TEL AVIV – Dietro quei profili social – quello con il volto da modello di Bruce e le pose sensuali di Miriyam, così come il canale Telegram “Cercasi impiegati - Haifa” – c’era una trappola. Non c’erano altri utenti israeliani. Ma c’era la lunga mano dell’Ayatollah. Lo Shin Bet, l’agenzia di sicurezza israeliana, ha rivelato ieri di aver individuato una serie di profili social fake che si fingevano israeliani ma appartenevano in realtà ai servizi di intelligence iraniani. Che non solo cercavano di ottenere dagli ignari cittadini dello Stato ebraico informazioni personali, ma provavano anche a spingerli ad azioni che, sostiene lo Shin Bet, rappresentavano un pericolo per la sicurezza della nazione.
Gli account fake
I profili, riportano i media israeliani, includevano canali e utenti Telegram e “bot” con nomi come questi: Itamar201020, Gal01110, Mariiyam1997, PAndersion198, hadas99, Ramon_nkl96, esercito del popolo, Vip Employment, “Lavoro a Gerusalemme e nella zona”, “Cercasi impiegati – Haifa”. In molti post di alcuni di questi gruppi lo Shin Bet ha incontrato anche l’account “Servizio di intelligence dell’Iran” che offriva – certo in modo fin troppo palese – lavori “interessanti ed eccitanti” con un alto salario. Nei messaggi erano inclusi dei link in cui gli utenti israeliani dovevano scrivere i propri dettagli personali.
La bambola decapitata
L’operazione è stata sventata perché alcuni israeliani hanno allertato le autorità. Tra chi è stato truffato c’è uno sprovveduto 21enne che è stato arrestato dopo aver ricevuto un pagamento per lasciare una bambola decapitata fuori da una casa e per attaccare dei manifesti. Nel gruppo Telegram “L’esercito del popolo” gli agenti iraniani si fingevano israeliani e inneggiavano invece al colpo di Stato: “Per riportare il Paese ai giorni di gloria” .
I precedenti
Non è però la prima volta che, stando allo Shin Bet, l'Iran cerca di adescare il nemico sui social media. Già a gennaio erano state scoperte delle pagine fake gestite dall’Iran che invitavano a fotografare le case di alti funzionari israeliani per fare pressioni sui negoziati per il rilascio degli ostaggi a Gaza.
“In questo periodo complesso, in cui lo spazio digitale è usato per intimidire, disseminare messaggi o promuovere attività terroristiche sotto la veste di atti innocenti – commenta lo Shin Bet – il pubblico israeliano deve rimanere vigile, riportare alle autorità approcci sospetti da parte di fonti anonime, evitare di condividere informazioni personali e di aprire link inviati da sconosciuti”.