Una serie di immagini di Donald Trump che cammina nell’ombra con alle spalle la bandiera a stelle e strisce e di sottofondo una canzone “Run boy run” che accompagna le immagini di militari e di manifestanti anti-vaccini, con slogan come "America first".
Il nuovo video per la campagna elettorale dell’ex presidente repubblicano non sembra diverso da molti altri spot diffusi in vista delle presidenziali di novembre. Se non fosse che il brano scelto, probabilmente senza rendersene conto, è un inno della comunità Lgbtqia+ che spesso e volentieri è stata presa di mira dallo stesso tycoon.
A sottolinearlo è Woodkid, l’autore del pezzo pubblicato nel 2012 che in un post social sottolinea come ancora una volta (era già successo a dicembre) la campagna trumpiana ha usato un suo brano senza chiedere il permesso. Ma non solo.
Il musicista francese Yoann Lemoine, cantautore e anche registra di videoclip tra i quali Sign of the Times di Harry Styles, Back to December di Taylor Swift e B…
Una serie di immagini di Donald Trump che cammina nell’ombra con alle spalle la bandiera a stelle e strisce e di sottofondo una canzone “Run boy run” che accompagna le immagini di militari e di manifestanti anti-vaccini, con slogan come "America first".
Il nuovo video per la campagna elettorale dell’ex presidente repubblicano non sembra diverso da molti altri spot diffusi in vista delle presidenziali di novembre. Se non fosse che il brano scelto, probabilmente senza rendersene conto, è un inno della comunità Lgbtqia+ che spesso e volentieri è stata presa di mira dallo stesso tycoon.
A sottolinearlo è Woodkid, l’autore del pezzo pubblicato nel 2012 che in un post social sottolinea come ancora una volta (era già successo a dicembre) la campagna trumpiana ha usato un suo brano senza chiedere il permesso. Ma non solo.
Il musicista francese Yoann Lemoine, cantautore e anche registra di videoclip tra i quali Sign of the Times di Harry Styles, Back to December di Taylor Swift e Born to Die di Lana Del Rey, in un post su X ha sottolineato l’ironia della scelta della campgana. “Run Boy Run è un inno LGBT+ scritto da me, un fiero musicista LGBT+. Che ironia”.