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Kursk, stato di emergenza. E ora Washington benedice la controffensiva ucraina

Gli Usa annunciano nuovi aiuti per 125 milioni di dollari e danno il benestare a Kiev. Crosetto si defila: “Noi vogliamo la pace”
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MOSCA-NEW YORK - L’avanzata ucraina nella regione russa occidentale di Kursk procede per il quarto giorno consecutivo: piccole unità hanno condotto ieri nuove incursioni a sorpresa cercando di spingersi più avanti. Mosca ha reagito annunciando l’invio di nuove truppe e veicoli blindati per cercare di respingerne l’attacco. Già giovedì sera, intanto, gli Stati Uniti hanno sciolto ogni riserva: approvando l’uso di armi americane da parte di quelle unità in quanto difensivo, e dunque conforme al patto stretto a maggio che vincola gli ucraini a usarle per perseguire obiettivi solo come risposta ad attacchi.

Matthew Miller, portavoce del Dipartimento di Stato, lo ha detto chiaro: è da quella regione che Mosca ha lanciato recenti attacchi ai vicini. Dopo i chiarimenti con Kiev, la Casa Bianca ieri ha dunque annunciato l’invio di un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina da 125 milioni di dollari: conterrà missili Stinge…

MOSCA-NEW YORK - L’avanzata ucraina nella regione russa occidentale di Kursk procede per il quarto giorno consecutivo: piccole unità hanno condotto ieri nuove incursioni a sorpresa cercando di spingersi più avanti. Mosca ha reagito annunciando l’invio di nuove truppe e veicoli blindati per cercare di respingerne l’attacco. Già giovedì sera, intanto, gli Stati Uniti hanno sciolto ogni riserva: approvando l’uso di armi americane da parte di quelle unità in quanto difensivo, e dunque conforme al patto stretto a maggio che vincola gli ucraini a usarle per perseguire obiettivi solo come risposta ad attacchi.

Matthew Miller, portavoce del Dipartimento di Stato, lo ha detto chiaro: è da quella regione che Mosca ha lanciato recenti attacchi ai vicini. Dopo i chiarimenti con Kiev, la Casa Bianca ieri ha dunque annunciato l’invio di un nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina da 125 milioni di dollari: conterrà missili Stinger, munizioni di artiglieria, radar multi-missione e armi anticarro. «Non c’è nulla di nuovo», ha sottolineato il portavoce del consiglio di sicurezza, John Kirby: «Le nostre politiche sull’uso delle armi da parte di Kiev non sono cambiate». Pure la Germania adotta un tono simile. Berlino «sostiene l’Ucraina nella sua lotta difensiva secondo le norme del diritto internazionale». Diversa, invece la posizione dell’Italia, che ha da poco approvato il nono pacchetto di aiuti. «Le armi che abbiamo fornito non possono essere usate su territorio russo», ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto: «Se vogliamo arrivare alla pace non possiamo incentivare ulteriori atti bellici. Nessun Paese può invaderne un altro. Dobbiamo mantenere la linea».

Intanto, in Russia lo stato di emergenza inizialmente introdotto nella regione di Kursk è stato esteso anche al territorio di Lipetsk, che l’altra notte è stato oggetto di un attacco di droni che ha colpito l’aeroporto militare e costretto 400 famiglie a evacuare. Attacchi simili anche nella vicina regione di Belgorod dove, secondo il ministero della Difesa russo, sono stati abbattuti 26 velivoli senza pilota, mentre quattro sono andati a segno, danneggiando abitazioni civili nella cittadina di Shebekino.

(afp)

Il governatore della Cecenia, Ramzan Kadyrov, parla di risultati entro «due o tre giorni»: già giovedì il comandante delle forze speciali Akhmat, Apti Alaudinov, ha annunciato che il suo distaccamento è arrivato nella regione e, pur riconoscendo che le forze ostili sono penetrate nelle zone di confine, ha descritto la situazione come «per nulla grave».
Sempre ieri Putin incontrato i membri del Consiglio di sicurezza russo dedicato alla lotta al terrorismo «verso la popolazione civile», visto che tale è considerata l’incursione ucraina, tanto più che ci sono già 5 morti e 55 feriti, di cui 12 gravi. E pure la compagnia di mercenari Wagner ha offerto il suo aiuto per la difesa di Kursk, attraverso un messaggio inviato via Telegram: «Le nostre forze sono pronte a venire in aiuto della Patria e a schierarsi in formazioni di battaglia alla prima chiamata. Così è sempre stato».

Gazprom ha diffuso anche un primo commento sulle conseguenze dell’offensiva ucraina nella regione di Kursk, che ha portato alla perdita del controllo sulla stazione di misurazione del gas di Sudzha del gasdotto diretto in Europa. Sviluppi, quelli nell’area, che hanno già indotto un forte aumento dei prezzi del gas in Europa: «Il 9 agosto è stato registrato il picco annuale dei prezzi di borsa. La domanda sorge spontanea: chi ne trae vantaggio?», ha chiesto il rappresentante della società russa, Sergej Kuprjanov.
Nella serata di ieri è arrivata infine la notizia dell’interruzione dell’energia elettrica in alcune aree di Kursk per la caduta di un drone in una sottostazione nei pressi della centrale nucleare di Kursk. In precedenza il canale filogovernativo Bloknot aveva riferito delle operazioni in atto per fortificare la centrale nucleare di Kurchatov, a una quarantina di chilometri dalle attuali posizioni delle forze ucraine.

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