Siamo a dieci metri di profondità, nei sotterranei del Teatro dell’Opera di Kharkiv, nell’Ucraina orientale. È un buon rifugio progettato, in epoca sovietica, per resistere a un attacco nucleare. Ed è qui che scendono gli abitanti della seconda città del Paese quando i bombardamenti si fanno incessanti o quando uno scrittore francese viene, come oggi, a onorare la sua promessa e a presentare ai s…