Da Tom Cruise in Mission Impossible a Beyoncé. Parigi ci riprova. Ecco come sarà la cerimonia di chiusura dei giochi.
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Missione forse impossibile: organizzare la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi senza provocare polemiche.
Il direttore artistico Thomas Jolly sta preparando lo spettacolo di domenica, facendosi aiutare da un ospite a sorpresa: l'attore Tom Cruise sarà presente come testimonial per il passaggio della bandiera olimpica tra Parigi 2024 e Los Angeles 2028.
Cruise - in Francia anche per un nuovo sequel di Mission Impossible - dovrebbe fare uno stunt sulla facciata dello Stade de France e ha già girato una scena attorno al famoso cartello "Hollywood" a Los Angeles.
Rispetto allo show itinerante sulla Senna del 26 luglio, quello dell'11 agosto è stato pensato in un formato più classico: dentro allo stadio olimpico, con una durata più breve (circa due ore, rispetto alle quattro dell'inaugurazione) e salvo sorprese questa volta non dovrebbe piovere.
Tra gli artisti le voci sono insistenti sulla presenza di Beyoncé. Confermati invece per domenica sono gli Air e i Phoenix, popola…
PARIGI – Missione forse impossibile: organizzare la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi senza provocare polemiche.
Il direttore artistico Thomas Jolly sta preparando lo spettacolo di domenica, facendosi aiutare da un ospite a sorpresa: l'attore Tom Cruise sarà presente come testimonial per il passaggio della bandiera olimpica tra Parigi 2024 e Los Angeles 2028.
Cruise - in Francia anche per un nuovo sequel di Mission Impossible - dovrebbe fare uno stunt sulla facciata dello Stade de France e ha già girato una scena attorno al famoso cartello "Hollywood" a Los Angeles.
Rispetto allo show itinerante sulla Senna del 26 luglio, quello dell'11 agosto è stato pensato in un formato più classico: dentro allo stadio olimpico, con una durata più breve (circa due ore, rispetto alle quattro dell'inaugurazione) e salvo sorprese questa volta non dovrebbe piovere.
Tra gli artisti le voci sono insistenti sulla presenza di Beyoncé. Confermati invece per domenica sono gli Air e i Phoenix, popolarissimi gruppi della cosiddetta 'French Touch', il movimento musicale bleu-blanc-rouge che dagli anni Novanta ha conquistato l'Europa e l'America.
Le due band transalpine sono famose per successi planetari come Sexy Boy (Air) o If I Ever Feel Better (Phoenix).
Lo show di chiusura avrà come titolo «Records» e rappresenterà – secondo quel poco che anticipano gli organizzatori - una distopia in cui non ci saranno più i Giochi.
Il direttore Jolly lavora in condizioni particolari. Da qualche giorno lui e il suo produttore hanno ricevuto minacce di morte dopo le polemiche su un momento della cerimonia di inaugurazione. E’ l'ormai famoso banchetto di drag queen, visto da alcuni come una parodia dell'Ultima Cena mentre invece per gli autori l'ispirazione era una festa pagana con Dioniso, che a un certo punto appariva sul tavolo.
Altre due indagini per minacce di morte sono in corso sempre intorno allo show del 26 luglio, dopo le denunce della deejay francese Barbara Butch, l'attivista queer che appare al centro del banchetto, e un'altra drag queen che ha partecipato, Nicky Doll.
«I francesi e il mondo intero sono stati molto orgogliosi di questa cerimonia di apertura che ci ha reso fieri» aveva commentato Emmanuel Macron, «scandalizzato» dalla campagna di odio contro Jolly.
Ancora più diretta è la sindaca socialista Anne Hidalgo che in un'intervista a le Monde è sbottata : « Fuck ai reazionari, fuck all'estrema destra, fuck a coloro che vogliono rinchiuderci nella guerra di tutti contro tutti".
Hidalgo ha denunciato manovre di destabilizzazione dei Giochi orchestrate dall'estrema destra, dalla cerimonia di apertura alle gare di nuoto nella Senna. "Sappiamo che le informazioni negative viaggiano molto più velocemente di quelle positive e che, naturalmente, gli algoritmi e i social le propagano e le amplificano". Nel mirino, continua la sindaca, c'è l'identità della Ville Lumière e una campagna di odio per colpire ciò che rappresenta.
"Parigi è la città di tutte le libertà, la città rifugio per le persone Lgbtq+, la città dove viviamo tutti insieme, una città dove c'è un sindaco donna, di sinistra, di origine straniera con doppia nazionalità, femminista ed ecologista».