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Cipro nel mirino di Hezbollah: “Si sottomette al volere degli Usa”

(afp)

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Il quotidiano vicino al Movimento attacca il governo dell’Isola che “fa accordi militari con gli americani”. I ciprioti respingono le accuse e preparano i pieni per aiutare le evacuazioni dal Libano
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Beirut — A dare fuoco alle polveri è stato un report di Channel 7, il canale della destra religiosa israeliana, in cui si parla dell’arrivo, a Cipro, di una presunta delegazione di «alti comandi militari americani» che avrebbero incontrato funzionari della Difesa e dei servizi. E Al Akhbar, il quotidiano vicino a Hezbollah, non se l’è fatto scappare: “Cipro si sottomette all’America: l’isola diventerà una piattaforma per rispondere contro l’Iran e Hezbollah, con un equipaggiamento militare americano ‘senza precedenti’ e un ponte aereo tra Larnaca, Paphos e Tel Aviv”, titolava ieri il quotidiano vicino al partito di Dio.

Nemmeno due mesi fa, era stato il capo in persona, Hassan Nasrallah, a minacciare direttamente Cipro: vi colpiremo se offrirete supporto logistico a Israele, disse, ma pochi ne capirono le ragioni. Tra loro c’è Fuad, sciita libanese, che vive a Beirut ed è sposato con una greco-cipriota: «Ho mandato lei e la bambina al Nord e non a Cipro perché lì non sarebbe stata al…

Beirut — A dare fuoco alle polveri è stato un report di Channel 7, il canale della destra religiosa israeliana, in cui si parla dell’arrivo, a Cipro, di una presunta delegazione di «alti comandi militari americani» che avrebbero incontrato funzionari della Difesa e dei servizi. E Al Akhbar, il quotidiano vicino a Hezbollah, non se l’è fatto scappare: “Cipro si sottomette all’America: l’isola diventerà una piattaforma per rispondere contro l’Iran e Hezbollah, con un equipaggiamento militare americano ‘senza precedenti’ e un ponte aereo tra Larnaca, Paphos e Tel Aviv”, titolava ieri il quotidiano vicino al partito di Dio.

Nemmeno due mesi fa, era stato il capo in persona, Hassan Nasrallah, a minacciare direttamente Cipro: vi colpiremo se offrirete supporto logistico a Israele, disse, ma pochi ne capirono le ragioni. Tra loro c’è Fuad, sciita libanese, che vive a Beirut ed è sposato con una greco-cipriota: «Ho mandato lei e la bambina al Nord e non a Cipro perché lì non sarebbe stata al sicuro», racconta. Dentro Hezbollah sono convinti che ormai Cipro flirti con il nemico. La Repubblica smentisce e difende la propria neutralità. Ma nulla.

Il fatto è che dall’Isola passano tutti, e di tutto, anche gli aiuti a Gaza sono partiti da lì. Ci passano le organizzazioni umanitarie e quelle internazionali, le Nazioni Unite, funzionari politici, diplomatici e militari anche. A fine luglio ha fatto tappa nel porto di Limassol la portaerei americana USS Roosevelt, e pochi giorni fa ci sono state esercitazioni militari congiunte con gli Stati Uniti.

«Gli stessi funzionari ciprioti che hanno scambiato messaggi con Hezbollah hanno riconosciuto che l’isola sarà una delle piattaforme di intercettazione contro gli attacchi previsti da Iran, Yemen e Hezbollah e che gli inglesi hanno rafforzato le loro basi sull’isola e trasferito loro esperti e attrezzature relative ai sistemi di difesa», scrive al Akhbar. Nicosia respinge gli attacchi e assicura che tutti gli sforzi congiunti con gli alleati sono solo per scopi umanitari. Almeno dieci Paesi si sono rivolti a Cipro per avere supporto con le evacuazioni dal Libano in caso di guerra aperta e ieri il governo ha attivato un piano di emergenza, l’Estia.

Se si dovesse rendere necessaria, l’evacuazione avverrebbe in gran parte per via aerea, con centro logistico a Larnaca. Nel 2006, Cipro svolse un ruolo cruciale per portare in salvo circa 30mila persone dal Libano, soprattutto stranieri, durante l’ultima guerra tra Israele e Hezbollah. Ma in questa nuova fiammata che minaccia di incendiare il Medio Oriente, anche la piccola e ricca isola, divisa tra la sua appartenenza all’Europa e la vicinanza geografia con il vicino Oriente – 25 minuti di volo dal Libano, 40 da Israele - rischia di scottarsi.

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