Iran, “Baraye” è un inno di libertà. Ma il suo autore dovrà scontare 3 anni e 8 mesi di carcere
di Pegah Moshir PourIn un angolo del mondo oppresso dalla paura e dalla repressione, la canzone “Baraye”, di Shervin Hajipour, ha toccato il cuore di milioni di persone, trasformandosi nell’inno della rivoluzione culturale portata avanti dal movimento “Donna vita libertà”. Quest’opera, nata nel contesto drammatico delle manifestazioni iraniane dopo la morte di Mahsa Amini, ha catturato l'essenza della lotta per la giustizia con una forza inaspettata.
“Baraye” non è semplicemente una canzone; è una preghiera vibrante per la libertà e una celebrazione delle speranze di chi vive nella disperazione. Con ogni nota e ogni parola, Shervin ha creato un messaggio di resistenza che risuona profondamente. La sua musica è diventata un faro per milioni di iraniani e per chiunque creda nella giustizia e nella dignità umana.
La canzone ha varcato confini e lingue, trovando una risonanza globale. Il Grammy Award, annunciato con orgoglio dalla First Lady americana Jill Biden, e l’acclamazione al Festival di Sanremo 2023 …
In un angolo del mondo oppresso dalla paura e dalla repressione, la canzone “Baraye”, di Shervin Hajipour, ha toccato il cuore di milioni di persone, trasformandosi nell’inno della rivoluzione culturale portata avanti dal movimento “Donna vita libertà”. Quest’opera, nata nel contesto drammatico delle manifestazioni iraniane dopo la morte di Mahsa Amini, ha catturato l'essenza della lotta per la giustizia con una forza inaspettata.
“Baraye” non è semplicemente una canzone; è una preghiera vibrante per la libertà e una celebrazione delle speranze di chi vive nella disperazione. Con ogni nota e ogni parola, Shervin ha creato un messaggio di resistenza che risuona profondamente. La sua musica è diventata un faro per milioni di iraniani e per chiunque creda nella giustizia e nella dignità umana.
La canzone ha varcato confini e lingue, trovando una risonanza globale. Il Grammy Award, annunciato con orgoglio dalla First Lady americana Jill Biden, e l’acclamazione al Festival di Sanremo 2023 in Italia, dimostrano come “Baraye” sia diventata un simbolo universale di coraggio e speranza. La voce di Shervin ha trascinato l’attenzione di un pubblico vasto e commosso, che ha trovato nella sua musica un rifugio e una fonte di ispirazione. Ogni strofa di Baraye racconta una storia di sofferenza e speranza, catturando le ansie e i desideri di cambiamento di un popolo oppresso. La voce di Shervin, profonda e sincera, ha toccato le anime di coloro che lottano per un futuro di libertà e giustizia, diventando la colonna sonora di una rivoluzione silenziosa ma potente.
Ma mentre la sua musica ispirava e consolava, il regime iraniano ha cercato di silenziare quella stessa voce che aveva scosso il mondo. Martedì sera, Shervin Hajipour ha pubblicato un video straziante su Instagram, che in poche ore ha accumulato oltre 20 milioni di visualizzazioni. In esso, ha annunciato che dovrà scontare tre anni e otto mesi di reclusione per le accuse di incitamento alla guerra e propaganda contro la Repubblica Islamica. “Ma come avrei potuto esprimere la mia protesta se non attraverso una canzone? – si chiede. Dove, in ‘Baraye’, c’è incitamento alla violenza? Quale frase di questa poesia incita a uccidere qualcuno?”.
Con dignità, prosegue nel video, dichiara che nonostante la Corte d’Appello abbia rimosso il divieto di uscire dal Paese, rimarrà in Iran: “Amo l’Iran e non me ne andrò. La mia famiglia ha bisogno di me, mio padre sta affrontando una malattia,” spiega.
È devastante pensare che a ventisette anni si possa essere condannati a quasi quattro anni di carcere per una canzone. L’indignazione della popolazione cresce nei confronti di un presidente “riformista” che si era servito della canzone di Shervin per la sua campagna elettorale, e che ora sembra dimenticare la causa, sottolineano le grandi contraddizioni della politica iraniana. Queste contraddizioni sono palpabili in ogni angolo del Paese, dove i giovani talentuosi vengono privati dei loro sogni e della loro libertà. Concludendo il suo video, Shervin Hajipour lancia un appello toccante: “Vi chiedo solo una cosa, lasciatemi un pezzetto di terra qui. Voglio stare nella mia stanza a comporre musica. Non desidero soldi, non chiedo nulla se non di continuare a fare ciò che amo”.