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Mosca detta le linee guida per raccontare l’offensiva ucraina nel Kursk. Parola d’ordine “minimizzare”

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Vladimir Putin ha vietato ai media nazionali di usare il termine “guerra” per raccontare l’invasione dell’Ucraina e ora chiede alla stampa allineata di minimizzare la reazione di Kiev in terra russa
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LONDRA – Parola d’ordine: minimizzare. Del resto, c’era da aspettarselo: se Vladimir Putin ha vietato ai media nazionali di usare il termine “guerra” per raccontare l’invasione russa dell’Ucraina, ordinando di chiamarla “operazione militare speciale”, il capo del Cremlino non avrebbe certo permesso alla stampa patriottica di descrivere liberamente quello che sta accadendo nella regione di Kursk, dove una massiccia incursione delle truppe ucraine ha messo in seria difficoltà le forze di Mosca.

Il sito di informazione indipendente Meduza, composto da giornalisti russi ma basato a Riga, in Lettonia, riporta che il Cremlino ha impiegato due giorni a decidere quali istruzioni dare a giornali e tv per le cronache sull’offensiva di Kiev, segno di incertezza su che linea adottare.

Descrivere quanto sta effettivamente succedendo susciterebbe il panico tra la popolazione locale e rivelerebbe al resto della nazione che, dopo …

LONDRA – Parola d’ordine: minimizzare. Del resto, c’era da aspettarselo: se Vladimir Putin ha vietato ai media nazionali di usare il termine “guerra” per raccontare l’invasione russa dell’Ucraina, ordinando di chiamarla “operazione militare speciale”, il capo del Cremlino non avrebbe certo permesso alla stampa patriottica di descrivere liberamente quello che sta accadendo nella regione di Kursk, dove una massiccia incursione delle truppe ucraine ha messo in seria difficoltà le forze di Mosca.

Il sito di informazione indipendente Meduza, composto da giornalisti russi ma basato a Riga, in Lettonia, riporta che il Cremlino ha impiegato due giorni a decidere quali istruzioni dare a giornali e tv per le cronache sull’offensiva di Kiev, segno di incertezza su che linea adottare.

Descrivere quanto sta effettivamente succedendo susciterebbe il panico tra la popolazione locale e rivelerebbe al resto della nazione che, dopo due anni e mezzo di guerra, la Russia viene ancora presa di sorpresa dall’Ucraina. D’altra parte, tacere o sminuire completamente l’attacco ucraino sarebbe impossibile, dopo che lo stesso Putin ha accusato Kiev di avere compiuto “una grave provocazione” con l’offensiva in corso a Kursk: anche questa un’affermazione surreale, essendo difficile capire perché la Russia può attaccare e bombardare quanto vuole il territorio ucraino mentre l’Ucraina non avrebbe diritto di rispondere facendo la stessa cosa in territorio russo. In ogni caso, se una provocazione è “grave”, diventa difficile sminuirla.

(afp)

Le linee guida

La prima raccomandazione del Cremlino ai media nazionali, scrive il sito Meduza, è di “evitare di sensazionalizzare” l’attacco ucraino. La seconda è di non parlare dell’apertura di “un nuovo fronte” nel conflitto. La terza è di non menzionare il potenziale avanzamento delle truppe ucraine verso la città di Kurchatov, sede della centrale nucleare di Kursk, per impedire che la gente del posto abbia paura di un incidente atomico. E allora, in che modo i giornalisti russi devono raccontare l’incursione? Il Cremlino suggerisce, in modo un po’ confuso e contraddittorio, di paragonare i combattimenti alla battaglia di Kursk fra l’Armata Rossa sovietica e l’esercito nazista nella Seconda guerra mondiale, che tuttavia fu “la singola più grande battaglia nella storia bellica”, nota Meduza, e una svolta nel conflitto tra l’Urss e il Terzo Reich.

Altre istruzioni del Cremlino ai media russi, afferma il sito di news, includono l’ordine di sottolineare i presunti “successi” delle forze di Mosca nel respingere l’assalto ucraino e le perdite inflitte da Kiev a civili russi, in particolare bambini (nove sarebbero rimasti feriti, secondo rapporti indipendenti). Inoltre viene consigliato di dare risalto a notizie che promuovano “unità e solidarietà”, come le donazioni di sangue e l’ospitalità offerta a chi è fuggito dalle proprie case. Infine, Meduza ha appreso che le istruzioni ai giornali russi comprendono l’imperativo di parlare del ruolo svolto dal governatore della regione di Kursk, Aleksej Smirnov, per dare assistenza alla popolazione, e della “straordinaria reazione” delle truppe russe, ricordando al pubblico che il presidente Putin “non abbandona mai le persone bisognose”.

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