Caccia italiani contro i Mig russi: incontro ravvicinato nel Baltico
di Gianluca Di FeoCaccia contro caccia, in un incontro ravvicinato che avviene sempre più spesso ma non è mai routine: lungo le faglie della tensione mondiale, correndo a oltre mille chilometri orari, c’è sempre un margine di rischio che non può essere sottovalutato. Sabato scorso sulla base lituana di Siauliai sono suonate le sirene dello scramble: l’ordine di decollo immediato per le sentinelle dei cieli. I Paesi baltici non hanno forze aeree e la difesa è affidata alle squadriglie della Nato, che a rotazione si schierano lì: dal 31 luglio il compito spetta agli Eurofighter italiani, che hanno rimpiazzato uno squadrone misto fornito da Spagna e Portogallo.
In tre minuti due intercettori dell’Aeronautica militare sono partiti e si sono diretti verso gli obiettivi individuati dalla centrale radar dell’Alleanza atlantica, che si trova nel comando di Uedem in Germania. Si trattava di due Mig 29, velivoli da combattimento che dal territorio russo stavano sfrecciando sul mare ed erano entrati nella zona l…
Caccia contro caccia, in un incontro ravvicinato che avviene sempre più spesso ma non è mai routine: lungo le faglie della tensione mondiale, correndo a oltre mille chilometri orari, c’è sempre un margine di rischio che non può essere sottovalutato. Sabato scorso sulla base lituana di Siauliai sono suonate le sirene dello scramble: l’ordine di decollo immediato per le sentinelle dei cieli. I Paesi baltici non hanno forze aeree e la difesa è affidata alle squadriglie della Nato, che a rotazione si schierano lì: dal 31 luglio il compito spetta agli Eurofighter italiani, che hanno rimpiazzato uno squadrone misto fornito da Spagna e Portogallo.
In tre minuti due intercettori dell’Aeronautica militare sono partiti e si sono diretti verso gli obiettivi individuati dalla centrale radar dell’Alleanza atlantica, che si trova nel comando di Uedem in Germania. Si trattava di due Mig 29, velivoli da combattimento che dal territorio russo stavano sfrecciando sul mare ed erano entrati nella zona lituana di competenza del traffico aereo: una manovra senza preavviso e senza autorizzazione che mette a rischio i voli di linea. Come riporta il comunicato della Nato, i Mig “non stavano rispettando le procedure di sicurezza internazionali”.
Gli Eurofighter italiani li hanno raggiunto e li hanno affiancati per un breve periodo, poi i jet di Mosca non hanno cambiato rotta. Tutto è avvenuto senza incidenti. Probabilmente i caccia appartengono all’aviazione della Marina russa, schierata anche nell’enclave di Kaliningrad: sono molto agili e veloci, ma non possono misurarsi con l’intercettore italiano. L’Eurofighter, chiamato pure Typhoon, è uno dei migliori mezzi per questo tipo di missioni, perché è manovrabile, sfiora i 2500 chilometri orari e ha un radar avanzato unito a sistemi elettronici d’ultima generazione: in genere negli scramble ogni caccia decolla con quattro missili sotto la fusoliera e il cannone completo di munizioni.
Un modo chiaro di testimoniare – come scrive il comando atlantico - “la volontà e la determinazione collettiva della Nato a mantenere una forte postura difensiva per fare da deterrente contro potenziali minacce o situazioni che mettano a rischio la sicurezza in prossimità dello spazio aereo”.