TEL AVIV – L’ultima previsione dice stanotte, la notte tra lunedì 5 e martedì 6 agosto. E parla di un attacco che durerà almeno tre giorni. Funzionari dei servizi segreti di Usa e Israele, citati dal sito americano Axios, ritengono che molto probabilmente sarà questo il momento della tanto attesa rappresaglia iraniana per l’uccisione del capo politico di Hamas Ismail Haniyeh, avvenuta il 31 luglio scorso a Teheran, dove aveva assistito alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente Masoud Pezeshkian. E proprio oggi arriva in Israele Michael Kurilla, il capo del Centcom, il Comando centrale americano, “per finalizzare il coordinamento con l’esercito israeliano (Idf) in vista di un possibile attacco iraniano”.
Kurilla è già in Medio Oriente, con l’obiettivo di mobilitare una coalizione internazionale analoga a quella che il 13 aprile riuscì a difendere i cieli israeliani in occasione del precedente attacco di Teheran in risposta al bombardamento del suo consolato a Damasco. Di…
TEL AVIV – L’ultima previsione dice stanotte, la notte tra lunedì 5 e martedì 6 agosto. E parla di un attacco che durerà almeno tre giorni. Funzionari dei servizi segreti di Usa e Israele, citati dal sito americano Axios, ritengono che molto probabilmente sarà questo il momento della tanto attesa rappresaglia iraniana per l’uccisione del capo politico di Hamas Ismail Haniyeh, avvenuta il 31 luglio scorso a Teheran, dove aveva assistito alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente Masoud Pezeshkian. E proprio oggi arriva in Israele Michael Kurilla, il capo del Centcom, il Comando centrale americano, “per finalizzare il coordinamento con l’esercito israeliano (Idf) in vista di un possibile attacco iraniano”.
Kurilla è già in Medio Oriente, con l’obiettivo di mobilitare una coalizione internazionale analoga a quella che il 13 aprile riuscì a difendere i cieli israeliani in occasione del precedente attacco di Teheran in risposta al bombardamento del suo consolato a Damasco. Di quella coalizione dovrebbe far parte anche la Giordania, che ieri ha inviato il suo ministro degli Esteri in Iran per portare un messaggio del re Abdullah.
Secondo le fonti sentite da Axios, la ritorsione potrebbe avere le stesse caratteristiche di allora, ma con una portata più ampia, coinvolgendo anche Hezbollah dal Libano. Si teme anche un attacco di missili e droni appunto per tre giorni, per mettere in crisi lo scudo anti-missile israeliano: “Cercheranno di logorarci”, ha detto un funzionario.
L’Iran avrebbe infatti respinto ogni appello alla moderazione arrivato dai diplomatici arabi. Il giornale del Kuwait Al-Jarida sostiene che persino una delegazione americana si sia in segreto recata in Iran, a Karaj. Ma a Teheran, secondo fonti citate dal Wall Street Journal, non importa se ne nascerà una guerra regionale, perché troppo importante è dare un segnale a Israele ed evitare che ripeta un affronto come quello dell’uccisione di Haniyeh.
Da parte sua, lo Stato ebraico è in massima allerta e si prepara. Lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interna israeliana, ha predisposto un bunker sotterraneo a Gerusalemme per ospitare i leader del Paese anche per un lungo periodo in caso di guerra con l’Iran. Il bunker è stato dotato di capacità di comando e controllo ed è collegato al quartier generale del ministero della Difesa a Tel Aviv.
“L’Iran e i suoi emissari cercano di circondarci con un anello di terrore su sette fronti. La loro aggressività manifesta non conosce sazietà, ma noi siamo determinati a fronteggiarli su ogni campo, vicino o lontano», ha dichiarato il premier israeliano Benyamin Netanyahu: “Chiunque colpirà i nostri cittadini pagherà un prezzo molto alto, la nostra lunga mano colpisce nella Striscia di Gaza, nello Yemen, a Beirut e ovunque sia necessario”.
E mentre la Russia avrebbe iniziato a dotare massicciamente l’Iran di nuove armi e di apparecchiature che possono danneggiare o interrompere i sistemi militari a una distanza massima di 5mila chilometri, il G7 è stato riunito dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani e ha invitato “le parti interessate a desistere da qualsiasi iniziativa che possa ostacolare il percorso del dialogo e della moderazione e favorire una nuova escalation”. Il G7 sta anche lavorando a un comunicato dialogante con Teheran, che accetterebbe sia una risposta contenuta dell’Iran sia una controrisposta anch’essa contenuta di Israele.
A Gaza intanto l’Idf ha scoperto al confine con l’Egitto decine di tunnel, tra i quali uno alto tre metri, e dunque in grado di far passare veicoli. Nella Striscia ha limitato le operazioni di terra, ma continua a bombardare: diversi raid hanno ucciso ieri decine di palestinesi, oltre 30 solo in due scuole vicino a Gaza City che sostiene fossero in realtà comandi di Hamas. Due israeliani sono stati invece uccisi e due sono stati feriti con un coltello a Holon, a Sud di Tel Aviv, da un palestinese della Cisgiordania, poi ucciso dalla polizia. Hamas ha definito il suo gesto «eroico».