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Rivolte e violenze anti-migranti in Inghilterra, ecco il primo sondaggio su cosa ne pensano i britannici

Le rilevazioni di YouGov: circa un terzo dei cittadini sostiene idealmente le ragioni della protesta contro l’immigrazione incontrollata, ma solo il 7% è d’accordo con le recenti violenze. E ci sono altri dati molto interessanti
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LONDRA - Che cosa ne pensa il popolo britannico delle rivolte di questi giorni in Inghilterra e nel resto del Paese? E cosa ne pensa dei riots, del vergognoso assalto ai migranti, della caccia allo straniero e della polizia attaccata in numerose città del Regno?

La società YouGov ha commissionato il primo vero sondaggio da quando sono esplosi i disordini in seguito alla barbara uccisione di tre bambine a Southport, per cui è stato incriminato un 17enne, Axel Rudakubana, nato a Cardiff e cresciuto oltremanica da genitori immigrati ruandesi. E i risultati della consultazione sono interessanti.

Il campione del sondaggio è di 2114 adulti britannici ed è stato condotto tra il 5 e il 6 agosto. Circa un terzo degli intervistati sostiene idealmente le ragioni della protesta in scia alla tragedia di Southport, inscenate dall’estrema destra in questi giorni: il 14% fermamente, il 20% le supporta in qualche modo, il 17% invece non è d’accordo e ben il 37% è decisamente contrario, mentre il 12% n…

LONDRA - Che cosa ne pensa il popolo britannico delle rivolte di questi giorni in Inghilterra e nel resto del Paese? E cosa ne pensa dei riots, del vergognoso assalto ai migranti, della caccia allo straniero e della polizia attaccata in numerose città del Regno?

La società YouGov ha commissionato il primo vero sondaggio da quando sono esplosi i disordini in seguito alla barbara uccisione di tre bambine a Southport, per cui è stato incriminato un 17enne, Axel Rudakubana, nato a Cardiff e cresciuto oltremanica da genitori immigrati ruandesi. E i risultati della consultazione sono interessanti.

Il campione del sondaggio è di 2114 adulti britannici ed è stato condotto tra il 5 e il 6 agosto. Circa un terzo degli intervistati sostiene idealmente le ragioni della protesta in scia alla tragedia di Southport, inscenate dall’estrema destra in questi giorni: il 14% fermamente, il 20% le supporta in qualche modo, il 17% invece non è d’accordo e ben il 37% è decisamente contrario, mentre il 12% non sa (qui e in altre rilevazioni la torta non arriva a 100, perché le singole percentuali sono viste al ribasso).

Ovvero, il problema dell’insicurezza e probabilmente dell’emergenza immigrazione è percepito da un terzo della popolazione, genuinamente preoccupato, secondo YouGov. E dunque, mentre si reprimono estremisti e teppisti, va affrontato politicamente. Non a caso, circa 6 britannici su dieci, secondo in sondaggio, simpatizzano con le proteste pacifiche che hanno avuto di recente dopo la strage di Southport, e queste per il 42% rappresentano il popolo britannico, contro il 38% che non la pensa così.

Se però queste proteste tracimano nelle violenze e nel vandalismo e nel razzismo, come è stato, i numeri del sondaggio sono ben diversi: solo il 2% sostiene apertamente le aggressioni di questi giorni, e il 5% le sostiene in qualche modo. In totale, neanche uno su dieci nel Regno. In questo segmento della popolazione, spicca il 21% degli elettori di Reform Uk, il partito di Nigel Farage, accusato di aver soffiato sul fuoco dei riots. Mentre il 75% dei cittadini si oppone fermamente, il 10% sostanzialmente e il 7% non sa. Inoltre, se il 72% pensa che chi abbia scatenato il caso in strada non rappresenta affatto i britannici, il 12% invece lo crede e un altro 12 non sa.

Alla domanda poi specifica “lei crede che queste proteste siano giustificate?”, il 42% risponde sostanzialmente di sì, contro il 49% di chi non è d’accordo e il 10% non sa. E al successivo quesito “i disordini di questi giorni sono giustificati?”, il 4% risponde assolutamente sì, l’8% “sostanzialmente giustificati”, per il 71% invece sono “assolutamente ingiustificabili".

Inoltre, siccome le parole sono importanti, c’è stato gran dibattito poi sulle dichiarazioni del primo ministro Sir Keir Starmer, che ha subito definito i violenti “di estrema destra”, generando qualche critica. Come devono dunque essere descritti coloro che hanno messo a ferro e fuoco le città britanniche nell’ultima settimana? Per il 67% “thugs”, ossia teppisti, per il 65% “rioters”, ossia rivoltosi, violenti, mentre per il 58% sono “razzisti”, il 52% di “estrema destra” e ben il 23% “terroristi”. Mentre il 21% li definisce “manifestanti” o “attivisti” e il 16% “persone con preoccupazioni legittime”. Con quest’ultima caratterizzazione è d’accordo il 49% degli elettori di Nigel Farage, nonostante le violenze.

A proposito, come ne esce Starmer, sinora? Non benissimo. Per la maggioranza relativa dei britannici (49%) sta affrontando l’emergenza in maniera sbagliata, contro il 31% che invece ne approva l’operato su questo specifico punto. Solo per gli elettori laburisti (60%) e quelli lib-dem (50%) il primo ministro si sta comportando bene, contro il 16% degli elettori conservatori e il 3% di Reform UK.

Ma di chi è la colpa di quanto sta accadendo? Secondo le rilevazioni di YouGov, per il 71% dei britannici le responsabilità ricadono principalmente sui violenti stessi, per il 56% sui social media, per il 53% sull’estrema destra e per il 41% su Tommy Robinson, l’agitatore xenofobo e islamofobo delle rivolte, recentemente riabilitato da Elon Musk su X.

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