BERLINO - Una rivolta inquinata da interferenze russe. Ma che evidenzia comunque un problema che si trascina da mesi: quello dei reclutamenti forzosi degli ucraini nell’esercito. Almeno dallo scorso dicembre, a causa della difficoltà crescente di arruolare soldati per la guerra contro l’aggressore russo, Kiev è ricorsa a mezzi non sempre legittimi per mandare soldati freschi al fronte.
Guerra Russia-Ucraina, il video dei prigionieri rilasciati da Putin
A Kovel, nell’oblast di Volyn, a ridosso della frontiera polacca, decine di ucraini hanno protestato nelle scorse ore davanti a un centro di reclutamento per ottenere la liberazione di tre uomini rinchiusi contro la loro volontà. E dopo ore di presidio teso, di ripetuti tentativi da parte dei manifestanti di forzare l’ingresso del centro, anche con lanci di pneumatici, i tre uomini sono stati liberati, sostengono media locali. E la Bbc News Ukraine riferisce che la notizia si è sparsa rap…
BERLINO - Una rivolta inquinata da interferenze russe. Ma che evidenzia comunque un problema che si trascina da mesi: quello dei reclutamenti forzosi degli ucraini nell’esercito. Almeno dallo scorso dicembre, a causa della difficoltà crescente di arruolare soldati per la guerra contro l’aggressore russo, Kiev è ricorsa a mezzi non sempre legittimi per mandare soldati freschi al fronte.
Guerra Russia-Ucraina, il video dei prigionieri rilasciati da Putin
A Kovel, nell’oblast di Volyn, a ridosso della frontiera polacca, decine di ucraini hanno protestato nelle scorse ore davanti a un centro di reclutamento per ottenere la liberazione di tre uomini rinchiusi contro la loro volontà. E dopo ore di presidio teso, di ripetuti tentativi da parte dei manifestanti di forzare l’ingresso del centro, anche con lanci di pneumatici, i tre uomini sono stati liberati, sostengono media locali. E la Bbc News Ukraine riferisce che la notizia si è sparsa rapidamente sui social media.
La rivolta
La portavoce della polizia di Kovel, Olha Buzuluk, ha raccontato di aver schierato davanti al centro di reclutamento, oltre agli agenti per placare la rivolta, una squadra di investigatori. “La polizia sta cercando di chiarire le circostanze di questo episodio e di identificare i partecipanti".
Secondo il centro di reclutamento ci sarebbe anche lo zampino russo nelle proteste per liberare i reclutandi. “La rivolta - si legge in un comunicato - si è diffusa su social media della comunità locale di Kovel e dell’oblast di Volyn ed è stata notata dai canali di propaganda nemici, che l’hanno sfruttata con successo per i propri scopi”. Le autorità ucraine sono convinte, insomma, che le manifestazioni siano state “provocate”, e che si tratti di un’operazione mirata dei servizi segreti russi.