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Il Nobel Muhammad Yunus in Bangladesh giura come premier. Nel governo due leader studenteschi

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Dopo la fuga della prima ministra Hasina, il “banchiere dei poveri” è chiamato alla guida del Paese. Nell’esecutivo anche i giovani leader delle proteste. La sfida ora è tenere unite le anime dello stato asiatico
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Dopo aver lasciato Parigi dove si trovava ad assistere alle elezioni, il nuovo primo ministro del governo transitorio del Bangladesh Muhammad Yunus, è finalmente arrivato a Dacca. “Stiamo calmi e prepariamoci a ricostruire il Paese che ha la possibilità di diventare una nazione molto bella", ha detto l'economista ai giornalisti all'aeroporto, dove è stato accolto da alti ufficiali militari e leader studenteschi.

Il ruolo degli studenti

Della squadra di governo faranno parte personalità della società bengalese, avvocati ed anche due tra gli studenti che hanno guidato le proteste delle ultime settimane, costate la vita a più di 400 persone e che hanno portato alle dimissioni dell’ex premier Sheickh Hasina al suo quinto mandato.

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Dopo aver lasciato Parigi dove si trovava ad assistere alle elezioni, il nuovo primo ministro del governo transitorio del Bangladesh Muhammad Yunus, è finalmente arrivato a Dacca. “Stiamo calmi e prepariamoci a ricostruire il Paese che ha la possibilità di diventare una nazione molto bella", ha detto l'economista ai giornalisti all'aeroporto, dove è stato accolto da alti ufficiali militari e leader studenteschi.

Il ruolo degli studenti

Della squadra di governo faranno parte personalità della società bengalese, avvocati ed anche due tra gli studenti che hanno guidato le proteste delle ultime settimane, costate la vita a più di 400 persone e che hanno portato alle dimissioni dell’ex premier Sheickh Hasina al suo quinto mandato.

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Nelle ore concitate seguite alla sua fuga in India, è stato l’esercito a prendere in mano la situazione attraverso il generale Waker-Uz-Zaman, che aveva assicurato una transizione pacifica verso nuove elezioni. Ma a queste parole gli studenti, memori del ruolo che in passato i militari hanno avuto nell’imposizione di regimi autoritari nel Paese, hanno fatto da subito sapere che non avrebbero accettato un governo a interim militare. E sono stati proprio loro a suggerire il nome del Nobel per la pace come traghettatore.

Proprio a loro “il banchiere dei poveri” ha riconosciuto l’enorme merito di aver portato alla fine del governo Hasina: “Qualunque sia la strada che i nostri studenti ci indicheranno, noi andremo avanti”. E parlando di uno studente che ha perso la vita negli scontri Yunus si è commosso: “Anche adesso dobbiamo sollevarci. Per i funzionari governativi e i capi della difesa: siamo una famiglia, dobbiamo andare avanti insieme”.

La sfida di Yunus

Il giuramento si è svolto nella residenza del presidente Mohammed Shahabuddin. Sembra che il partito Aswami League della “Sceicca” sarà tenuto fuori dal futuro esecutivo. Suo figlio Sajeeb Wazed Joy, in un post su Facebook, ha affermato che comunque il partito non si arrenderà ed è pronto al dialogo con le parti: “Avevo detto che la mia famiglia non sarebbe più stata coinvolta nella politica, ma dal modo in cui vengono attaccati i leader del nostro partito e i lavoratori, non possiamo arrenderci”. Al nuovo premier spetta un ruolo non semplice. Lui infatti dovrà tenere insieme le anime diverse del paese ed evitare che le proteste contro le disuguaglianze sociali si trasformino in battaglie intestine tra le diverse religioni e minoranze.

Le aggressioni contro gli hindu

Già in queste ore infatti circolano notizie sul tentativo di centinaia di indù che stanno provando senza successo di fuggire in India dopo che molte case e attività commerciali della comunità di minoranza sono state vandalizzate.

Il Consiglio di unità cristiana indù buddista del Bangladesh ha affermato che 45 distretti su 64 del paese hanno visto prendere di mira case, attività commerciali o templi per lo più indù questa settimana. Un insegnante è stato ucciso e altre 45 persone sono rimaste ferite.

Mohammad Rakibul Hasan, funzionario del governo locale nel distretto di Thakurgaon, nel nord-ovest del Bangladesh, ha detto che circa 700-800 indù hanno cercato di fuggire in India , dopo che alcune delle loro case sono state attaccate e saccheggiate.

"Sono tornati a casa dopo che abbiamo fornito protezione - ha raccontato – Le truppe della guardia di frontiera stanno pattugliando la zona. Tutto va bene per ora, senza ulteriori segnalazioni di violenza."

Un equilibrio di anime

Gli indù costituiscono circa l'8% dei 170 milioni di abitanti del Bangladesh a maggioranza musulmana e tradizionalmente sostengono ampiamente il partito dell’Awami League, che si identifica come largamente laico, al posto del blocco di opposizione che include il Jamaat-e-Islami, partito islamico messo fuori legge dalla stessa Hasina poche settimane fa.

Al momento l’ex leader si trova a Nuova Delhi, in India. Lì ha trovato rifugio, creando secondo Yunus una forte tensione tra bengalesi e indiani. Al momento resta nell’aria l’ipotesi che Hasina possa chiedere asilo al Regno Unito.

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