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Mosca e la telefonata agli Usa: “Cosa sta facendo Kiev?”

TOPSHOT - Ukrainian President Volodymyr Zelensky speaks during an interview for French media including AFP in Rivne on July 30, 2024, amid the Russian invasion of Ukraine.A (Photo by Genya SAVILOV / AFP) 

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Il 12 luglio il ministro della Difesa russo aveva chiesto informazioni al generale Austin sulle operazioni che le truppe ucraine stavano preparando
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NEW YORK – Quando il 12 luglio scorso il ministro della Difesa russo Andrey Belousov chiese all’omologo americano Lloyd Austin di rispondere alla sua chiamata, riattivando la cosiddetta “linea rossa” della Guerra Fredda, ovvero il sistema di comunicazioni diretto tra il Pentagono e il Cremlino, la conversazione si concentrò su “un’operazione segreta di Kiev contro la Russia". Belousov voleva infatti sapere se certi movimenti notati al confine avevano “il nulla osta degli americani”. Avvertendo la controparte del rischio concreto di una “escalation fra le due potenze nucleari” in caso affermativo.

Secondo il New York Times, che fu il primo a rivelare i dettagli della conversazione, la rivelazione colse Austin di sorpresa. Al generale a quattro s…

NEW YORK – Quando il 12 luglio scorso il ministro della Difesa russo Andrey Belousov chiese all’omologo americano Lloyd Austin di rispondere alla sua chiamata, riattivando la cosiddetta “linea rossa” della Guerra Fredda, ovvero il sistema di comunicazioni diretto tra il Pentagono e il Cremlino, la conversazione si concentrò su “un’operazione segreta di Kiev contro la Russia". Belousov voleva infatti sapere se certi movimenti notati al confine avevano “il nulla osta degli americani”. Avvertendo la controparte del rischio concreto di una “escalation fra le due potenze nucleari” in caso affermativo.

Secondo il New York Times, che fu il primo a rivelare i dettagli della conversazione, la rivelazione colse Austin di sorpresa. Al generale a quattro stelle toccò rispondere di non sapere nulla di simili piani da parte di Kiev. Prese però molto sul serio le rivelazioni: tanto da contattare subito gli ucraini per dirgli che non avevano nessun avallo americano in tal senso. Ora, fonti confermano a Repubblica che quelli descritti da Belousov erano effettivamente i movimenti preliminari all’offensiva lanciata da Kiev nella regione meridionale russa di Kursk.

L’attacco visto dalla Casa Bianca

Un attacco che nei corridoi di Washington, dove in queste ore in realtà l’attenzione è soprattutto focalizzata sulla sfida Harris-Trump per la Casa Bianca che per molti significa anche il mantenimento o meno del posto di lavoro, sta facendo alzare più di un sopracciglio. Innanzitutto, perché nonostante la Casa Bianca abbia recentemente dato a Kiev l’ok per usare le armi donate dagli Stati Uniti per colpire i russi oltre confine, portare quegli stessi veicoli da combattimento forniti all’interno della Russia è un’altra storia, e di sicuro non è parte nei patti. Secondo il Washington Post, che cita anonimamente un funzionario americano, il Pentagono sta ancora cercando di saperne di più: contatti con l’esercito ucraino, per conoscere i dettagli dell’operazione e soprattutto gli obiettivi, sono ancora in corso.

Lo conferma di fatto anche il portavoce del Pentagono John Kirby rispondendo a una precisa domanda dei giornalisti: “Nulla è cambiato nelle nostre politiche riguardo agli attacchi con armi americane su territorio russo. Possono essere usate solo per combattere le minacce immediate dall’altra parte del confine. Stiamo contattando gli ucraini per comprendere meglio la situazione”. Un concetto ribadito pure dalla portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre: “Supportiamo solo azioni di buon senso atte a fermare le forze russe”.

Finora, però, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non ha spiegato l’obiettivo dell’incursione. L’ipotesi più affermata fra gli analisti, è che Kiev voglia interrompere le consegne di gas russo all’Europa, anche nella speranza di farne un punto di leva in eventuali negoziati. Altri parlano dell’intenzione di minare la fiducia che la popolazione ripone in Putin, portandogli la guerra in casa. E pure la volontà di creare “attrito”: parola che in gergo significa ottenere informazioni osservando la reazione dell’avversario. Una fonte di Washington ci dice che difficilmente gli Stati Uniti approvano questa strategia. In pieno periodo elettorale, l’America di Biden è infatti più interessata a mantenere bassi i prezzi del gas e infatti si è opposta più volte agli attacchi alle forniture logistiche russe. E poi, proprio come sta facendo anche con l’Iran, vuole evitare a ogni costo un’escalation a tre mesi dal voto. E che Kiev, al momento ascolta più i consigli dei militari britannici che di quelli americani. Di sicuro c’è una discussione su come gestire le armi americane nei giorni a venire.

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