “Channel3 Now” non posta più nulla per sei anni. Fino a quando, nel 2019, resuscita online per pubblicare bizzarri video in lingua inglese, come una tigre bastonata a morte e un servizio sulla squadra femminile di calcio del Manchester City. Solo due anni fa, i video di “Channel3 Now” sono diventati più professionali, la piattaforma ha cambiato più volte nome (“Fox3 Now” e “Fox3 News”). E, nel giugno 2023, ha creato anche sul suo sito, accusato di puntare su articoli “acchiappaclic di sfondo razziale”.
Viste le proteste e le critiche online, ieri sera Channel3 Now ha pubblicato sul suo sito un messaggio di scuse “per aver diffuso dettagli falsi riguardo all’attacco di Southport: i responsabili saranno licenziati”. Tuttavia, come nota il Daily Mail, il comunicato contiene diversi errori grammaticali. E quando è stato sottoposto a cinque differenti "language checkers” di Intelligenza Artificiale, quattro sono giunti al responso che, “al cento per cento”, quel messaggio “è stato scritto da programmi come ChatGpt”.