Mega-scambio di prigionieri tra Russia e Occidente: tutto quello che sappiamo
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA – Le autorità di Mosca e Washington si trincerano dietro al “No comment”, mentre sui canali Telegram russi si susseguono oramai da tre giorni notizie su un imminente scambio di prigionieri tra Russia e Occidente su larga scala.
Se le indiscrezioni fossero confermate, si tratterebbe di uno scambio storico per numeri e portata geografica: coinvolgerebbe diversi Paesi (Russia, Bielorussia, Stati Uniti, Germania, Slovenia) e una decina di detenuti politici russi, nonché i statunitensi Evan Gershkovich e Paul Whelan. Ecco, di seguito, tutto quello che si sa.
Il trasferimento massiccio di detenuti politici
L’ipotesi di un mega-scambio si è fatta strada già martedì quando gli avvocati di diversi prigionieri politici hanno denunciato di non riuscire più a mettersi in contatto con i loro assistiti o di avere appreso di un loro trasferimento improvviso verso destinazioni sconosciute. Inizialmente si era pensato a un trasferimento da una colonia penale all’altra, come spesso accade, …
MOSCA – Le autorità di Mosca e Washington si trincerano dietro al “No comment”, mentre sui canali Telegram russi si susseguono oramai da tre giorni notizie su un imminente scambio di prigionieri tra Russia e Occidente su larga scala.
Se le indiscrezioni fossero confermate, si tratterebbe di uno scambio storico per numeri e portata geografica: coinvolgerebbe diversi Paesi (Russia, Bielorussia, Stati Uniti, Germania, Slovenia) e una decina di detenuti politici russi, nonché i statunitensi Evan Gershkovich e Paul Whelan. Ecco, di seguito, tutto quello che si sa.
Il trasferimento massiccio di detenuti politici
L’ipotesi di un mega-scambio si è fatta strada già martedì quando gli avvocati di diversi prigionieri politici hanno denunciato di non riuscire più a mettersi in contatto con i loro assistiti o di avere appreso di un loro trasferimento improvviso verso destinazioni sconosciute. Inizialmente si era pensato a un trasferimento da una colonia penale all’altra, come spesso accade, ma quando i detenuti che mancavano all’appello hanno sfiorato la decina, in tanti hanno ipotizzato che dietro all’inconsueto trasferimento in simultanea di così tanti prigionieri da carceri diverse, in regioni diverse, ci fosse dell’altro.
A mancare all’appello sono al momento:
l’oppositore Ilja Jashin
l’oppositore Vladimir Kara-Murza
il cofondatore dell’ong Nobel per la pace Memorial, Oleg Orlov
l’artista Aleksandra Skochilenko
l’ex capa del quartier generale di Aleksej Navalny a Ufa Lilia Chanysheva
l’ex capa del quartier generale di Aleksej Navalny a Tomsk Ksenia Fadeeva
il cittadino russo-tedesco Kevin Lik
Il cittadino statunitense Paul Whelan
Inizialmente si era fatto anche il nome dell’artista Daniil Krinari e della giornalista Maria Ponomarenko, ma sarebbero stati in seguito rintracciati. Secondo fonti della statunitense Cbs, sarebbero compresi nello scambio anche:
il giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich
la giornalista russo-statunitense Alsu Kurmasheva
In un primo momento, sempre Cbs aveva scritto che lo scambio avrebbe coinvolto Usa, Russia, Germania e altri tre Paesi occidentali e incluso 24 prigionieri tra cui almeno 12 detenuti politici russi che troverebbero asilo in Germania e tre statunitensi, mentre otto russi verrebbero rimpatriati, ma poi ha rimosso queste informazioni.
Precedentemente Bloomberg aveva invece confermato citando fonti anonime che lo scambio includerebbe Gershkovich, Whelan e Kara-Murza.
I decreti secretati e i voli presidenziali
Il sito investigativo Istories ha scovato sette ordini esecutivi secretati firmati il 30 luglio dal presidente russo Vladimir Putin, con numeri compresi tra 636 e 642, e ricordato che anche il contenuto dei decreti sulla grazia di prigionieri di guerra o di 52 donne rilasciate in occasione della Festa della donna era stato classificato.
Mentre il media indipendente Agentsvo ha notato che negli ultimi cinque giorni otto aerei della flotta speciale Rossija al servizio dell’amministrazione presidenziale sono decollati dalle regioni in cui erano detenuti i prigionieri “scomparsi”.
Alle 7.35 un An-148 del distaccamento presidenziale Rossija con numero di coda RA-61727 e 35 posti a bordo, che si presume sia al servizio dell’Fsb, è decollato dall’aeroporto Vnukovo di Mosca ed è atterrato a Kaliningrad. Aerei An-148 - nota Agentsvo - sono stati usati per i precedenti scambi di Viktor But, Konstantin Jaroshenko e Nadezhda Savchenko.
La grazia al tedesco condannato a morte in Bielorussia
Martedì l’alleato bielorusso di Vladimir Putin, Aleksandr Lukashenko, ha graziato a sorpresa il cittadino tedesco Rico Krieger che era stato condannato a morte in Bielorussia appena dieci giorni prima. Notizia che ha subito fatto pensare che Putin in cambio potesse ottenere l’agognato rilascio del “killer del tiergarten” Vadim Krasikov, ex ufficiale dell’Fsb che sta scontando l’ergastolo in Germania per l’uccisione del comandante ceceno di origine georgiana Zelimkhan Khangoshvili.
La Germania però sarebbe stata colta alla sprovvista dalla velocità con cui Lukasheko ha graziato Krieger. Starebbe ora provvedendo al rilascio e al trasporto di Krieger. C’è chi osserva che un aereo dell'aeronautica tedesca è decollato da Berlino e atterrato poche ore dopo a Dubai per poi ripartire.
Rilasciata una coppia di spie in Slovenia
Ieri la Slovenia ha invece condannato al carcere per spionaggio la coppia di spie Artjom e Anna Dultsev, ma poi a sorpresa ne ha immediatamente ordinato l’espulsione. Il canale televisivo “N1 Slovenija” ha poi scritto di avere appreso da “fonti attendibili” che i due avrebbero fatto parte di uno scambio tra Stati Uniti, Germania, Russia e Bielorussia, programmato “nelle prossime ore” che avrebbe dovuto includere anche il reporter statunitense Evan Gershkovich detenuto in Russia.
I detenuti Usa candidati per uno scambio
Contemporaneamente dal database dell’Ufficio Federale delle Prigioni sono scomparsi i dati di almeno quattro russi condannati negli Stati Uniti:
Vladislav Kljushin, sviluppatore di un sistema di monitoraggio dei media per il Cremlino
Aleksandr Vinnik, riciclatore di denaro attraverso lo scambio di criptovalute BTC-e
Maksim Marchenko, esportazione di prodotti a duplice uso aggirando le sanzioni
Vadim Konoshchenok, presunto ufficiale dell’Fsb colpevole di contrabbando di prodotti militari
La Russia potrebbe essere interessata anche al rilascio dei criminali informatici Vladimir Dunaev e Roman Seleznev.
Lo scambio mancato di Navalny
Già dopo la morte in carcere di Aleksej Navalny, si era appreso dai suoi collaboratori e da un’inchiesta del Wall Street Journal che il presidente statunitense Joe Biden e il cancelliere tedesco Olaf Scholz avevano discusso il possibile rilascio dell’oppositore in cambio della scarcerazione di Krasikov.
A metà luglio l’ex direttore di Novaja Gazeta e Nobel per la pace Dmitrij Muratov aveva lanciato un appello ai leder stranieri chiedendo aiuto per ottenere lo scambio di 11 prigionieri politici, di cui sei oggi risultano “scomparsi”.
L’inconsueta velocità del processo Gershkovich che, alla terza udienza, in appena un mese e mezzo, aveva portato alla sua condanna a 16 anni di carcere per spionaggio, aveva poi fatto pensare che uno scambio fosse imminente.
I precedenti
L’ultimo scambio di prigionieri tra Russia e Stati Uniti risale al dicembre 2022, quando la star del basket statunitense Brittney Griner fu liberata in cambio del famigerato trafficante d’armi Viktor But detenuto negli Usa da 12 anni.
Se confermato, l’imminente scambio sarebbe il più grande dal 2010, quando Washington rilasciò 10 spie russe che vivevano sotto copertura negli Stati Uniti per la scarcerazione di quattro cittadini detenuti in Russia.