In un’intervista trasmessa ieri da Fox News, Donald Trump ha detto di aver ricevuto nei giorni scorsi diverse telefonate da Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook e amministratore delegato di Meta.
Zuckerberg avrebbe chiamato l’ex presidente Usa per scusarsi dei recenti errori commessi dall’intelligenza artificiale di Meta, colpevole di aver detto ad alcuni utenti che il tentato omicidio di Trump - risalente al 13 luglio scorso - “non è mai esistito”.
La stessa Meta si è scusata con un comunicato ufficiale, sostenendo che le risposte errate della sua IA sono state il frutto delle “allucinazioni” di cui soffre questa tecnologia.
Cosa ci insegna il tentato omicidio di Trump sulle allucinazioni dell’intelligenza artificiale
"Mark Zuckerberg mi ha chiamato, anzi: mi ha chiamato più volte" ha rivelato Trump. "Mi ha chiamato dopo quello che è accaduto [il tentato omicidio in Pennsylvania, ndr] e mi ha detto: 'È stato davvero incredibile, è stato davvero coraggioso'. E ha effettivamente annunciato che non sosterrà un candidato democratico, perché non può, perché mi rispetta per quello che ho fatto quel giorno".
Il capo della comunicazione di Meta, Andy Stone, ha replicato alle dichiarazioni di Trump con un post su X, il social network di Musk, in cui ha riportato le dichiarazioni di Zuckerberg a Bloomberg del 19 luglio scorso: “Mark [Zuckerberg, ndr] ha già reso pubblico il fatto che non sostiene nessuno dei due candidati [all’epoca era in corsa ancora Joe Biden, ndr], proprio come non ha fatto nelle elezioni precedenti” ha scritto Stone.
Zuckerberg non ha commentato l’intervista di Trump ma sappiamo, con certezza, che non è rimasto indifferente alla reazione di Trump agli spari in Pennsylvania.
"Vedere Donald Trump che si rialza dopo essere stato colpito da un proiettile e che alza il pugno in aria con la bandiera americana è una delle cose più cazzute che abbia mai visto in vita mia" ha detto Zuckerberg sempre a Bloomberg. "Da americani è difficile non commuoversi per quello spirito e per quella lotta, e credo che sia per questo che piace a molte persone".
Trump ha anche detto a Fox News che si fida di Zuckerberg, ripetendo che il Ceo di Meta lo ha chiamato “un sacco di volte”.
“Stanno lavorando all’errore che hanno commesso - ha detto l’ex presidente americano - e penso che risolveranno il problema. Zuckerberg non farà quello che ha fatto cinque anni fa, con quei 500 milioni di dollari, non credo lo farà”.
Il commento di Trump sui 500 milioni di dollari potrebbe riferirsi alla cifra effettivamente spesa da Zuckerberg e da sua moglie, Priscilla Chan, per le elezioni presidenziali del 2020.
I due all’epoca hanno donato 400 milioni di dollari.
Ma non a Joe Biden, come qualcuno ha affermato erroneamente in passato.
Zuckerberg e Chan hanno invece offerto il loro denaro a due organizzazioni no-profit che hanno contribuito all’organizzazione delle elezioni che si sono svolte quattro anni fa.
Donald Trump e Mark Zuckerberg si sono incontrati – e soprattutto scontrati -diverse volte in passato.
In seguito all’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, Facebook – il social network fondato da Zuckerberg e controllato da Meta – ha sospeso “per un tempo indefinito” il profilo di Trump, colpevole di aver utilizzato la piattaforma “per incitare all'insurrezione violenta contro un governo democraticamente eletto”.
Nell’intervista televisiva rilasciata a Fox News, Trump ha anche detto che – a differenza di Mark Zuckerberg – “nessuno di Google ha chiamato”.
Davvero Google sta censurando Donald Trump?
Nei giorni scorsi l’ex presidente Usa e i suoi sostenitori hanno accusato Google di “censurare” l’attentato a Trump del 13 luglio scorso.
Un’accusa che l’azienda di Mountain View ha smentito.